I documenti sequestrati a Gianluigi Napoli il 20.12.1978

NAPOLI è stato arrestato il 20 dicembre 1978 in quanto nel corso di una perquisizione eseguita presso la sua abitazione perchè accusato di alcune rapine commesse a Ferrara, è stato trovato in possesso di due documenti di natura eversiva:
IL FOGLIO D’ORDINE DI ORDINE NUOVO e LE NORME GENERALI.

“Le Norme generali”
L’opuscolo “NORME GENERALI” parte dal presupposto che le attuali condizioni storiche impongano agli uomini dell’organizzazione un comportamento e modalità operative che tengano conto del “fattore clandestinità”, in funzione dell’esigenza di combattere una “guerra rivoluzionaria”, costituita da una “lotta totale”, intrapresa da “soldati politici”. A questo punto vengono elencati un insieme di precauzioni, di regole, di principi che devono guidare la vita segreta del militante e proteggerlo, contro se stesso e contro il nemico.

“Il foglio d’ordine del movimento politico Ordine Nuovo”
Datato maggio e marzo 1978, contraddistinto dal noto simbolo dell’ascia bipenne, contiene l’affermazione di tutta una serie di premesse, (che prendono in considerazione anche il ruolo delle BR), e di principi su quello che deve rappresentare Ordine Nuovo. Tra l’altro si afferma che ON dovrà essere capace, nell’evenienza di un GOLPE bianco, di accentuare lo sforzo rivoluzionario inteso a contrastare il tentativo reazionario; che la lotta clandestina ha come sua premessa la mentalità clandestina. Che “Il nostro combattente” è il soldato politico. La scelta rivoluzionaria è una scelta cosciente: una volta compiuta comporta l’adesione totale al movimento e la militanza attiva in esso. Interrogato nel corso dell’udienza del 23.6.09 (pag.66), Gianluigi NAPOLI ha confermato che i documenti di cui sopra si trovavano assieme in occasione della perquisizione. La suddetta documentazione gli fu consegnata da MELIOLI perché la esaminasse e in seguito la restituisse. Secondo NAPOLI l’autore del documento era FACHINI.
La provenienza dal MELIOLI della suddetta documentazione, sia che sia stato lui ad elaborarla, sia che sia stato FACHINI, è di straordinaria importanza, trattandosi, il primo, del presunto esecutore materiale della strage di Brescia, e il secondo essendo stato indagato, prima della morte, in ordine al medesimo fatto eversivo.

LE NORME GENERALI costituiscono, infatti, un’elaborazione del manuale pratico rinvenuto presso la sede dell’AGINTER PRESSE e di ORDRE ET TRADITION, di cui alla busta 17 del volume C/a-4 degli atti. Pertanto MELIOLI, secondo il TRAMONTE organizzatore dell’attentato del 28.5.74, aveva contatti con l’AGINTER PRESSE , o era un estimatore della suddetta organizzazione che il medesimo TRAMONTE ha indicato come coinvolta nella strage di Piazza della Loggia.
Secondo NAPOLI, MELIOLI aveva rapporti “importanti” con Roberto RAHO, che ricordiamo presente nella conversazione ambientale con BATTISTON, nel corso della quale i due ultimi manifestano timori di essere coinvolti nelle indagini per la stage di Brescia dalla “gola profonda” Carlo DIGILIO, con il quale avevano avuto rapporti, e che parla del viaggio in treno a Brescia di Marcello SOFFIATI.
Sempre secondo NAPOLI, MELIOLI “era maniaco della sicurezza”! (si vedano, appunto, le NORME GENERALI, che sono un manuale di sicurezza) , aveva una preparazione militare, “oltre alla preparazione che aveva per quanto riguarda gli esplosivi”. MELIOLI “disse che c’erano stati dei problemi con esplosivi recuperati da un laghetto… era esplosivo di recupero della seconda guerra mondiale, c’erano problemi ed aveva avuto delucidazioni da parte non so, non vorrei sbagliarmi, da DIGILIO sul come farlo esplodere, cioè con il doppio innesco, sennò aveva problemi ad esplodere parzialmente. Ha precisato che si parlò di “esplosivo sordo”. Pertanto MELIOLI, presunto autore materiale della strage di Brescia, era in contatto anche con DIGILIO, e cioè il tecnico che si inserì in una certa fase nella predisposizione dell’ordigno. MELIOLI fece attentati che dovevano essere addossati ad Autonomia Operaia.
Anche FACHINI (altro soggetto indagato per la strage di Brescia) era un esperto di esplosivi e certamente andava a fare attentati con MELIOLI. Secondo NAPOLI era proprio FACHINI a dare esplosivi a MELIOLI.
NAPOLI ha riferito di attentati con esplosivo realizzati da MELIOLI, tra i quali quelli alla Democrazia Cristiana ed alla Questura di Rovigo. NAPOLI ha inoltre aggiunto: “Io Carlo DIGILIO ne ho sentito parlare dettagliatamente da FACHINI in carcere, poi mi sembra anche da MELIOLI…”. FACHINI aveva fatto appunto riferimento alla competenza di DIGILIO in fatto di esplosivi.
L’impressione era che “l’esperto fosse DIGILIO, era informatissimo anche FACHINI, però ne parlava come di una consulenza ulteriore, proprio a livello tecnico”.
NAPOLI ha confermato che il soprannome di DIGILIO, secondo quanto riferitogli da MELIOLI e da FACHINI, era “ZIO OTTO”. Fu lo stesso
FACHINI a parlargli di DIGILIO. NAPOLI ha implicitamente confermato che la conoscenza di FACHINI con DIGILIO risaliva ad anni addietro. Ha aggiunto che “MELIOLI parlava di un quintaletto, di alcuni quintali, di un quintaletto”, con riferimento all’esplosivo delle spedizioni subacquee nei laghetti.
Ha confermato che MELIOLI sicuramente si rese responsabile degli attentati alla Democrazia Cristiana, alla Questura di Rovigo, alla GGIL e al
Partito Socialdemocratico. Il teste ha confermato il seguente passo del verbale 27.6.97: “MELIOLI disse in anni precedenti la loro conoscenza che il gruppo disponeva di esplosivo a bizzeffe…” e “posso dire che ho appreso da MELIOLI che i detonatori elettrici detenuti da FACHINI provenivano da ambiente militare, si tratta di detonatori che, sempre a dire del MELIOLI, sono stati utilizzati quasi tutti negli attentati che si sono svolti attorno agli anni 76-77, 78-79 – anche FACHINI mi confermò la costanza”.
Dopo che entrambi erano stati scarcerati, nel 1981 MELIOLI affrontò con lui “il discorso delle stragi”. In particolare, quanto a quella di Piazza della Loggia , “MELIOLI, da come si espresse, dimostrò di conoscere nei dettagli la dinamica dell’episodio e , comunque, mi dette l’impressione che le sue fonti in ordine alla strage avessero partecipato direttamente alla stessa”. (dichiarazioni rese da NAPOLI al P.M. di Brescia il 27.6.1997).
NAPOLI ha anche confermato (58) le frequentazioni, da parte di MELIOLI, della “Libreria EZZELINO” di Padova, per la quale lui collaborava attivamente, vendendo anche i libri. Gli sembra di ricordare che detenesse anche le chiavi della libreria.
Ha appreso di “volantini di ANNO ZERO distribuiti da MELIOLI”. Gli sembra di aver anche “appreso di rivendicazioni utilizzanti la locandina di ANNO ZERO”. E’ evidente che tutto ciò conferma l’ipotesi accusatoria secondo cui la rivendicazione della strage di Brescia, materialmente depositata in una cassetta delle lettere di Vicenza da Roberto BALDASSARRE, non provenisse altro che dal MELIOLI.
Ricorda, anzi, che MELIOLI abbia nominato una “Sezione CODREANU”, che è appunto quella che ha rivendicato la strage di Brescia.
Pertanto, anche se MELIOLI non ha riferito a NAPOLI di un suo diretto coinvolgimento nella strage di Brescia ( particolare che evidentemente non avrebbe avuto alcun interesse a riferirgli) , le suddette dichiarazioni ci consentono comunque di concludere che il MELIOLI era quanto meno vicino agli autori del fatto.
Da FACHINI e da MELIOLI apprese di rapporti del FACHINI medesimo con GIANNETTINI e con LA BRUNA (64). Non esclude che ci siano stati rapporti tra lo stesso MELIOLI e GIANNETTINI.

 

Memoria pm strage di piazza della Loggia

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