La fonte “Mortilla” (Armando Aristo) e l’Aginter Presse

Estremamente importante e indicativa della circolarità dei rapporti fra strutture eversive straniere, strutture eversive nazionali e apparati dello Stato dell’epoca è l’individuazione, grazie alla perizia, di colui che aveva promosso e favorito tali rapporti.
Si tratta del giornalista romano Armando MORTILLA, fondatore dell’AGENZIA NOTIZIE LATINE, militante del M.S.I. nel primo dopoguerra, trasferitosi nel 1972 a Madrid.
Armando MORTILLA, tuttavia, non era un semplice militante di destra, ma aveva svolto per un lunghissimi periodo, dal 1955 al 1975, l’attività di informatore per il Ministero dell’Interno, con il nome in codice ARISTO, fornendo notizie di primissima qualità (pagg.165 e ss. della perizia).
Ciò che è più interessante, ed è stato attentamente messo in luce dal perito, è tuttavia il fatto che ARISTO non fosse un semplice informatore in senso classico (cioè colui che fornisce notizie in merito ad avvenimenti che avvengono indipendentemente dalla sua volontà), ma piuttosto un “agente”, cioè un soggetto che contribuisce in prima persona a determinare gli eventi in merito ai quali poi riferirà ai suoi referenti.
E’ infatti Armando MORTILLA, alias ARISTO, a promuovere e a tessere, fra il 1967 e il 1968, i rapporti, in precedenza inesistenti o generici, fra l’AGINTER PRESS e ORDINE NUOVO, prima organizzando il viaggio dell’ordinovista di La Spezia Piergiorgio BRILLO a Lisbona per partecipare ad un corso di addestramento e poi organizzando l’incontro, a Roma nel gennaio 1968 e di cui egli stesso è garante, fra GUERIN SERAC e Pino RAUTI.
Armando MORTILLA, quindi, non è solo un informatore, ma un agente che riferisce al Ministero dell’Interno ciò che ha organizzato evidentemente con il consenso di tale struttura dello Stato. Estremamente significativo in tal senso è l’appunto risalente al maggio 1967 (che costituisce l’allegato 108 alla perizia; pagg.152-155 della medesima) in cui un anonimo funzionario del Ministero dell’Interno suggerisce ai suoi superiori l’opportunità che ARISTO possa “vincolarsi” il più strettamente possibile al gruppo di Lisbona in modo da funzionare da trait d’union per più approfonditi accordi specifici fra lo stesso gruppo di Lisbona e Pino RAUTI.
Per favorire ciò, secondo il funzionario, sarebbe utile fornire al gruppo di Lisbona, tramite ARISTO, notizie sulle attività riservate comuniste con particolare riguardo ai contatti tra le forze di sinistra italiane e i comunisti portoghesi e spagnoli e anche quelli dei Paesi africani, quindi notizie di sicuro interesse per l’AGINTER PRESS e ORDRE ET TRADITION (cfr. pag.133 degli allegati alla perizia).
E’ evidente che in tal modo il Ministero dell’Interno non si limita ad acquisire informazioni, ma le fornisce, anche al fine di favorire i contatti in Italia dell’AGINTER PRESS che viene quindi trattata più da organismo collegato che da struttura eversiva da controllare. L’AGINTER PRESS non era quindi un’organizzazione di sapore quasi esotico, ma una realtà in costante contatto, sotto varie forme e attraverso diversi canali, con il nostro Paese.
E’ poi estremamente probabile che l’AGINTER PRESS disponesse di canali stabili di collegamento e di forme di reciproco aiuto con la C.I.A. e altre strutture americane.
Americano e reduce dal fallito sbarco a Cuba, alla Baia dei Porci, era Jay Simon SALBY, detto CASTOR, uomo di fiducia di GUERIN SERAC sul piano operativo. Di stretta pertinenza delle strutture militari americane era l’esplosivo “C4” utilizzato per l’attentato all’Ambasciata d’Algeria a Bonn dell’estate del 1975. In uno degli appunti a firma ARISTO, acquisiti ed esaminati nella perizia (cfr. pag.161 dell’elaborato e allegato n.115), questi scrive che, per esplicita affermazione di GUERIN SERAC, la struttura di Lisbona ha rapporti con la destra del Partito Repubblicano statunitense guidata dal senatore GOLDWATER e che i mezzi finanziari per le iniziative dell’AGINTER PRESS in Africa provengono a Lisbona direttamente dagli Stati Uniti (cfr. ff.81-82 allegati alla perizia).

Inoltre, in un documento del S.D.C.I. (servizi segreti portoghesi del periodo successivo alla Rivoluzione dei Garofani) acquisito da personale del R.O.S. e steso nel 1975 sulla base di materiale appartenente all’AGINTER PRESS e alla P.I.D.E., si annota che Robert LEROY, braccio destro di GUERIN SERAC con la sigla in codice T-BIS, dopo la sua scarcerazione a seguito dell’amnistia per i reati di collaborazionismo, si era specializzato nel contro-spionaggio e aveva raccolto, dal 1958 al 1966, informazioni per la N.A.T.O. (cfr. analisi del R.O.S. sul documento, acquisito in data 7.5.1994, vol.43, fasc.6, in particolare ff.6-7 e 46-47).
In sostanza è molto probabile che l’AGINTER PRESS abbia funzionato come una sorta di sub-agenzia, sia in Africa e in Sud-America sia in Europa, incaricata delle azioni meno confessabili che dovevano essere eseguite senza una compromissione diretta di organismi ufficiali per non creare problemi nè nei rapporti fra Stati nè, eventualmente, nell’opinione pubblica (cfr. pagg.180-181 della perizia).

La diretta provenienza di gran parte del gruppo dirigente dell’AGINTER PRESS dall’esperienza dell’O.A.S. (uno dei cui punti fermi era, fra l’altro, la cooperazione tra civile e militari, come avrebbero tentato di fare in Italia ORDINE NUOVO e i NUCLEI DI DIFESA DELLO STATO) garantiva di per sè la massima affidabilità nel lavoro di infiltrazione e nelle “azioni coperte” e cioè le forme di lotta che, secondo la teoria della guerra non ortodossa, risultavano particolarmente idonee, sino alla metà degli anni ‘70, a fronteggiare l’insidia rivoluzionaria (pag.181 della perizia).
In conclusione, l’AGINTER PRESS, lungi dall’essere una struttura lontana ed estranea, sembra essere stata uno dei “segmenti” che hanno fattivamente contribuito, in modo complementare (non potendosi contrapporre quella che è stata chiamata la “pista internazionale” alla “pista interna”), con l’intervento sia di strutture ufficiali sia di strutture apertamente illegali, a quella che nel nostro Paese è stata chiamata la “strategia della tensione”.

Sentenza ordinanza G.I. Salvini 1998 pag 419-421