Massimo Batani – dichiarazioni 08.06.1992

A.d.r. Sono stato condannato con sentenza definitiva a quattro anni e mezzo di reclusione, di cui tre condonati nel processo contro ordine nero. Non ho altre condanne, ne ho procedimenti penali pendenti che riguardino questi vecchi fatti. Sono quindi disposto ad essere sentito come testimone.

A.d.r. Circa il confronto avuto col Franci nel carcere di Firenze, non posso che confermare quanto ho gia’ detto alle molte AA.GG. Che mi hanno sentito sul punto, cioe’ che io tenni corda al Franci il quale voleva far credere al dr. Vigna di avere importanti rivelazioni da fare, e ciò al fine di evitare un trasferimento in un carcere della Sardegna che era stato disposto nei suoi confronti. Durante il confronto col Franci io non dissi nulla, ma appunto per stare al suo gioco feci capire che avrei potuto avere rivelazioni da fare su rapporti con la P2 e i servizi segreti.

A.d.r. E’ vero che Rossi, di Arezzo, era massone, ma era della Loggia del Gesu’. Tutti noi sapevamo che Rossi apparteneva alla massoneria, cosa della quale non aveva mai fatto mistero, ma ci era stato detto che era “in sonno”, e ciò sulla base di un orientamento della massoneria locale che a quei tempi voleva accogliere esponenti politici comunisti e socialisti, i quali si erano dichiarati disponibili a farne parte a condizione che i fascisti fossero stati emarginati.

A.d.r. Non so se Rossi abbia mai incontrato Affatigato, certo è che io non l’ho mai accompagnato da quest’ultimo.

A.d.r. Chiestomi se abbia notizie recenti del Cauchi, faccio presente di aver frequentato i suoi genitori fino a due anni fa. Essi si dichiararono disponibili a darmi il suo indirizzo, nel caso in cui io avessi voluto scrivergli, ma io preferii non saperlo.

A.d.r. Chiestomi se abbia mai avuto rapporti con il gruppo della Val di Nievole, ricordo di aver conosciuto tale Sergio Carrara, appartenente a questo gruppo. L’ho incontrato due volte a Firenze verso il 1972 in occasioni di manifestazioni del M.S.I.. E’ vero che io avevo fondato una sezione di Ordine Nuovo ad Arezzo, ma la sezione aveva contatti soltanto con Tomei a Lucca e con i fratelli Castori e col Gubbini a Perugia.

A.d.r. Peppino Pugliese l’ho conosciuto soltanto in carcere.

A.d.r. Quando fondai la sezione di O.N. Il Cauchi si trovava a Massa Carrara, ove si era trasferito con la moglie. Tornato ad Arezzo fece attivita politica nell’ambito della sezione, anche se in realtà e sempre stato più vicino al M.S.I.. Fui io a trovargli una sistemazione abitativa nella villetta della Verniana.

A.d.r. Il Cauchi dichiarava di avere rapporti con ambienti istituzionali, carabinieri e servizi segreti. Cominciò a parlarmene nei primi mesi del 74, allorquando mi disse che intendeva abbandonare l’attività politica per curare questo tipo di rapporto. In particolare diceva che voleva collaborare con i servizi nella prospettiva di un imminente colpo di stato. Era stato messo in contatto col Sid tramite il prof. Oggioni – cosi almeno diceva – col quale era entrato in contatto a sua volta attraverso la Ghelli Mirella, un’infermiera dell’ospedale di Montevarchi con la quale aveva avuto una relazione. Diceva in particolare di essere in contatto con un tale capitano Lamberti del Sid, persona che anch’io ho visto una volta. Si trattava di un uomo allora dell’eta’ di 50 anni circa, di corporatura media, con i capelli rossicci. Prendo visione della foto allegata al rapporto dei cc. Di Firenze di data 24 aprile 92 ed escludo che il Lamberti possa identificarsi con la persona ivi effigiata.

A.d.r. Albiani Franco era un mio coimputato in Ordine Nero ed anch’egli aveva appreso dal Cauchi che questi, tramite l’Oggioni, era entrato in contatto con i servizi segreti.

A.d.r. Non escludo che il Cauchi mi abbia detto che il Lamberti lo aveva messo in contatto con un suo superiore di Firenze, ma ad una cosi grande distanza dai fatti non ricordo questa circostanza.

A.d.r. Il Cauchi aveva anche un rapporto informativo con il m.llo Cherubini, cosa di cui ho gia’ parlato ed inoltre conosceva il m.llo Baldini della questura di Arezzo che credo sia morto in questi giorni.

A.d.r. Spontaneamente faccio presente una questione che non ho mai capito, cioe’ che il Cauchi mi disse che la notte dell’attentato di Moiano risultava ricoverato nell’ospedale del prof. Oggioni un certo Batani Massimo. Io ovviamente ero altrove e non ho mai saputo spiegare il senso e la consistenza di questa affermazione del Cauchi, come pure mi turbo’ il fatto che questi, attraverso la Bellini, mentre mi trovavo in carcere, mi suggerì un alibi per l’attentato di Moiano, alibi che io mi rifiutai di adottare in quanto, come piu’ volte detto, mi trovavo in caserma.

A.d.r. Non ho mai neppure compreso i riferimenti al mio nome fatti dal gen. Bittoni e da quel tale Salvatore Sanfilippo che mi ha indicato – peraltro deformando il mio cognome – come corresponsabile dell’attentato all’Italicus.

A.d.r. Il Brandani, che ella mi dice capo del gruppo della val di Nievole, l’ho conosciuto solo pochi anni or sono in occasione di una riunione preparatoria a un congresso del M.S.I.. So che il Mrandani afferma di avermi incontrato in una qualche riunione avvenuta nel corso degli anni 70, ma io non me ne ricordo.

A.d.r. Circa i rapporti Cauchi – Gelli e circa eventuali finanziamenti al primo da parte del secondo non so nulla. L’unica circostanza che posso riferire e’ che Gelli una volta diede una piccola somma, mi pare 300 mila lire, al Birindelli perché la consegnasse al M.S.I. di Arezzo per la campagna elettorale. Il Birindelli la diede al Ghinelli e questi al Dal Piaz.

A.d.r. Non ho mai conosciuto tale Zorzi residente in Arezzo. Il cognome Zorzi qualcosa mi dice.

A.d.r. Ho conosciuto Marcello Soffiati in carcere, mi pare nel 75, ma poi non ho piu’ avuto rapporti con lui ne’ altri del Veneto.

A.d.r. Il Signorelli l’ho conosciuto soltanto nel 78, appena uscito dal carcere e successivamente l’ho visto altre tre o quattro volte. Dimesso dal carcere avrei dovuto continuare il servizio militare, ma desideravo evitarlo, ragion per cui attraverso l’avv. Nicola Madia mi procurai un appuntamento col Semerari, il quale mi rilasciò una certificazione medico-psichiatrica grazie alla quale potei evitare di ritornare sotto le armi. Ricordo che verso il giugno del 78 mi recai a Roma ritirare questo certificato presso lo studio del professore e che quello stesso giorno, non ricordo in quale circostanza, conobbi per la prima volta Paolo Signorelli.

A.d.r. Come ho gia’ detto, ad un certo punto il Cauchi nel 1973 disse che voleva cessare l’attività politica per meglio curare i suoi rapporti con i carabinieri ed i servizi segreti. E’ piu’ o meno in questo periodo che si intensificò la frequentazione di Cauchi e Bumbaca. Quest’ultimo, come ho gia’ più volte detto, era uno di Milano che si era stabilito a Montepulciano e che parlava di gruppi milanesi che cercavano proseliti un po’ in tutte le parti d’Italia nell’ipotesi di un colpo di stato. Fino al ’73, cioè fino al suo scioglimento O.N. Era un’organizzazione pulita che aveva progressivamente raccolto consensi negli ambienti giovanili a  discapito del M.S.I.. Ad un certo punti ci fu’ il tentativo di coinvolgere O.N. nella strategia golpista, tentativo facilitato dall’arresto dei dirigenti intermedi, ad esempio come me. E’ evidente che gli affiliati di Ordine Nuovo poteva essere estremamente utili nella prospettiva di un colpo di stato. O.N. Comunque, intendo l’O.N. di Graziani nell’imminenza dello scioglimento rifiuto di darsi al terrorismo e decise di ristrutturarsi in circoli culturali e di pubblicare un periodico, cioe’ Anno Zero. L.c.s.

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