Leo Joseph Pagnotta e Joseph Luongo – seconda parte

I riscontri su Joseph PAGNOTTA
L’esistenza del soggetto viene appresa dal DIGILIO in occasione di una cena a Colognola, all’inizio degli anni ’70, con Marcello e Bruno SOFFIATI. Il nominativo si evidenziò a seguito di un rimbrotto di Bruno al figlio Marcello che stava esponendo i suoi progetti, ricordandogli che, a differenza del MINETTO, non c’era una persona come PAGNOTTA che lo aiutava. Il DIGILIO ricordava chiaramente questo nome in quanto particolare. Sempre nella stessa occasione il DIGILIO ebbe modo di apprendere che l’americano era quello che dirigeva le attività di Monfalcone (GO) e che stava alle spalle del MINETTO. I capannoni di Monfalcone (GO), per quanto sentì il DIGILIO dai SOFFIATI e dal MINETTO, svolgevano ufficialmente un’attività nel campo degli elettrodomestici, mentre in realtà si occupavano della lavorazione di leghe metalliche d’interesse militare.

L’azienda che aveva sede in questi capannoni si chiamava Detroit. Il DIGILIO aveva precisato, illustrando la figura del FRANCO, che costui, avvalendosi dell’aiuto del MINETTO, aveva clandestinamente lavorato a delle leghe metalliche per gli americani al fine di un loro impiego aeronautico, in capannoni industriali siti a Trieste e Monfalcone.
Il DIGILIO, sulla particolare attività, precisava che l’impresa commerciale del PAGNOTTA serviva anche a sostenere finanziariamente la struttura cui faceva capo il MINETTO, ma, soprattutto, nei capannoni venivano migliorati alcuni aspetti di elicotteri e di aerei americani che dovevano essere utilizzati nelle zone teatro di operazioni belliche. Nello specifico il PAGNOTTA si occupava dell’allestimento di piastre di acciaio molto resistenti che dovevano servire per la protezione, in particolare, di elicotteri da combattimento o di aerei che operavano a bassa quota. Il DIGILIO sosteneva che il PAGNOTTA avesse utilizzato quelle tecniche speciali per la fabbricazione di piastre di acciaio molto resistenti carpite grazie ad agenti ustascia dalle fabbriche di Brno in Cecoslovacchia. I mezzi, così migliorati, erano destinati al Medio Oriente ed al Sud-Est asiatico.
L’americano veniva identificato in Joseph Leo PAGNOTTA, nato a Brokton (USA) il 29-01-1915, gravitante in Veneto (Padova e Venezia) sin dal 1957, che tra il 1947 ed il 1964 aveva intrattenuto rapporti di natura commerciale con un piccolo imprenditore di Monfalcone, DI PROSPERO, di cui sposò la nipote, promuovendo la creazione di un’azienda per l’importazione di frigoriferi ed elettrodomestici in genere, coniandone la denominazione “DETROIT”.
In dibattimento il Col. GIRAUDO ha riferito che anche PAGNOTTA apparteneva alla rete americana del C.I.C., così come LUONGO, circostanza che era emersa chiaramente dagli atti del SISMI.

Le dichiarazioni di TRAMONTE su PAGNOTTA
Occorre rilevare che TRAMONTE (che ha ritrattato il tutto in dibattimento) ha attribuito ad una persona, poi riconosciuta nella foto del PAGNOTTA , un ruolo perfettamente corrispondente a quello attribuitogli dal DIGILIO.
Riportiamo il passo del verbale del TRAMONTE:
“ La persona di cui alle foto contrassegnate dal n. 59, ed in particolare quella di cui alla lettera B) raffigura un soggetto che ho avuto modo di vedere in occasione di una riunione tenutasi in prossimità di Padova presso la sala privata di una trattoria, si trattava di una sala posta al primo piano; la riunione si è tenuta di sabato pomeriggio, era stata organizzata dal FACHINI non ricordo se per annunciare la sua entrata nel MSI (avvenuta nel 1970, subito dopo lo “scioglimento” di ORDINE NUOVO, pochi mesi dopo l’ingresso nel partito di Pino RAUTI) o la sua uscita dal partito (avvenuta intorno al 1972). Nell’occasione la persona di cui alla foto indicata si accompagnava al FACHINI.
Presenti alla riunione, tra gli altri (saremo stati complessivamente in 25/30 persone) c’erano Dario ZAGOLIN, Ariosto e Fiorenzo ZANCHETTA. La persona in questione ci venne presentata come quella di una personalità americana che avrebbe potuto dare una mano alla nostra organizzazione. Siccome non sono in grado di dire se la riunione fosse relativa all’ingresso di FACHINI nel partito o alla sua uscita dallo stesso, mi trovo nell’impossibilità di riferire se l’organizzazione che avrebbe potuto beneficiare dell’aiuto della personalità americana fosse il partito stesso (ed in particolare il gruppo che avrebbe fatto capo al FACHINI) o, come ritengo più probabile, la struttura di ORDINE NUOVO.
A dire di FACHINI la personalità americana faceva parte di una non meglio precisata “agenzia” americana. Ricordo che la personalità non parlava bene l’italiano. All’epoca FACHINI era molto unito a ZAGOLIN e, per quanto ho potuto capire, l’americano era amico di entrambi. Si da atto che viene allegata al presente verbale fotocopia delle foto contrassegnate con il n. 59 del vol. 4 dell’album sopra indicato e si da altresì atto che il soggetto di cui alle foto si identifica in Leo PAGNOTTA.”

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