Paolo Aleandri – dichiarazioni 02.08.1982

Come ho gia’ detto nella precedente deposizione il Gelli mi fu presentato da De Felice Alfredo ed ebbi modo di frequentarlo per le ragioni che spiegherò soprattutto all’ epoca in cui furono revocati i mandati di cattura emessi a carico di De Felice Fabio e Alfredo per la vicenda del golpe Borghese. In particolare io curavo i rapporti col Gelli, di De Iorio Filippo che usava lo pseudonimo di Marcelli per cui io ero l’ incaricato di Marcelli in relazione alla rivista “Politica e strategia”, pubblicazione trimestrale di carattere tecnico militare, destinata quindi alle forze armate e curata in primo luogo da Salomone; tale rivista visse per circa due anni e da ultimo volle assumere un significato politico; ricordo al proposito un articolo di De Felice Fabio che pero’ non fu, anzi che fu pubblicato prima che la rivista finisse di esistere. E’ probabile che l’ articolo non fosse firmato dal nome di De Felice ma con uno pseudonimo.

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Sia pel tramite di questa rivista sia attraverso l’ iniziativa che Gelli ebbe dopo aver conosciuto Salomone mi resi conto che l’ obiettivo politico di Gelli, che pure aveva avuto secondo quanto mi riferirono i De Felice un ruolo importante nel Golpe Borghese al cui proposito saro’ piu’ preciso in seguito, era quello di realizzare una trasformazione istituzionale nel paese senza avventure rivoluzionarie, di indirizzo conservatore. Tornando al Golpe Borghese e sempre secondo le rivelazioni dei De Felice il Gelli si interessava all’ impossessamento dei piani antinsurrezionali in possesso del ministero dell’ interno dico meglio degli alti comandi dell’ arma in modo da neutralizzare gli uomini politici e sindacali che avrebbero potuto ostacolare la realizzazione del piano. So altresi’ che il Gelli ebbe parte determinante nel rientro del Golpe ma non posso spiegare con dati di fatto le ragioni. Frequentando il Gelli ebbi altresi’ modo di constatare la sua influenza nello ambiente economico e politico italiano in quanto constatai la sua frequenza da parte di parecchi uomini del potere politico ed economico, in particolare del ministro Stammati. I miei contatti col Gelli per conto di De Iorio e quando questi espatriò di De Felice Alfredo non erano data la mia eta’ e il mio “peso” molto impegnativi, ma si aggiravano su argomenti generali di politica dai quali per l’ appunto trassi la certezza di quello che era l’ obiettivo politico del Gelli e cioe’ di capeggiare un movimento che portasse ad un mutamento delle istituzioni in senso conservatore. Tornando alla rivista “Politica e strategia” De Felice Alfredo frequentando gli ambienti degli alti ufficiali per il quale era curata in particolare la rivista si rese conto della necessità dell’ intervento del Gelli per una adesione “politica” alla rivista e così si mise in contatto con Gelli.

A significare l’influenza e le conoscenze del Gelli rammento che per suo intervento il Salomone ottenne una serie di interviste e pubblico’ una serie di servizi sull’Argentina anche del dopo Peron in cui si poneva in risalto l’ opera meritoria di questo paese contro il terrorismo di sinistra. Analoghi rapporti il Gelli teneva con personalita’ di stato di altri paesi sud americani fra i quali il presidente del Paraguay Stressner. So altresi’ che il Gelli era in rapporti con l’ Ortolani per averli visti spesso insieme nell’ appartamento che il Gelli aveva all’ Excelsior. Ho appreso soltanto dalla stampa di un comitato di Montecarlo e della possibile ingerenza del Gelli; sta di fatto che a suo tempo il De Iorio durante la latitanza e cioe’ ai tempi della emissione dei mandati di cattura per il Golpe Borghese si rifugio’ per l’ appunto a Montecarlo. Su tutto quanto concerne i rapporti tra il potere e la eversione ho il proposito di enunciare ad altri magistrati di stendere una specie di memorandum in cui espongo certi fatti e li metto in relazione tra di loro sulla base della mia esperienza e delle mie riflessioni. Tale proposito conto di realizzarlo entro il prossimo dicembre e di inoltrarlo ai giudici interessati.
Prima di concludere devo dare per certo che tutti i fuoriusciti di Avanguardia Nazionale facevano capo e si appoggiavano per la loro permanenza all’ estero al Delle Chiaie. Quale confluenza vi fosse poi nel favorire costoro tra il potere acquisito dal Delle Chiaie e l’ influenza del Gelli in detti paesi io non so dire per fatti concludenti. ­

 

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