Informativa del ministero della guerra Ufficio “I” – 24 luglio 1945

Sul conto di Gelli Licio di Ettore e di Gori Maria, nato a Pistoia il 21.4.1919, ivi domiciliato ed in atto residente a La Maddalena, via Raffaello Sanzio, presso il cognato Canevari Mario, secondo capo della R.Marina, risulta quanto appresso:
fu volontario nella guerra di Spagna e in quella in corso; in quest’ultima rivestiva il grado di tenente paracadutista. Era iscritto al p.n.f. dal 29.10.1940 proveniente dalle organizzazioni giovanili del p.n.f. ed alla m.v.s.n. dal 10.11.37. Nei primi dell’anno 1943 mentre prestava servizio a Cattaro fu preso in esame e riconosciuto idoneo per la nomina a segretario del fascio di una delle zone albanesi conquistate. Dopo l’8 settembre 1943 fu un fattivo organizzatore dei fasci repubblicani del pistoiese.
Nel febbraio c.a. il Gelli, di ritorno dalla Sardegna pare clandestinamente, fu fermato nei pressi di Lucca dalla polizia alleata; si sconosce il motivo.
A suo carico pende ordine di cattura, emesso il 22.3.1945 dal procuratore del Regno di Pistoia (imputati Gelli Licio, Zoppi Alvaro, Fronzaroli Armando), per i reati cui all’articolo 110-605 p.p. e 61 n. 5 del c.p. in relazione alla legge 16.6.1940 n 582, per avere in Pistoia, in correità fra loro, il 9.5.1944, privato Bargiacchi  Giuliano della libertà personale, traendolo in arresto senza che fosse imputato di alcun reato e trattenendolo fino al 15.6.1944, profittando di circostanze di tempo tali da ostacolare la pubblica e privata difesa, in dipendenza dello stato di guerra. Il Bargiacchi era stato costretto con la violenza (pugni) a tollerare continui esasperanti interrogatori. Il Gelli, durante la dominazione nazista, pur essendo stato un fascista repubblicano militante, si rese utile alla causa dei patrioti pistoiesi (secondo quello che affermano esponenti del C.L.N.di Pistoia). Dalla minuta di una dichiarazione-lasciapassare che fu rilasciata al Gelli dal C.L.N. di Pistoia allorquando il medesimo si allontanò da quella città sotto la protezione da elementi del Comitato stesso, si rileva:
“Gelli Licio, pur essendo stato al servizio dei nazi-fascisti, si è reso utile alla causa dei patrioti pistoiesi. Durante la dominazione nazista ha:
1. Avvertiti i partigiani che dovevano essere arrestati;
2. Messo a disposizione e guidato personalmente il furgone della federazione fascista repubblicana di Pistoia per portare, sei volte consecutive, rifornimenti di viveri ed armi alle formazioni partigiane di “Silvano” e “Pippo”, entrambe dislocate in Val di Lima;
3. Partecipato e resa possibile la liberazione di prigionieri politici detenuti a Villa “Sbertoli” di Pistoia.

In considerazione di quanto sopra, questo Comitato autorizza il Gelli a circolare liberamente, ordinando a chiunque di non dargli disturbo e riservandosi di prendere in esame, in un secondo tempo, la posizione del medesimo per chiarirne la responsabilità in fatto di collaborazione col nemico”.
Il Gelli è ricordato al Comitato provinciale di Liberazione Nazionale di Pistoia, come uno dei principali collaboratori alla causa partigiana. Il 18 marzo 1944 la sua famiglia vendette tutti i beni mobili, allontanandosi da Pistoia per ignota destinazione.

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