Annibale Paloscia – dichiarazioni 27.05.1988

Sono capo redattore della redazione romana e interni dell’ Ansa; interrogato in merito ad eventuali rapporti da me intrattenuti con Delle Chiaie faccio presente di avere ricevuto almeno due telefonate dallo stesso. Queste telefonate sono molto distanziate nel tempo. Credo che la prima risalga addirittura ai tempi di ordine nero, circa una decina di anni fa.
La seconda telefonata mi pare fosse precedente di poco l’ intervista rilasciata da Delle Chiaie a Biagi in Sud America; in entrambe le occasioni mi telefono’ per caldeggiare la pubblicazione da parte dell’ Ansa di suoi memoriali che ci aveva fatto pervenire e che peraltro erano gia’ stati diffusi dai suoi legali. Delle Chiaie mi telefonava all’Ansa senza che in precedenza vi fossero stati contatti preliminari indiretti; di ogni telefonata ho riferito informalmente alla Questura.

Adr: ho scritto spesso notizie concernenti il Delle Chiaie e mi sono occupato di lui ogni volta che ricorrevano voci sulla sua presenza in Italia o che lo si diceva coinvolto in inchieste sul terrorismo. Devo aggiungere che nella prima telefonata gli lasciai credere che fossi quel Paloscia che lui aveva conosciuto ai tempi del liceo, quando frequentava il liceo Augusto di Roma.In realta’ Delle Chiaie era stato compagno di scuola di uno dei miei fratelli.

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Adr: mi interesso del Delle Chiaie fin dai tempi di Lotta di Popolo; Tale Gaudenzi Ugo, appartenente a questa organizzazione, era in contatto con me e in cambio di piccoli compensi mi forniva notizie sui fatti che avvenivano all’Universita’. A quel tempo, inoltre, seguii giornalisticamente una inchiesta sul cosiddetto “racket dei benzinai”.

Si trattava di una organizzazione che taglieggiava i benzinai e che era composta, secondo le risultanze dell’ inchiesta condotta dalla questura di roma da elementi di lotta di popolo e da Delle Chiaie stesso. Tutto cio’ risale agli anni 1967-1968. Ricordo che in tale inchiesta rimase coinvolto tale Papitto, attualmente corrispondente di repubblica a Bruxelles.

Adr: mi informavo sull’ andamento di questa inchiesta tenendo contatti con gli inquirenti e in particolare, con il dr Provenza, allora capo dell’ ufficio politico di Roma.

Adr: ricevo lettura delle parti dei documenti sequestrati a Delle Chiaie nelle quali compare il mio nome. Evidentemente Delle Chiaie intendeva utilizzare l’Ansa, ed in particolare me ed il mio vice, per avere la certezza che venissero divulgati i documenti che a lui interessavano. Pressioni in questo senso venivano anche dai legali di Delle Chiaie sui redattori della cronaca giudiziaria di Roma.

Adr: durante le telefonate Delle Chiaie non faceva che sollecitarmi a dare pubblicazione ai suoi documenti. Non mi ha mai parlato dell’organizzazione di una tavola rotonda o di un seminario per l’ accertamento della verità sulle stragi, ne’ di altre sue analoghe iniziative. Faccio soltanto presente che nel corso del dibattimento in corte di assise per la strage di Bologna un collega dell’ Ansa mi fece sapere da bologna che il Delle Chiaie desiderava mettersi in contatto con me in quanto voleva parlarmi. Cosa a cui io non ritenni di aderire per motivi di opportunita’.

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