La figura di Giancarlo Glisenti

GLISENTI Giancarlo emerge dall’attività di osservazione, controllo e pedinamento e dalle intercettazioni operate nei confronti del MINETTO Sergio. Quest’ultimo infatti veniva notato recarsi giornalmente presso l’abitazione del GLISENTI e, nel contempo, chiamarlo assiduamente al telefono; questo testimoniava che fra i due vi era uno stretto vincolo di amicizia. Indagini più approfondite hanno permesso di appurare che la madre del MINETTO Sergio aveva fatto da balia al GLISENTI Giancarlo e che i due avevano trascorso insieme, sotto lo stesso tetto in Colognola ai Colli (VR), la loro infanzia. Da notare che il padre del GLISENTI Giancarlo, Giovanni, era stato il Podestà di Colognola ai Colli durante il ventennio fascista e che Giancarlo viene descritto da una sua sorella, GLISENTI Angela, come uomo dotato di “…una viscerale avversione per il comunismo in genere…”. La stessa sorella affermava di aver sentito dire dal MINETTO che con il Giancarlo vi era un rapporto così profondo che lui era a conoscenza di alcuni particolari della vita di Giancarlo che i fratelli non potevano nemmeno lontanamente immaginare. All’interno del fascicolo permanente esistente presso il Comando Provinciale Carabinieri di Verona veniva rinvenuto un appunto dattiloscritto contenente informazioni ai fini della sicurezza sul conto di GLISENTI Giancarlo con una annotazione manoscritta del seguente tenore: “appunto consegnato in data 26.4.65 al Comando CC FTASE”. Tale episodio e’ certamente sintomo di una attività volta ad accertare, riservatamente, poiché la procedura e’ piuttosto inusuale, il grado di affidabilità del GLISENTI. A questo punto le ipotesi possono essere due: chi chiese le informazioni a CC FTASE si proponeva o di verificare la figura di un conoscente del MINETTO, allo scopo di controllare le frequentazioni del medesimo, oppure di meglio valutare una proposta di reclutamento avanzata dallo stesso MINETTO. Se infatti si da per scontato che il MINETTO fosse il referente C.I.A. per il Triveneto dai primi anni ’60 e’ verosimile che nel 1965 fosse già in grado di reclutare
fiduciari e fonti.
D’altra parte come ha illustrato il teste GIRAUDO i Comandi Carabinieri presso le basi NATO sono ufficialmente deputati a poter richiedere informazioni agli omologhi “territoriali”. Una richiesta informale evidenzia la non ufficialità dell’impiego delle notizie fornite, coerente con caratteristiche di clandestinità del rapporto tra la NATO ed il GLISENTI.
Il giorno successivo alla morte del GLISENTI, sull’utenza in uso al MINETTO Sergio, venne intercettata una interessante conversazione tra la moglie del MINETTO e sua sorella25. Le due donne dialogavano sulla morte del GLISENTI e, ad un certo punto, la MILANI Giovanna riferiva all’altra che “l’americano” l’aveva chiamata da circa un’ora chiedendo di lei. La MILANI Giovanna aveva riferito all’uomo di aver saputo della
morte di GLISENTI poiché Sergio (MINETTO) si trovava all’ospedale. L’uomo di cui si parla nella telefonata potrebbe identificarsi nel BANDOLI che veniva solitamente chiamato l’Americano.
Il PERSIC Dario, che è l’unica persona, unitamente alla sorella del GLISENTI a riferire di un grosso legame fra questi ed il MINETTO, ha affermato di aver conosciuto il GLISENTI soltanto di fama poiché personaggio molto importante a Colognola ai Colli e di non essersi mai spiegato precisamente quale fosse il rapporto che legava il GLISENTI al MINETTO.
Fra i personaggi emersi in stretto contatto con il GLISENTI, presenza significativa è KESSLER Guido, già iscritto alla Loggia Massonica Propaganda 2, sul quale, agli atti dell’Arma, venne rinvenuta una richiesta di informazioni riservate sul suo conto, originata dall’Ufficio Sicurezza Patto Atlantico26 del S.I.D. nel 1968. Tale tipo di informazione veniva nuovamente richiesta nel 1969.

Ne consegue, così, che nel ristretto novero delle amicizie del MINETTO vi sono due soggetti legati anch’essi alla NATO.
Il 20 Luglio 1995, nel corso della perquisizione operata in Colognola ai Colli, presso Villa GLISENTI, già di proprietà del defunto, all’interno di uno specchio antico, tra il vetro ed il fondo, erano posti due ritagli di giornale, molto vecchi, attribuiti alla pag. 15 del quotidiano Il Gazzettino del 01-10-1967, sulla cui prima pagina era riportato, tra gli altri, il seguente articolo: “Bomba di terroristi sull’Alpen Express – Morti due agenti della Polfer che avevano prelevato la valigia sospetta e portata fuori dal treno.”.
Cioè i due articoli di giornale erano stati pubblicati sul quotidiano immediatamente successivo al 30 Settembre 1967, quando due poliziotti, il brigadiere FOTI Filippo e la Guardia MARTINI Edoardo, prelevarono una valigetta, segnalatagli da alcuni passeggeri,
da uno scompartimento del treno Alpen-Express, fermo alla stazione di Trento, proveniente da Monaco, diretto a Roma, e, allontanatisi prudentemente dal convoglio tentarono di aprirla saltando in aria con essa.
L’individuazione del quotidiano era obiettivo che i militari del ROS si erano posti per comprendere la ragione dell’occultamento dei ritagli. A fronte delle affermazioni del Digilio circa l’esistenza di una articolazione informativa dipendente dal MINETTO in Trentino Alto Adige; dell’asserito coinvolgimento dello stesso in attentati che ivi si verificarono; dello stretto rapporto esistente fra il GLISENTI ed il MINETTO; della data dell’appunto che fa ritenere che il reclutamento atlantico del GLISENTI sia avvenuto nel 1965: non deve essere sottovalutata l’ipotesi che gli annunci presenti sui due ritagli costituissero una forma di comunicazione concordata tipica del mondo dell’intelligence, e per tale motivo occultata e conservata, effettuata proprio il giorno successivo a gravissimo attentato, i cui autori, seppur mai individuati, possono ragionevolmente ritenersi ideologicamente di destra. Peraltro, proprio a Verona, alla stazione ferroviaria, il 28-08-1970 venne fortunosamente evitata strage che gli ignoti attentatori avevano tentato di eseguire con modalità analoghe a quelle del 1967.
Un forte riscontro al coinvolgimento del GLISENTI in attività di intelligence proviene dal BERTONI, il quale ammesso di esservi entrato in contatto per un’attività informativa da svolgere in Cecoslovacchia per conto del SISMi. Giova ricordare che il materiale sequestrato durante la perquisizione al BERTONI ne comprova il tessuto relazionale atlantico.
Infine, il solo anonimo casato GLISENTI compare annotato sull’agenda di Giovanni Ventura relativa all’anno 1969, alla data del 13 Febbraio.

 

Memoria Pm strage piazza della Loggia

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