Sindona e la P2 – Requisitoria giudice Guido Viola processo omicidio Ambrosoli – 1a parte

Si è visto, nel corso della presente motivazione, come Licio Gelli e la Loggia P 2 siano una presenza costante nelle vicende di Michele Sindona, presenza documentata in atti almeno a partire dall’estate del 1976. Si è anche visto che Michele Sindona, così come numerosi altri personaggi menzionati in questa motivazione, figura inserito nell’elenco degli iscritti alla Loggia P 2 : questo elenco, sequestrato a Castiglion Fibocchi, rappresenta l’organigramma della Loggia di Gelli dal 1° gennaio 1977 in avanti, e Sindona vi figura registrato come affiliato proprio sotto tale data, il che significa che la sua adesione alla P 2 è certamente precedente al 1977.
E’ ora il caso di analizzare il ruolo di Licio Gelli e della P 2 nelle vicende sindoniane, anche al fine di definire la posizione processuale dello stesso Gelli, colpito da un mandato di accompagnamento (rimasto senza effetto e tuttora pendente) per i reati di cui ai capi 6 e 15 dell’attuale rubrica.

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Ripercorrendo la cronologia della presenza di Gelli in questa vicenda processuale, rileviamo che il primo incontro tra Licio Gelli e Rodolfo Guzzi si verifica il 1° luglio 1976 (76/47). Guzzi interessa Gelli al fine di ottenere il sostegno suo e della sua potente loggia in ordine al primo progetto di sistemazione (quello cosiddetto interdipendente), ma il colloquio ha anche per oggetto il problema dell’estradizione di Sindona che, anche con l’apporto di potenti ambienti massonici americani, si vuole evitare o ritardare al massimo. Ed infatti, sappiamo che questi ambienti intervengono nell’agosto 1976 nelle persone di Philip Guarino e Paul Rao, i quali incontrano, nella stessa giornata, sia il Presidente del consiglio Giulio Andreotti, sia lo stesso Gelli, proprio allo scopo di predisporre un intervento politico ad alto livello onde risolvere, nel senso da loro desiderato, il problema estradizionale: Gelli dovrà, dopo che Guarino e Rao saranno rientrati in America, coltivare le pressioni negli ambienti politici, ed in particolare sul Presidente del consiglio dei ministri.
E’ in questo periodo che si inserisce, e non sembra casuale, la già menzionata lettera 28 settembre 1976 di Michele Sindona a Giulio Andreotti, nella quale abbiamo visto essere contenuto in nuce il progetto di “grande ricatto” che Sindona sta accarezzando e che egli cercherà di rendere operativo tre anni dopo, nel periodo del finto rapimento.

Nel settembre 1976 troviamo il sistema di potere P 2 attiva mente impegnato sul fronte dei progetti di sistemazione: se ne occupano sia Gelli, sia personaggi vari, tra cui Umberto Ortolani, Robert Memmo e Loris Corbi, tutti affiliati alla P 2 (76/4-7-50). E’ del 9 settembre 1976 il bigliettino di Guzzi a Gelli, con il quale gli trasmette lo schema del progetto “interdipendente”. Nel novembre 1976 si verifica l’offensiva degli affidavit, miranti a far passare Sindona, agli occhi delle autorità americane, come un perseguitato politico anticomunista; protagonisti di questa offensiva sono Gelli ed altri personaggi, tra cui il già menzionato Philip Guarino, nonché (fra gli affiliati alla P 2) Carmelo Spagnuolo e Edgardo Sogno.

Nel gennaio 1977 sì comincia a parlare della mediazione di Gelli nelle controversie di Sindona con Calvi (altro affiliato alla P 2). Ed ecco che Calvi viene indotto, proprio da Gelli, ad occuparsi dei progetti di sistemazione della B.P.I.: ciò avviene intorno all’aprile 1977 quando Calvi, a detta di Guzzi, incontra l’on. Giulio Andreotti proprio in funzione di tali progetti di sistemazione. In questo contesto si susseguono, tra aprile e giugno 1977 contatti incrociati tra Guzzi, Gelli, Memmo, Corbi, Calvi.

Il 12 luglio 1977, dopo una riunione a New York con Sindona nella quale si decide di “intensificare le pressioni sugli uomini politici”, una formulazione aggiornata del progetto di sistemazione viene trasmessa all’on. Andreotti. Va rammentato che, proprio nell’estate 1977 si verifica l’offensiva tesa a far destituire il commissario liquidatore Ambrosoli (lettera 18 luglio 1977) ed inizia altresì l’offensiva minatoria ai danni di Cuccia. Sotto quest’ultimo profilò va det­to che, proprio nell’estate 1977 viene organizzata una campagna di stampa contro Cuccia sulla rivista “Il Borghese”, nel quadro di incontri fra Guzzi e il direttore del periodico, sen. Tedeschi, pure lui affiliato alla P 2 (76/78).

Nei mesi di settembre e ottobre 1977 si intensificano incon­tri e colloqui tra Guzzi e Gelli (76/72-79). Gelli assicura il suo interessamento presso Calvi e presso il ministro Stemmati (pure lui iscritto alla P 2) per l’agognata “sistemazione” della B.P.I.. In questi colloqui si affronta anche il tema della possibile “causa civile” che Sindona minaccia di promuovere contro Calvi, e la mediazione di Gelli tra Calvi e Sindona si manifesta anche sul piano della possibile vendita della villa “La Giuggiola”. Nell’incontro del 4 novembre 1977 Guzzi e Gelli parlano an­che dell’eventualità di provocare il trasferimento del maresciallo della Guardia di Finanza di Milano, Silvio Novembre, reo di indagare con eccessivo zelo sulle vicende di Sindona (76/79): questa strada non sarà seguita, ma nell’occasione Gelli vanta a Guzzi le sue potenti entrature nel Corpo della Guardia di Finanza (ed infatti numerosi alti ufficiali, tra cui il comandante generale, risulteranno iscritti alla P 2).

A questo punto Sindona, evidentemente deluso per l’apporto sostanzialmente nullo di Calvi ai progetti di sistemazione, inizia l’offensiva estorsiva nei confronti del presidente del Banco Ambrosiano: i manifesti di Luigi Cavallo compaiono il 9 novembre 1977 (in precedenza Sindona aveva espresso a Guzzi il timore che Gelli “preferisse” ormai Calvi a lui: 76/76). Nel corso del mese di novembre intercorrono colloqui tra Guzzi e Gelli, anche sull’argomento di queste ultime pressioni operate su Calvi: a detta di Guzzi, Gelli “si rende garante” tra Sindona e Calvi, e grazie al suo intervento la situazione tra i due “si ricompone” (76/73-74).

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Tra i frutti di questa mediazione si colloca l’incontro Guzzi-Calvi del 13 dicembre 1977 che questo incontro sia stato organizzato da Gelli risulta non solo dalle dichiarazioni di Guzzi, ma anche da quelle di Calvi, che ha raccontato come Gelli lo avesse espressamente invitato a ricevere il legale di Sindona (99/5).Nei mesi successivi si sviluppa, come sappiamo, la “trattativa” per la pretesa vendita della villa. Non stiamo a ripetere quanto abbiamo già scritto in ordine a questo episodio estorsivo. Aggiungiamo solo che il 14 febbraio 1978 interviene una telefonata tra Guzzi e Gelli, nella quale si parla anche del­la famosa villa, e rammentiamo che il 30 marzo 1978 Calvi paga a Sindona $ 500.000. Dall’aprile 1978, a detta di Guzzi, i suoi contatti con Gelli riguardano anche altri profili rilevanti ai fini della sistemazione della B.P.I., ad esempio la posizione debitoria, nei confronti del gruppo S.G.I., della società AMDANPCO (una società di quel Daniel Porco menzionato nel capitolo 7)(76/94).

Si arriva così all’agosto 1978, quando Guzzi, come abbiamo riferito nel capitolo 3, interessa il Presidente del consiglio Andreotti al progetto di sistemazione definito come “giro Capisec”. L’on. Andreotti interessa a tale progetto il ministro Stammati che, nella sua qualità di Ministro dei lavori pubblici, non avrebbe nessuna veste per valutare progetti di salvataggio di aziende di credito in liquidazione. Davanti alla Commissione parlamentare sul caso Sindona l’on. Andreotti ha dichiarato di aver pensato a Stammati per via della sua particolare competenza in materia bancaria (101/20-21), e questo Ufficio non intende metterne in dubbio la parola. Sta di fatto che l’on. Gaetano Stammati è risultato essere affiliato alla Loggia P 2. Ed infatti, nel dicembre 1978, nel corso delle note manovre volte ad organizzare un incontro a tre tra Guzzi, Ambrosoli e Sarcinelli (manovre che vanno in fumo per il rigoroso atteggiamento degli ultimi due) sia Guzzi che Gelli interessano proprio Stammati perché questi prema sulla Banca d’Italia. A detta di Guzzi, l’on. Stammati gli telefona il 27 dicembre 1978 dicendogli che il dr. Ciampi sarebbe “a disposizione per parlare della questione soluzione B.P.I.”. Ed ecco che il giorno dopo, 28 di­cembre 1978, si verifica la prima telefonata minatoria a Ambrosoli; il “picciotto” ritelefona nei giorni successivi e lascia intendere a Ambrosoli che il dr. Ciampi in persona dovrebbe telefonargli, che lui (Ambrosoli) è l’unico che si oppone alla sistemazione, e che lo stesso on. Andreotti ha telefonato a Sindona dicendogli che il liquidatore non è collaborativo.

Diciamo subito che non vi sono elementi in atti per ritenere che l’on. Andreotti abbia realmente fatto una simile telefonata a Sindona. Ma le affermazioni del “picciotto” dimostrano come Sindona fosse convinto di poter godere di un largo spiegamento di forze (di potere palese ed occulto) in suo favore, e fosse quindi convinto che il vero ostacolo sulla sua strada fosse Giorgio Ambrosoli. I contatti fra Guzzi e Gelli continuano lungo il mese di febbraio 1979 (76/127). Inoltre, dalle indagini effettuate sulle schede di traffico teleselettivo, risultano, in questo mese, anche alcune telefonate tra Gelli e Sindona: il 4 febbraio è Magnoni a chiamare Gelli (55/56); il 15 febbraio Gelli chiama due volte Sindona (59/130).; lo richiama il 18 febbraio (66/4); altre due volte Gelli chiama Sindona il 5 marzo (59/130; 67/35).

Nei mesi di febbraio e marzo 1979 i colloqui tra Guzzi e Gelli hanno ancora ad oggetto i progetti di sistemazione (e in particolare le pendenze con l’AMDANPCO), ma anche quelle spese di manutenzione della villa “La Giuggiola” di cui abbiamo parlato nel capitolo 14. E’ in questo periodo che si inseriscono gli attacchi del settimanale “OP” di Mino Pecorelli (Loggia P 2) contro Mario Sarcinelli. E in questo stesso periodo si intensificano, come abbiamo visto, le pressioni di Guzzi sul Presidente del consiglio Andreotti. Tra aprile e giugno 1979 i contatti tra Gelli e Guzzi continuano numerosi (76/157). In questo periodo risultano telefonate di Sindona a Gelli. Sindona chiama Gelli il 6 maggio (nella stessa giornata egli chiama Venetucci, questo per dire come Sindona spazi disinvoltamente dalla dimensione “massonica” alla dimensione del crimine organizzato), e lo richiama il 15 maggio, il 4 giugno e il 18 giugno (128bis/153,156,158).
Dopo l‘omicidio Ambrosoli e nel corso del finto rapimento, Gelli e Guzzi sì incontrano ancora (il 7 agosto e il 9 ottobre 1979: 76/158,161). In questo periodo di tempo si colloca, come si è visto, il “dattiloscritto riservato” del 22 settembre e l’incontro, avvenuto lo stesso giorno, tra Miceli Crimi e Gelli, nel contesto di un nuovo tentativo di estorsione ai danni di Calvi, che Sindona cerca di portare, avanti passando di nuovo attraverso la persona di Gelli. (I contatti di Gelli con Guzzi, Magnoni e Sindona continueranno anche nei mesi successivi alla ricomparsa di Sindona; 148/44-46, 77, 82).