Compiti dei Servizi Segreti – Gen. Ambrogio Viviani

Ammesse dunque le esigenze dello Stato in campo informativo, soddisfatte con la raccolta delle informazioni in modo palese e in modo occulto (spionaggio), con la controinformazione (controspionaggio) e con la disinformazione, ne consegue, come abbiamo visto, la necessità di disporre di un organismo che ad esse provveda.
Creato tale organismo, si presenta la ovvia opportunità che la parte operante in modo occulto (spionaggio, controspionaggio e disinformazione) costituisca un settore a sé stante e cioè segreto, oppure venga staccata formando organo a sé (Servizio Segreto).
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Nel caso più completo ad un Servizio Informazioni articolato su due settori (palese e segreto) oppure a due Servizi distinti, possono essere affidati i seguenti compiti:

raccogliere informazioni sia su iniziativa, nel quadro o meno dell’esigenza prospettata, sia su specifica indicazione superiore; in tale compito (all’interno o all’estero), in campo politico, economico, industriale , militare, finanziario, culturale ecc) è compresa sia la raccolta occulta (spionaggio), la raccolta cioè di quelle informazioni che gli altri vogliono proteggere, e sia la raccolta palese; alla raccolta segue la diramazione agli utilizzatori su iniziativa oppure su precisa richiesta;
impedire agli altri di raccogliere informazioni sia in senso attivo diretto, contrastando ed impedendo l’azione nemica (controspionaggio), sia in senso preventivo e cioè limitatamente alla emanazione di disposizioni per la trattazione delle informazioni classificate e per il comportamento di coloro che la gestiscono ed al controllo della loro applicazione (sicurezza);
disinformare, su indicazione superiore, diffondendo con vari mezzi informazioni false o in parte false e in parte vere ma rielaborate, allo scopo di ridurre l’efficienza di chi cerca informazioni, provocare nella controparte situazioni di malcontento, disorientamento, sfiducia, demoralizzazione, discredito, indurre gli altri a decidere in modo errato oppure a decidere in un certo senso;
sovvertire l’avversario sia sostenendo gruppi o elementi di opposizione esistenti oppure da costituire nel suo campo, sia disseminando fermenti sovversivi generici capaci di svilupparsi in manifestazioni autonome più o meno violente (destabilizzazione);
sabotare l’avversario limitatamente, in tempo di pace, alla fase preliminare e di preparazione (ricognizione e riconoscimento degli obiettivi, costituzione di gruppi d’azione e centri di appoggio);
terrorizzare l’avversario con atti violenti al fine di dimostrare l’inefficacia o l’inefficienza di parte dei suoi organi, provocare un rallentamento dei poteri che favoriscono determinate correnti, discreditare determinati gruppi o individui ecc.
operare a mezzo di squadre speciali per missioni speciali (eliminazione fisica occulta, creazione di scandali indiretti, ricatti per esigenze speciali, ecc).

 

Appare evidente come tali compiti siano in parte diretti e istituzionali ed in parte derivati dalle possibilità di azione che un Servizio di Informazioni, o meglio la sua parte segreta, ha rispetto agli organi dello Stato, per le sue caratteristiche anche di operatore occulto. In particolare, per quanto riguarda il compito di controspionaggio è da rilevare che esso può esplicarsi anche nelle forme di controsovversione, controterrorismo, controdisinformazione o altro e cioè in tutte le forme di carattere difensivo in quanto la tecnica operativa da seguire permane in ogni caso la stessa. Nella fase iniziale, inoltre, non è sempre possibile individuare chiaramente gli scopi dell’avversario e quindi ad una non ancora bene individuata linea d’azione di questo è necessario contrapporsi con adeguata flessibilità.

Ambrogio Viviani, Servizi Segreti Italiani 1815-1985, pag 18-19