Pierluigi Concutelli – dichiarazioni 28.05.1993

”…Con SERAC c’erano portoghesi, francesi ex-O.A.S., italiani e anche persone di origine croata.
Soprattutto, comunque, portoghesi e ricordo che SERAC aveva progettato l’infiltrazione in territorio portoghese, con provenienza dalla Spagna, di piccoli nuclei dotati di trasmittenti a corto raggio, ma in grado, nell’ambito di
tale potenzialità, di sovrapporsi alle trasmissioni delle emittenti legali.
Non so se poi il progetto ebbe buon esito. La netta sensazione che avevo era che SERAC, il quale assumeva ormai di
essere un ex-agente dei servizi francesi diventato autonomo, fosse in realtà in servizio attivo e beneficiante di ampia copertura e libertà d’azione. Dava cioè l’impressione di essere un agente importante, impressione che una
serie di avvenimenti successivi hanno ampiamente confermato.
Ho conosciuto CASTOR, che a SERAC certamente faceva riferimento; era un cittadino americano che parlava talvolta come sua ex residenza dello Stato dello UTAH, ricordando in tale Stato la presenza dei mormoni.
Penso di poter affermare che CASTOR fosse il referente della C.I.A. a Madrid.
CASTOR fu arrestato in Algeria insieme ad un francese di questo gruppo e in seguito GUERIN SERAC e il fratello del francese catturato in Algeria mi proposero un’operazione di sequestro aereo consistente nel dirottamento di un
aeromobile algerino sulla tratta Bruxelles/Nord-Africa.

Avevo buoni motivi per rifiutare la proposta e lo feci: non volevo affrontare, per motivi che non condividevo, un rischio molto alto cui non ero obbligato in nessun modo. Il progetto di sequestro dell’aereo era finalizzato, ovviamente, a chiedere il rilascio di CASTOR e del francese.
Ho conosciuto JEAN DENIS, che era un cittadino francese che ho visto sia a Madrid che in Francia.
La prima volta lo conobbi perchè mi fu presentato da DELLE CHIAIE, poi approfondii la conoscenza per mio conto e lo incontrai in diverse occasioni… Il DENIS era interessato ad un progetto che riguardava la presa del potere
nelle Azzorre, costituendo un movimento apparentemente anti-imperialista, ma comunque fittizio e finalizzato soprattutto agli interessi americani. Questo DENIS conosceva GUERIN SERAC, ma l’impressione era che avessero
due gruppi autonomi e che DENIS fosse più strettamente all’interno del controllo dei servizi di sicurezza.
A domanda dell’Ufficio, ho avuto notizia di un intervento dello stesso tipo in Costarica e in Guatemala, nel 1974, anche con la presenza di italiani. Doveva essere ripetuto nel 1976, ma il secondo episodio non si verificò.
Per quanto ho potuto constatare, GUERIN SERAC e DELLE CHIAIE trattavano fra loro alla pari.
Io, a un certo punto, al mio ritorno dall’Angola, ruppi questa situazione e tornai in Italia in quanto avvertivo netto il pericolo di compromissione con apparati dei servizi segreti.
Sostanzialmente questo ambiente costituiva una struttura di servizio formata da individui provenienti da vari ambienti e situazioni aventi fra loro come fattore di coesione la mancanza di mezzi e la necessità di dipendere da chi volesse organizzarli e mantenerli. Posso aggiungere che GUERIN SERAC aveva vari soprannomi, fra cui quello di JUSTO, e che in sostanza appariva l’uomo capace di entrare e uscire dalle situazioni il che faceva supporre che fosse tutt’altro che l’avventuriero velleitario che voleva apparire, ma piuttosto un uomo legato strettamente al mondo dei Servizi.
Era indubbiamente un influenzatore di uomini e un manipolatore di situazioni. Dopo venti anni, la definizione che mi sembra più attagliante al personaggio è “agente provocatore in missione”.

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