Il rapporto tra Delle Chiaie e Gelli (Italicus bis) – seconda parte

Gli atti vennero quindi trasmessi immediatamente alla Procura presso la Pretura di Pisa, territorialmente competente per il delitto di subornazione, ed il P. M. successivamente inviò a questo Ufficio le copie degli atti relativi alla sua indagine, che ha ampiamente avvalorato il tentativo di Licio GELLI di condizionare la LAZZERINI per indurla a ritrattare le sue precedenti dichiarazioni e screditare il P. M. della prima istruttoria. Il P. M. di Pisa, infine, in data 22.7.1994 ha emesso decreto di citazione a giudizio nei confronti di Licio GELLI per il delitto di subornazione commesso nei confronti della LAZZERINI.

Naturalmente, la LAZZERINI avrebbe dovuto trovare accesso nel dibattimento per la strage di Bologna, all’ epoca ancora in corso innanzi alla Corte d’ Assise d’ Appello (poi conclusosi con la condanna del GELLI per calunnia pluriaggravata) all’evidente scopo di sconvolgerne gli esiti. Ovviamente, inoltre, 1′ attività di subornazione posta in essere da GELLI sarebbe ricaduta su questa istruttoria vanificando il valore probatorio del rapporto GELLI-DELLE CHIAIE in precedenza indicato dalla teste e alleggerendo così indirettamente anche la posizione di quest’ ultimo.

Sulla questione resta da dire che le lettere della LAZZERINI sono state acquisite dal P. M. di Pisa, dopo che la Cassazione, su ricorso di GELLI, aveva annullato senza rinvio il provvedimento di perquisizione e sequestro emesso nei suoi confronti da questo Ufficio, provvedimento che in precedenza era stato confermato con ampia motivazione dal Tribunale del Riesame di Bologna. Tale annullamento pare negare la facoltà di questo G. I. di verificare la tenuta probatoria di elementi che connettono la figura di Stefano DELLE CHIAIE -qui imputato, sembra il caso di ricordarlo, di ben due episodi di strage- con persona come il Gelli , condannata in altro procedimento per aver sviato le indagini sulla strage di Bologna al fine di coprirne gli autori, e dà la scoraggiante misura di quanto siano limitati, almeno secondo certune interpretazioni giurisprudenziali, i poteri dei giudici istruttori prorogati. Lo scarto fra il compito loro assegnato e la fragilità dei poteri concessi appare davvero incommensurabile; e se la linea interpretativa della Cassazione dovesse consolidarsi lo sforzo di anni e anni di indagini, svolte sulla base di reiterate attribuzioni di competenza da parte del legislatore, sarebbe da considerare del tutto frustrato.

Ad avvalorare la prova dell’ esistenza di un rapporto diretto fra DELLE CHIAIE e GELLI è infine giunto un ulteriore interessante contributo proveniente dal P. M. di Catanzaro che, nel corso di indagini su logge massoniche locali, ha raccolto la deposizione di un teste, tale Bruno VILLONE, vigile urbano presso il comune di Vibo Valentia, il quale dopo aver subito minacce e ritorsioni sul lavoro da parte dei propri superiori (avendo rifiutato di adeguarsi alle loro pratiche illegali) ha indagato sulla massoneria di Vibo cui i predetti erano risultati affiliati, scoprendo così alcuni fatti di notevole interesse e rilevando una serie di riunioni presso la loggia Morelli di Vibo, ad una delle quali partecipò un centinaio di persone, fra le quali il GELLI ed il Gen. DELFINO.
Il VILLONE, inoltre, aveva notato in precedenza, cioè nell’ agosto del 1989, il GELLI assieme al DELLE CHIAIE, persona quest’ ultima che dopo la scarcerazione ha frequentato con assiduità Vibo Valentia, e soprattutto 1’emittente televisiva “Telegamma”. Questo è il racconto di Bruno VILLONE:

“…Come già ho avuto occasione di dire nell’estate del 1989, verso la fine di agosto i primi di settembre, ebbi una relazione con una donna di none LEA che alloggiava al Parahelios. . . Per incontrarla mi recavo di fronte all’ingresso del Parahelios, anzi ad una certa distanza e lei mi raggiungeva come da accordi precedentemente presi… Mi trovavo nei pressi del Parahelios appunto per attendere questa LEA, allorquando, un giorno notai una vettura di grossa cilindrata e con targa non locale all’interno della quale si trovavano alcune persone e fra queste notai Licio GELLI, persona che avevo visto più volte in televisione e sui giornali e che, come meglio dirò in seguito, avrò occasione di vedere di persona una seconda volta. La vettura si dirigeva verso una villa, situata sulla stessa direttrice del Parahelios e a questo confinante, denominata “La Spagnola”. All’interno dell’autovettura notai anche Stefano DELLE CHIAIE. Ho visto questa persona nuovamente altre volte e Vibo Valentia in Piazza Municipio…”.

“L’Ufficio insiste nella domanda ed il teste conferma di aver visto sull’autovettura il GELLI e il DELLE CHIAIE insieme ad altre persone che non conosceva e che non ha identificato”. “…Prima di allora non avevo visto di persona neppure il DELLE CHIAIE. Avevo però visto l’effige del DELLE CHIAIE sui giornali ed in televisione. Come ho già accennato ho rivisto poi il DELLE CHIAIE a Vibo Valentia molte volte, almeno una quindicina di volte. Richiesto di darne una descrizione ricordo che si trattava di una persona alta circa un metro e sessanta, un metro e sessantacinque, di corporatura media, con un modo di camminare molto particolare. DELLE CHIAIE l’ho visto sempre con Giancarlo MARASCO. La presenza di DELLE CHIAIE a Vibo mi incuriosi e quindi cercai di saperne qualcosa di più. Chiesi informazioni al MARASCO, il quale mi disse che il DELLE CHIAIE aveva degli interessi o comunque qualche responsabilità in “TELEGAMMA”, emittente televisiva di Vibo Valentia. Questa affermazione del MARASCO mi parve trovare conferma nella circostanza che DELLE CHIAIE comparve più volte nelle trasmissioni di TELEGAMMA ad illustrare le proprie vicissitudini processuali e le proprie tesi difensive… Ho già detto che ho visto GELLI di persona una seconda volta.Questo è accaduto nel ’93, non so dire esattamente la data che peraltro potrà risultare da annotazioni di servizio e filmati. Infatti, come ho già dichiarato alla d.ssa GALEOTTI e ai magistrati di Palmi, feci degli appostamenti di fronte alla sede della Loggia Michele MORELLI di Vibo Valentia assieme ad un assistente di Polizia, tale COVELLO Francesco il quale per conto della Procura della Repubblica di Palmi effettuò delle riprese nel corso degli appostamenti. Fu in questo contesto che una sera notai il GELLI uscire dalla sede della loggia assieme ad altre persone che non ho avuto il modo di vedere. Purtroppo per la posizione in cui ci trovavamo non riuscimmo a filmare nè il GELLI, nè le altre persone che uscivano dalla loggia. L’ingresso infatti era troppo buio per il tipo dì telecamera di cui disponevamo e, spostandoci in una zona più luminosa, come effettivamente abbiamo fatto, si riprendevano soltanto le autovetture nell’atto di allontanarsi dopo che già le persone uscite dalla loggia vi erano salite a bordo. Abbiamo invece filmato e annotato i numeri di targa…Circa la villa “La Spagnola”, faccio presente che si trova fra il Parahelios e il villaggio turistico denominato “Costa dei Monaci”… La villa era appartenuta al Principe Junio Valerio BORGHESE ed è denominata “La Spagnola” per qualche ragione collegata alla persona del BORGHESE, forse perchè era spagnola la moglie o la compagna del principe. Ho appreso che negli anni ’70, anzi nel 1970, prima del fallito golpe, questa villa era frequentata da ragazzi del posto e anche della zona di Tropea e località limitrofe che facevano attività di addestramento alla pratica della guerriglia. Mi risulta che tali notizie siano a conoscenza dei Carabinieri di Vibo o di Tropea, che raccolsero delle segnalazioni in tal senso e che mi pare di ricordare abbiano fatto anche una irruzione nella villa. Rettifico precisando che l’addestramento non avveniva all’interno della villa ma sulla spiaggia e nelle zone immediatamente circostanti…” .
(VILLONE Bruno al G. I., 10.6.1994).

Circa l’esposizione del VILLONE è da notare che la presenza del DELLE CHIAIE a Vibo nell’ agosto del 1989 e la sua frequentazione di “Telegamma” risultano confermate dalle dichiarazioni di Giancarlo MARASCO, persona che il VILLONE aveva indicato come partecipante ad attività paramilitari organizzate nella zona dal principe BORGHESE. E’ da notare che dopo aver reso la deposizione riportata il VILLONE è stato avvicinato dal MARASCO, che lo ha rimproverato di aver parlato con i giudici di Bologna e gli ha intimato di parlare il meno possibile, sottolineando che “si tratta di questioni molto pericolose” (VILLONE Bruno al P. M. di Catanzaro, 22.7.1994) .

Inoltre, è da notare che la Calabria è sempre stata un luogo di particolare interesse per gli uomini di Avanguardia Nazionale e che lo stesso VINCIGUERRA offre degli elementi di conferma, seppur generica, alla deposizione del VILLONE:

“…Segnalo che il principe BORGHESE è morto nell’agosto del ’74 e che la sua donna, secondo quanto affermato dal Gen. VIVIANI, era alle dipendenze del S. I. D… Certamente il principe BORGHESE aveva un punto di riferimento in Calabria. La Calabria è stata sempre una regione privilegiata per i suoi rapporti con Avanguardia Nazionale. Non so per quali ragioni ciò sia avvenuto, comunque effettivamente la Calabria era importante per il mantenimento dei rapporti tra il BORGHESEed Avanguardia. Non vedo nulla di strano del fatto che Lei mi dice segnalato da una fonte processuale recentemente acquisita che GELLI e DELLE CHIAIE si siano incontrati in Calabria. I due uomini non si sono mai scontrati ed il fatto che si siano visti mi pare verosimile”. (VINCIGUERRA Vincenzo al G. I., 30.04.1994).

Si sono dunque raccolti tre elementi indiziari, fra loro disomogenei, che indicano un nesso fra DELLE CHIAIE e GELLI, risalente al tempo del golpe BORGHESE (i loro nomi, come si è visto vennero espunti dal rapporto relativo a detto golpe), che passa attraverso i colloqui telefonici fra GELLI e il latitante DELLE CHIAIE, dei quali è testimone la LAZZERINI e che giunge, infine, agli incontri diretti fra i due sulla costa calabra, nella villa che fu del principe BORGHESE. D’altronde il rapporto fra la P.2 e la destra neofascista risulta da moltissimi altri elementi raccolti in questa e in altre istruttorie, indicati di volta in volta nel corso di questa esposizione;in particolare, poi, il rapporto fra Avanguardia e massonerìa è messo nitidamente in luce da Vincenzo VINCIGUERRA (v. p. v. VINCIGUERRA 12.5.92), come pure il VINCIGUERRA mette in luce episodi di strumentalizzazione di Avanguardia da parte di uomini della P.2. quali il Sen. TEDESCHI nella vicenda dei c. d. “manifesti cinesi”, mentre di contatti fra DELLE CHIAIE e Federico Umberto D’ AMATO, anch’ egli affiliato alla P.2, viene menzionato da molte fonti processuali che ne parlano in termini piuttosto vaghi, ma anche da Gaetano ORLANDO, il quale -latitante in Spagna col DELLE CHIAIE- assiste personalmente ad un incontro fra i due( v. p. v. ORLANDO 2.8.93).

Gli incontri diretti fra DELLE CHIAIE e GELLI appaiono dunque pienamente compatibili con il contesto sopra accennato, tanto più ove si tenga conto dei rapporti intercorsi fra GELLI e CAUCHI (dei quali si è parlato in un apposito capitolo) e dei legami stretti da DELLE CHIAIE e CAUCHI durante la latitanza.

Sentenza ordinanza Italicus bis pag 401-405

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