Sergio Latini – dichiarazioni 19.10.1981 – prima parte

A San Vittore nel 1976 Zani preparò la bozza di discussione su cui si pervenne la stesura del documento “Prospettive per l’azione rivoluzionaria”. Alcuni di quelli che parteciparono alla discussione erano stati a San Vittore con Freda quando questi fu lì ristretto nel 1974. La base di discussione furono i punti della “Disintegrazione del sistema” di Freda. Zani tenne il documento, anzi la bozza con i fogli che contenevano le osservazioni degli altri, e la portò con se all’ Asinara quando vi fu trasferito. Lì vi erano Concutelli, che si dissociò perché criticava “ON”, Ferro, Azzi, nei cui confronti vi era stata sempre comprensione tranne che da parte di Freda, Marzorati, De Min e Murelli.
Quando Zani uscì dall’Asinara portò fuori il documento. La bozza mi era pervenuta a Trani, con una lettera di Zani che chiedeva a me e a Bonazzi l’approvazione del documento e chiariva i termini della sua elaborazione.
Un’ altra copia fu inviata a Tuti a Favignana. Noi apportammo delle piccole modifiche e lo mandammo nuovamente a Zani all’Asinara. Quando Zani uscì dall’Asinara lo fece stampare ed a noi a Trani arrivo’ da parte di Zani una copia ciclostilata. Devo precisare che tale documento del quale ho sinora parlato, era intitolato “Tipologia dell’azione legionaria” nella forma della bozza mentre nella stesura ciclostilata e comunque stampata era intitolato “Posizione teorica dell’azione legionaria” . Esso porta la data del giugno ‘78, perché è questa l’epoca in cui fu approvato, mentre usci’ verso ottobre – novembre ‘78.  A quel tempo noi eravamo gia’ in corrispondenza con Adinolfi e Fiore.
Io personalmente ero in corrispondenza con Adinolfi gia’ dall’ inizio del 1977 quando vi mi trovavo a Firenze.  Adinolfi nella corrispondenza dimostrava di essere in possesso della bozza, affermava che a Roma vi erano le premesse per la costruzione del movimento legionario e inviava le sue osservazioni per modifiche del documento. Adinolfi dapprima espresse delle critiche per i riferimenti non favorevoli nei confronti di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale affermando che gli aderenti di questi movimenti avrebbero potuto entrare nel movimento spontaneista, poi si convinse della opportunità di seguire una strada diversa che non avesse almeno inizialmente legami con i vecchi movimenti. Adinolfi scrisse a Concutelli successivamente che Ordine Nuovo non era mai morto e che stava operando separatamente. Il discorso fatto per Adinolfi vale anche per Fiore Roberto, che il primo indicava come elemento validissimo con cui collaborava per costituire il movimento.

Freda

– Quando fui a Novara insieme a Freda nel 1979, questo ultimo mi parlo’ dei contatti che aveva avuto nel 1977 a Roma, durante la sua libertà con Adinolfi, Fiore Roberto, Spedicato Walter, Nistri Roberto, Misu Vincenzo. Freda mi disse che aveva saputo da costoro che avevano intenzione di costituire un movimento spontaneista, che si erano rivolti a lui perche’ manifestasse il proprio punto di vista ed il proprio assenso, non solo come punto di riferimento indiscusso ma anche come colui che aveva avuto contatti con gli altri detenuti politici all’ interno delle carceri e quindi ne conosceva le posizioni e le intenzioni politiche. Freda mi disse che aveva dato il proprio assenso e, poiché, nel 1979 proprio a Novara, avevo elaborato l’“Ordine dei ranghi”, mi preciso’ che una volta costituito l’“ordine dei ranghi” avremmo assorbito quelli di “Terza posizione”.

– la bozza del prima parte dell’“ordine dei ranghi” la buttai io giu’ sulla base delle indicazioni che erano venute fuori dai discorsi fatti all’aria tra me e Freda, questi la corresse. Poi discutemmo insieme la seconda parte, ma improvvisamente fui trasferito a trani, sicche’ la seconda parte fu redatta da Freda che la spedi’ a mia moglie. Costei mi disse che aveva ricevuto una lettera da Milano, poi mi preciso’ che era di Freda e che parlava dell’ ordine dei ranghi, ma non volle mai mandarmela perche’ voleva che rinunciassi a queste storie. (…)

– il documento “Prospettive per l’azione rivoluzionaria” arrivò nel 1977 a Fossombrone, dove ero da solo, nella copia che è stata sequestrata a Bonazzi che conteneva in basso una intestazione evidentemente frutto di un errore di stampa. (…) Non vi era indicazione del mittente. Questo documento oltre che contenere dei concetti sull’azione legionaria che era stato oggetto delle discussioni a San Vittore, conteneva delle critiche a Freda, che non saranno piu’ riprese successivamente.
Non e’ stato mai chiarito la provenienza di quel documento e di quelle critiche. Rileggendo il primo periodo del foglio 3 delle mie dichiarazioni del 08.06.81 preciso che non mi riferivo a “Prospettive dell’ azione rivoluzionaria” bensì a “Posizione teorica dell’ azione rivoluzionaria” ed intendevo dire che Concutelli da allora non poteva più vedere Zani, che indicava sdegnosamente come uno “scribacchino” , per le critiche a Ordine Nuovo.
Io ribattei a macchina il documento che avevo ricevuto a Fossombrone e detti l’ originale a Bonazzi quando andai a trani, una copia la tenni per me e l’ altra la detti a Izzo Angelo in quanto, quando la battei a macchina, ero già a Trani con Izzo, Izzo mi disse, quando tornò da un trasferimento a Roma per un processo, – dopo alcuni mesi – che aveva consegnato la sua copia a Signorelli o Calore. Preciso che io feci le copie a macchina nel 1978, mi pare prima che uscisse “Terza posizione” e Izzo porto’ il documento a Roma nel 1979.

– Izzo quando ando’ a Roma, sperava di essere declassificato dai carceri speciali, percio’ porto’ con se’ tutti i documenti. In quel periodo iniziano i primi contatti tramite Izzo con i nazional rivoluzionari romani. Izzo mi riferi’ che a Roma operavano gia’ i club per l’attivita legionaria, che erano in via di formazione altri, che operavano facendo rapine, che vi era un gruppo in particolare che si stava adoperando per realizzare la sua liberazione, senza fare nomi: mi parlo’ di Signorelli e di Calore specificando che Signorelli Paolo strumentalizzava i gruppi spontanei a Roma e rimaneva perplesso dal fatto che Concutelli lo informasse che Signorelli non aveva le qualita’ di essere una guida perche’ mandava i giovani allo sbaraglio. Di Calore diceva, per quanto aveva saputo da lui, che era un ottimo elemento operativo per la lotta armata e che era il protagonista nelle azioni migliori. Izzo mi riferi’ che aveva fatto a Calore il seguente discorso: “come, tu ti atteggi a rivoluzionario e non hai ancora ucciso chi ha fatto arrestare Concutelli? ” e che Calore gli aveva manifestato il proposito che una volta uscito avrebbe immediatamente provveduto. Fu fatto il nome dell’ avvocato Arcangeli – e non era ancora stato ucciso il Leandri.

– Izzo mi parlo’ anche di Semerari, come di una persona legata all’ ambiente nazional rivoluzionario, che avrebbe fatto di tutto per fargli ottenere infermità mentale e fu molto aspro parlando di lui quando, essendo stato trasferito al manicomio di Montelupo Fiorentino, fu dimesso dopo qualche giorno con una diagnosi di simulatore.

– Izzo non mi ha mai portato i periodici “Costruiamo l’ azione” ne’ me ne ha mai parlato.

– Allatta Pietro era stato a Trani con Izzo, prima che arrivassi io. Non lo conobbi direttamente ma fui in contatto epistolare con lui.

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