Piero Citti – dichiarazioni 15.10.1982

Intendo rispondere. Prima di tutto, di mia personale iniziativa voglio far presente di aver letto sull’ordinanza del tribunale della Liberta’ che io sarei addirittura uno dei capi di Avanguardia Nazionale, ma questo non e’ assolutamente vero perche’ io non ho mai aderito ad AN ed ho conosciuto in maniera frammentaria ed episodica alcune persone. Ci tengo a ribadire che non ho mai fatto parte di alcuna associazione.

Ribadisco che presi in affitto l’ appartamento in via Sartorio per potervi installare insieme con Tilgher, un ufficio che si occupasse di autotrasporti ed assicurazioni per auto o meglio per il carico dei veicoli. In via Sartorio a vedere per la prima volta l’appartamento andai insieme con il mio amico di nome Franco e poi una seconda volta con Casale Enzo che e’ fratello della donna che allora stava con Giorgi Maurizio. Poi vi andai con Tilgher che fu d’ accordo nel prenderlo in affitto. Il contratto lo firmai io e tra il giugno e il luglio.

L’ appartamento era pronto e sistemato. Poi pero’ si ruppe il camion e allora fatte le ferie di agosto, cominciai a tirarmi fuori dall’ affare perche’ non avevo piu’ i soldi. Ai primi di settembre pagai la rata di affitto perche’ la proprietaria dell’ appartamento continuava a telefonare a casa mia. Io feci presente al Tilgher le mie difficoltà economiche e piu’ o meno nello stesso tempo Giorgi Maurizio mi disse che d’accordo col Tilgher l’appartamento lo prendevano loro, che io non dovevo preoccuparmi piu’ di nulla, ma nello stesso tempo il Giorgi mi invito’ genericamente a non andare piu’ in via Sartorio. Prima che io lasciassi l’ appartamento e in pratica prima dell’agosto 1975, nell’ appartamento io ho visto Tilgher, Giorgi, e il Casale.

Dopo aver lasciato l’ appartamento non sono assolutamente in grado di chi lo frequentasse. Comunque escludo nella maniera più assoluta di esser andato in via Sartorio insieme a Delle Chiaie Stefano. Ricordo pero’ che dopo che lasciai l’ appartamento e cioe’ ormai agli inizi dell’autunno 1975 negli ambienti di piazza Tuscolo sentii dire ma molto vagamente che nell’ appartamento in via Sartorio passava Delle Chiaie. Sono anche in grado di riferire che dopo la irruzione dei cc in via Sartorio Delle Chiaie confermo’ a me direttamente personalmente di essere stato nell’appartamento di via Sartorio. Ricordo ancora che sempre nell’ autunno 1975, una volta una sera in un bar di piazza Tuscolo, si avvicino’ a me una personamente io ero in un gruppo insieme con altri; quest’ uomo aveva circa 35 anni, romano, non molto alto, tarchiatello, forse faceva l’ assicuratore aveva uno sfregio in faccia; fu questa questa persona con lo sfregio in faccia che mi disse “so che è tuo l’appartamento di via Sartorio; sai che adesso Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale sono la stessa cosa perche’ si sono unificati” . Fu dalla radio mentre ero in viaggio che seppi che i cc erano andati in via Sartorio e dopo gli arresti delle persone che vi avevano trovato, cercavano anche l’ affittuario e cioe’ me. A Roma lasciato l’ autocarro, andai a casa di mia cognata dove trovai anche mia moglie mia madre con le quali mi consigliai.

Poi andai a casa della ragazza di Giorgi Maurizio, che si chiama Carla o Carol Casale e abitava vicino a via Sartorio. La ragazza non c’ era e parlai con la madre che sapeva molto poco allora la mattina andai in piazza Tuscolo e qui incontrai Giorgi. Questi mi disse che siccome mi potevano fare un mandato di cattura per via Sartorio era meglio che non mi facessi trovare e si offri’ lui di aiutarmi e mi condusse a casa della madre di Paulon come ho già detto in precedenza. A casa Paulon rimasi alcuni giorni, ma continuo a dire che non so assolutamente nulla della valigetta che ha suo tempo fu trovata a casa Paulon.
Dopo alcuni giorni andai via dai Paulon e preferii rifugiarmi in via Livorno presso una mia amica il cui cognome mi pare essere Kovacs che abitava in via Livorno 89, come adesso mi pare di rammentare. Dopo alcuni giorni rividi Maurizio Giorgi il quale mi disse che se non avevo un posto sicuro potevo andare in spagna insieme a un ragazzo che ci stava andando per conto suo. Io accettai e partii per la Spagna insieme a Mieville Andrea che conobbi in quella circostanza e che a sua volta era latitante per Avanguardia Nazionale. Il viaggio si svolse in treno e alla frontiera francese non ci furono controllati i documenti.
Alla stazione di Madrid ci aspettava un ragazzo spagnolo che ci porto’ in un appartamento che si trovava lungo il fiume Manzanares e di fronte allo stadio di calcio dell’Atletico Madrid. In questo appartamento c’ era un cameriere che si faceva chiamare Mario e che era latitante per fatti comuni e anzi per una sparatoria avvenuta credo a Torino per ragioni di faida. Il Mario aveva 25 – 26 anni, era segaligno scuro di carnagione. Con Mario vi era sua moglie, una donna calabrese che partorì poco dopo; vi era anche una donna che si chiamava Dolores e un messicano che ho visto per pochi giorni. In quella casa veniva molto spesso Carmassi piero che pero’ mi pare facesse vita a se’ con una donna.
Vi ho visto anche un certo Sergio, un uomo di cultura sui 30 anni forse coinvolto nel golpe Borghese. Qualche giorno dopo in quell’ appartamento venne Delle Chiaie Stefano. Il quale aveva casa dalle parti del museo del Prado. So anche che il gruppo di Delle Chiaie disponeva di un terzo recapito e un appartamento o un albergo dalle parti di via florida o qualcosa del genere.

Io comunque non ho mai abitato nello stesso appartamento di Delle Chiaie, il quale elogiò il mio comportamento per non essermi fatto arrestare e mi propose apertamente di inserirmi nel suo gruppo al che io feci presente di aver ragioni di famiglia che mi agevolavano in questo senso. Altre volte Delle Chiaie e’ venuto nell’ appartamento ove stavo io, una volta con un avvocato spagnolo giovane che lui chiamava Jose’ e altra volta con uno di nome Gatti Alfredo presentatomi da mio figlio dall’ ultimo segretario di Mussolini.
Sono anche sicuro di aver saputo che una volta vi erano venuti in Madrid Giorgi Maurizio e un avvocato romano che dovevano concordare con Delle Chiaie la difesa degli imputati di Avanguardia Nazionale; io sono sicuro che questi due vennero a Madrid ma francamente non rammento anche se non lo escludo di averli visti e di esser andato io stesso a prenderli all’ aeroporto. In questo periodo di tempo un giorno venne nell’ appartamento dove stavo io Piero Carmassi che era tutto agitato perche’ disse di aver litigato anche a schiaffi con Concutelli. A me parve di capire che la lite fra Carmassi e Concutelli a Madrid nacque per una questione di comando o prestigio e Carmassi diceva che quando rivedeva Delle Chiaie avrebbe sistemato anche Concutelli. Sono quindi sicuro che a Madrid Delle Chiaie aveva rapporti anche con Concutelli ma io non ho mai visto Concutelli. Successivamente Delle Chiaie venne a trovarmi e mi disse che avevano deciso che Tilgher andava salvato a tutti i costi e che percio’ io dovevo assumermi la responsabilità di tutto quanto era stato trovato dai cc in via Sartorio, mandando una memoria scritta ai giudici di Roma.

Io mi rifiutai e nella discussione che segui’ Delle Chiaie mi dette due schiaffi. Da quel momento fui emarginato in Spagna e per questo non misi mai il piede alla trattoria l’appuntamento di cui conoscevo l’esistenza. A questo punto decisi di lasciare la spagna e andai a Parigi perche’ da Mario il calabrese avevo saputo che c’ era una trattoria chiamata la mamma in Rue Vauvin dove stavano italiani fuoriusciti e dove in particolare c’ era Franco Susich; in effetti andai a Parigi ma alla trattoria la mamma, dove c’ era un direttore di nome Michele e come cameriere un ragazzo calabrese che non era latitante, mi dissero che vi era lavoro. Parlai anche col Susich, ma apprendo solo adesso dal gi che il Delle Chiaie pare esser stato il proprietario di quei locali cosa che io ho sempre ignorato.

Da Parigi andai a Zurigo per fare un giro e da Zurigo in treno rientrai in Italia dove mi nascosi a casa di mia madre a Ronciglione, da cui rientrai a Roma verso San Giuseppe, quando seppi che intanto ero stato assolto per insufficienza di prove dalla ricettazione e con formula piena dal favoreggiamento per i fatti di via Sartorio. Fu dopo questa assoluzione che conobbi il Crescenzi che non avevo mai conosciuto prima. Dopo l’assoluzione mi rimisi subito al lavoro e da allora non ho mai piu’ rivisto Delle Chiaie. Tempo dopo Delle Chiaie Enrico che è parente di Stefano, mi chiese di fare una istanza per la restituzione degli oggetti sequestrati in via Sartorio, ma io mi rifiutai anche se ricordavo che in Spagna Delle Chiaie mi aveva detto che in via Sartorio aveva lasciato un oggettino forse d’oro che gli era stato regalato da un generale e al quale teneva in maniera particolare. Prendo atto che mi vengono lette le dichiarazioni rese in altro processo da Cassella Gennaro che e persona che io conosco bene e che ha raccontato semplicemente delle frottole. E’ vero che Pellicani mi consiglio’ un oculista di Barcellona per curare mio figlio, ma io non ci andai perche’ i medici romani mi spiegarono che non serviva a nulla.

– Nei precedenti interrogatori non ho rilevato queste cose per varie ragioni; prima di tutto perche’ non conosco i termini legali, e quindi temevo, dicendo la verità di accusarmi di altri reati; poi ero impaurito dall’ accusa di omicidio e soprattutto ero terrorizzato dal fatto che ai primi interrogatori ero detenuto a Regina Coeli per altre cause dove ero stato minacciato di morte.

– mentre ero in Spagna ho saputo ma in forma generica che Delle Chiaie, Concutelli Carmassi e altri seguivano le vicende dei baschi e che poi tutto il gruppo di Delle Chiaie era in rapporti con i guerriglieri di Cristo Re. Le mie informazioni erano talmente generiche che io per esempio capivo che Delle Chiaie era favorevole ai baschi.

Letto confermato sottoscritto

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