Pietro Musumeci – dichiarazioni 16.12.1985

– nomino miei difensori di fiducia i qui presenti avvocati dr Bacherini e dr Coppi del foro di Roma. Sono presenti i PM dr Mancuso e dr Dardani della procura di Bologna. E’ altresi’ presente l’ avvocato della parte civile dr Calvi. Si contestano quindi all’ imputato i fatti addebitati a suo carico nel rapporto di polizia e le imputazioni di cui al mandato di cattura nr 119/85 dell’ 10.12.85, l’imputato a questo punto dichiara:

– mi dichiaro estraneo ai fatti esposti nel mandato di cattura e per quanto attiene alla mia fedelta’ allo stato e alle sue istituzioni parla uno stato di servizio che chiedo venga acquisito agli atti.

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Si da atto che la presente dichiarazione e’ stata dettata direttamente a verbale su autorizzazione dell’ ufficio.

– per quanto concerne lo specifico addebito di associazione sovversiva di cui al capo a) del mandato di cattura del 10.12.85 mi riporto in sostanza a quanto gia’ dichiarato nei miei precedenti interrogatori resi a questa ed altre autorità giudiziarie.

Cosa ha da dire a sua difesa in particolare in ordine alla accusa di essere stato cooptato in un gruppo di potere di natura illegale facente capo al generale Palumbo fin dall’epoca della sua permanenza a Milano?
– in merito a tale domanda ho rilasciato in sede di commissione parlamentare per la P2 ampie dichiarazioni e chiedo che vengano acquisite agli atti.

Domanda del PM: considerate le valutazioni negative che delle sue dichiarazioni ha fatto la commissione P2 ritiene
di dover aggiungere qualcosa in questa sede?
– non ho niente da aggiungere. Quello che dovevo dire l’ ho detto e le valutazioni della commissione parlamentare l’ inchiesta saranno valutate anch’ esse da voi giudici (…). Aggiungo che le mie dichiarazioni ed il mio comportamento sono stati ispirati al rispetto dei regolamenti e delle gerarchie militari. A precisazione dichiaro che quando affermo di avere obbedito alle gerarchie militari ed al dovere di subordinazione mi riferisco al mio comportamento di ufficiale presso la divisione Pastrengo di Milano.

Domanda del PM: vorrei che l’ imputato spiegasse se nel 1973, in occasione della visita a villa Wanda in Arezzo insieme al generale Palumbo la sua presenza fosse giustificata dall’ obbedienza ai doveri gerarchici?
– non sono mai stato a villa Wanda, ne’ conoscevo l’ esistenza della villa fino a quando non e’ stata pubblicata sui giornali. Ho sempre anche in precedenza tenuto sul punto un atteggiamento negativo come ho gia’ detto anche alla corte d’ assise di Roma. Chiedo il confronto con chiunque affermi una falsita’ del genere

Domanda del PM: quando e in che circostanza e’ avvenuta al sua iscrizione alla P2 e quali ne furono le sue motivazioni?
– ho gia’ risposto in merito a tale domanda sia in sede di commissione P2, sia al consigliere istruttore di Roma dr Cudillo.

Domanda della difesa: e’ vero che questa circostanza della sua appartenenza alla P2 ha formato oggetto di giudizio disciplinare e con quale esito?
– in effetti sono stato sottoposto ad inchiesta da parte di una commissione del ministero della difesa e prosciolto da ogni addebito. I relativi atti sono allegati al procedimento teste’ celebratosi dinanzi alla Corte di Assise di Roma.

Domanda del PM: ha lei conosciuto Gelli Licio?
– ho incontrato il Gelli occasionalmente una sola volta ad una manifestazione alla quale eravamo entrambi presenti. Non ricordo esattamente quale fosse questa manifestazione e quando e dove si celebrò.

Che rapporti ha avuto con il colonnello Santoro e con il colonnello Pignatelli?
– nessun rapporto. Naturalmente li conosco trattandosi di ufficiali dell’ arma. Santoro lo conobbi a Milano e Pignatelli l’ ho conosciuto a Roma, ritengo nel 1979 – 1980.

Domanda del PM: e’ stato lei iscritto alla massoneria?
– si certo sono stato iniziato alla massoneria a fine 1972, almeno cosi’ mi sembra di ricordare, dal gran maestro Salvini della loggia di Palazzo Giustiniani. Dopo il 1972, ovverosia subito dopo la mia iniziazione avvenuta su presentazione del generale Palumbo non ho piu’ avuto rapporto ne’ alcuna notizia dalla massoneria, tanto e’ vero che mi sorse il dubbio di non essere stato accettato come confratello. In merito ai motivi della mia iscrizione questi vanno rinvenuti nella mia adesione ai principi della associazione massonica.

– nulla so si un preteso documento dal quale come la sv mi dice, risulterebbe l’iscrizione mia al capitolo nazionale coperto dalla massoneria, facente capo a Ceccovini. Non conosco questo Ceccovini e non ho mai fatto parte di questi capitolo, e non so neanche cosa sia.

– come ho gia’ detto nel precedente interrogatorio conobbi il dr Sisti a Pesaro per motivi di servizio: egli era sostituto procuratore della repubblica ed io comandavo la compagnia carabinieri locale. Dal momento in cui io lasciai Pesaro, grossomodo nel 1955, non ho piu’ visto, ne’ sentito il dr Sisti che vidi nuovamente per la prima volta nell’ ufficio di Santovito nell’ autunno del 1980, quando egli venne a Roma presso il Sismi. Nego pertanto di avere avuto rapporti informali prima di tale incontro e dopo la strage di Bologna.

– non ho avuto rapporti informali prima di tale incontro neppure con il dr Gentile. Io ho conosciuto per la prima volta i giudici Gentile e Floridia quando essi vennero a Roma presso il Sismi ad una colazione di servizio offerta dal generale Santovito. Erano circa dieci giorni dopo l’ incontro con il dr Sisti predetto.

– non conosco e non ho rapporti con la famiglia Bellini di Reggio Emilia.

– Non mi sono mai recato in Abruzzo ad incontri con il generale Picchiotti ed il generale Palumbo.

– per quanto concerne i miei rapporti con Pazienza li ho ampliamente descritti in altre sedi e dico questo per brevità, non perche’ non desideri rispondere anche in questa sede. In ogni caso posso senz’altro sinteticamente dichiarare che Santovito mi presento’ Pazienza non perche’ io me ne servissi, ma perche’ lo controllassi.

A domanda del PM:
– non mi risulta che il Pazienza avesse rapporti con Gelli o con ambienti massonici.

A domanda del PM:
– assolutamente ignoravo l’adesione del generale Santovito alla P2 o piu’ in generale alla massoneria.

A domanda del PM:
– dei coimputati del delitto di associazione sovversiva conosco soltanto il Pazienza e il Belmonte.

A domanda del PM:
-non ho mai conosciuto Semerari Aldo, ne’ ho mai saputo i suoi rapporti con il generale Santovito.

Domanda della parte civile: in che cosa consisteva esattamente il controllo che il generale Santovito le ordino’ di esercitare sul Pazienza?
– il controllo da me esercitato si intendeva limitato sui comportamenti e sugli atteggiamenti che il predetto teneva quando si trovava a palazzo Baracchini. Svolsi anche accertamenti sul Pazienza dai quali risulto’ che si trattava di un incensurato del figlio di un ufficiale e di un laureato in medicina che aveva lavorato all’ estero anche per conto di Costeau Jean Jacques. Tali cose le riferii oralmente al generale Santovito.

A domanda del PM:
– come ho gia’ ampiamente riferito in corte di assise a Roma, effettivamente l’ 8.1.81 mi sono recato in aereo da Roma a Brindisi insieme con il colonnello Belmonte. Circa i motivi del viaggio, motivi che ho gia’ esposto alla corte d’ assise, ribadisco che andai a Brindisi su disposizione del generale Santovito il quale riteneva che la mia presenza in loco sarebbe stata positiva e tale da accelerare i tempi delle notizie che il maresciallo Sanapo stava fornendo. Infatti a Brindisi ci incontrammo con il Sanapo e costui dette al Belmonte proprio in quella occasione la notizia che era prossimo il trasporto di materiale esplosivo con una valigia e che in prosieguo sarebbero state date ulteriori e piu’ precise notizie.

A domanda del PM:
– io una volta a Brindisi, non ritenni di chiedere al Sanapo quale fosse la sua fonte; e cio’ per elementare ragione che la fonte era di pertinenza di un altro ufficiale dei carabinieri, ufficiale di stato maggiore, e cioe’ il colonnello Belmonte. D’ altra parte la fonte mediata di Belmonte non era una persona qualsiasi, ma un maresciallo dei carabinieri. Inoltre il generale Santovito mi aveva mandato a Brindisi non allo scopo di fare accertamenti sulla fonte, ma di stringere i tempi relativamente all’ indagine sulla strage di Bologna.

A domanda del PM:
– fin quando sono stato in servizio al Sismi non ho mai saputo che l’informatore del maresciallo Sanapo fosse una determinata persona, ne’ ho mai posto questa domanda al Belmonte. Io sapevo ovviamente che la fonte di Belmonte era il maresciallo Sanapo e tanto mi bastava.

Domanda del giudice istruttore: vuole spiegare come mai nelle notizie da lei riportate informalmente e non per canale ufficiale direttamente al dr Gentile figurano varie informazioni gia’ contenute in altre informative provenienti da diverse fonti. Non è dunque vero che tale informativa portata al dr Gentile sia frutto di manipolazioni essendo un collage di altre informative, e non e’altrettanto vero che tutto questo era impossibile per il Sanapo?
– in primo luogo non fu mia l’ iniziativa di fornire al dr Gentile le informazioni in via informale. E’ invece accaduto che lo stesso dr Gentile ha lungamente insistito presso il direttore del servizio ed anche presso di me per avere notizie quanto prima possibile. Io dissi che bisognava dar tempo alla prima divisione di compiere il proprio lavoro, ma il dr Gentile insistette ancora ed il direttore del servizio Santovito ad un certo punto mi disse di essere più elastico e di cercare di accontentare le sollecitazioni che provenivano dal giudice.
Per tali ragioni consegnai al dr Gentile i fogli dattiloscritti per le vie brevi. All’ atto di consegnarli espressamente dissi al dr Gentile che si trattava di appunti informali e che comunque bisognava attendere l’ elaborazione delle notizie da parte della prima divisione.
I fogli dattiloscritti che consegnai al dr Gentile erano dunque ne’ piu’ ne’ meno che quelli che mi aveva dato Belmonte.
A contestazione del fatto che Belmonte ha affermato che egli non aveva fatto altro che girare delle notizie cosi’ come fornite da Sanapo e della impossibilita’ per Sanapo di compiere un vero e proprio collage di notizie gia’ in parte in possesso al Sismi dichiaro: non posso che dire i fatti io ho ricevuto le notizie da Belmonte e le ho passate al dr Gentile, senza togliere o aggiungere nulla di mio.

Domanda della parte civile e della difesa:
– all’ atto della lettura delle notizie io non mi resi conto che le notizie erano ritagliate sulla base di altre notizie gia’ in possesso del Sismi (segnatamente macca e marletta ed altre), ma questo io non ero in grado di farlo, poiche’ soltanto la prima divisione, per la sua funzione, che è quella di controllare le notizie con tutte le altre notizie provenienti da tutte le fonti, ha gli strumenti per verificare questo.
Aggiungo che mai la prima divisione, che pure ha riprodotto nel suo rapporto le stesse notizie, mi ha mai detto di avere constatato le anomalie che mi vengono contestate.

A domanda del PM
– avuta lettura della descrizione che Signorelli Paolo ha dato nell’ interrogatorio dell’ 15.12.85 a pagina 5) di una persona con lui in contatto, dichiaro: non ho mai conosciuto una persona del genere e non so chi possa essere. Vorrei si tenesse anche presente che sono arrivato al Sismi il 01.06.78.

A domanda del PM
– non ha avuto mai nulla a che fare a livello professionale con Ciolini Elio.

Letto confermato e sottoscritto­

 

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