Angelo Izzo – dichiarazioni 31.01.1995

“……Intorno all’ottobre 1972, ci fu una grande manifestazione sindacale che mi pare portò circa 500.000 persone a Reggio Calabria e negli ambienti di estrema destra questa manifestazione era vista come il fumo negli occhi in quanto, specialmente l’ambiente di Avanguardia
Nazionale, considerava l’arrivo di operai e sindacalisti a Reggio Calabria una vera e propria offesa.
Nei giorni precedenti la manifestazione, io e GHIRA fummo convocati da DANTINI in un appartamento di Corso Trieste, che sono sicuramente in grado di rintracciare, ove avvenivano abitualmente riunioni riservate di area Fronte Studentesco o Avanguardia Nazionale……
DANTINI ci disse che si stavano preparando degli attentati sulle linee ferroviarie per bloccare l’afflusso dei manifestanti a Reggio Calabria;
inizialmente si era addirittura parlato di fare saltare per aria proprio il convoglio che portava gli operai e i sindacalisti.
Si diceva anche che sarebbero dovute arrivare delle mine anticarro da collocare sui binari.
Io e GHIRA dovevamo aspettare una telefonata di DANTINI che ci avrebbe detto in particolare cosa dovevamo fare.
Dopo alcuni giorni GHIRA venne a casa mia dicendo che aveva parlato con DANTINI e che il giorno dopo sarei dovuto andare alla sezione del M.S.I. di Via Alessandria a prendere un certo CESARETTI che io fino a quel momento conoscevo solo come appartenente all’area Ordine n Nuovo / M.S.I., e avrei dovuto portarlo nell’appartamento di Corso Trieste.
Mi sembra che fosse una mattina di un giorno festivo in quanto solitamente la federazione era aperta solo il pomeriggio nei giorni
feriali mentre in quelli festivi al pomeriggio era chiusa e la mattina era aperta. Il mio compito era anche quello di fare in maniera che, nel caso in cui CESARETTI fosse stato pedinato, facendo dei giri viziosi fossimo sicuri di sganciarci.
Io e CESARETTI, che aveva una Giulia, andammo in Corso Trieste dove ci attendevano GHIRA e DANTINI con un grosso borsone e salirono sulla nostra macchina.
Andammo a parcheggiare in una strada semidisabitata dietro Piazza Istria e DANTINI disse che nel borsone c’erano le bombe e ci chiese se eravamo armati. Ci fece vedere il borsone nel quale vidi due ordigni che così posso descrivere: si trattava di due latte, piene di tritolo come disse DANTINI, e ci fece vedere anche due detonatori a miccia e due a innesco chimico (questi ultimi fatti artigianalmente con due preservativi nei quali si versava dell’acido) da utilizzare in alternativa a seconda delle esigenze.
Scherzando DANTINI ci disse di non mettere, durante il viaggio, nella borsa con l’esplosivo i detonatori poichè si trattava di “un matrimonio
che non si deve fare”. Ci fu uno scambio di battute sul fatto che dovevamo portare noi le bombe fino in Calabria quando invece i calabresi
avrebbero potuto fare da soli, ma DANTINI disse che le bombe come le faceva lui non le faceva nessuno.
DANTINI disse che CESARETTI sapeva dove i ragazzi di Avanguardia calabresi ci aspettavano, ma poichè io non ero armato in quanto nessuno
me ne aveva detto la necessità, si convenne che era meglio che in Calabria andassero solo GHIRA e CESARETTI che invece erano armati. Io
quindi restai con DANTINI e scesi con lui dalla macchina mentre GHIRA e CESARETTI partirono. Ovviamente al ritorno mi feci raccontare da ANDREA GHIRA come era andata. Mi disse che erano arrivato in un paese nei pressi di Lamezia Terme dove, in campagna, erano attesi da un gruppo di calabresi con un paio di macchine. Con costoro si erano recati lungo la linea ferroviaria dove collocarono, in due punti non distanti fra loro, le bombe che esplosero facendo saltare un pezzo di binario.
Ricordo che GHIRA mi disse scherzosamente di non avere conosciuto in quella occasione FEFE’ ZERBI nonostante fosse chiaro che il gruppo di calabresi con cui avevano fatto il lavoro era diretto appunto dallo stesso ZERBI in quella regione.
A domanda dell’Ufficio: in merito ai rapporti DELLE CHIAIE/DANTINI posso dire che nell’ambiente si parlava di un’inimicizia personale fra STEFANO DELLE CHIAIE e ENZO MARIA DANTINI risalente ai tempi della vecchia AVANGUARDIA quando DANTINI era delle Formazioni Nazionali.
Tuttavia, ad esempio, sul finire degli anni ’60 a Roma i progenitori di LOTTA DI POPOLO, cioè il MOVIMENTO STUDENTESCO di Giurisprudenza, di cui facevano parte tutti gli uomini di DELLE CHIAIE (cioè DI GENNARO, GHIACCI, DI LUIA e altri) erano in strettissimi rapporti con DANTINI. In ogni caso, nel 1972, in occasione di una riunione segreta a casa dell’onorevole ERNESTO DE MARZIO, vidi discutere insieme di progetti comuni DANTINI e DELLE CHIAIE; inoltre il luogotenente di DANTINI, ALBERTO PASCUCCI, era il capo di A.N. del quartiere Trieste/Nomentano.

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