Giancarlo Buoiano – dichiarazioni 26.03.1985

Io intendo dire apertamente tutto quello che so nei limiti di quello che so. Non facevo parte del gruppo, ma conoscevo Pera da moltissimi anni, avevamo fatto parte insieme del FdG.

Ad un certo punto Pera faceva discorsi strani “con la lotta politica non si arriva a niente, c’è un gruppo di gente di destra e di sinistra che vogliono unirsi per fare qualcosa”. Io mi rifiutai e consigliai invece a Pera di stare attento lui. Una sera dopo le 22 ero in pigiama, mi arrivò in casa il Pera che era venuto con il 126 bianco; disse che aveva bisogno di aiuto, aveva roba che scottava, e disse apertamente che aveva 50 kg. di esplosivo in macchina, che avevano rubato in una cava di Arezzo quella mattina fino alle 8 di mattina, ora alla quale era ripartito da Arezzo. Mi chiese di aiutarlo in qualsiasi modo, ed io sbagliai ma lo aiutai: prendemmo le due casse che aveva sul sedile posteriore della 126 e le caricammo nella bauliera della Ford Cortina di mio padre. Guidò il Pera e andammo al castello di Ripafratta dove nascondemmo questi 50 kg.: dopo io pensavo di fare una telefonata anonima alla polizia, ma lessi sui giornali che 50 kg. erano stati ritrovati e fatti esplodere da qualche parte sul mare.
Dopo di cio’ Pera torno’ da me, mi accusò di aver fatto ritrovare l’esplosivo, mi disse che l’organizzazione me l’avrebbe fatta pagare e mi intimo’ di andare a rispondere ad una telefonata che avrei ricevuto in una cabina telefonica. Ma io dissi di no.

Adr: prendo atto che il GI mi legge la parte dell’ interrogatorio di Affatigato del 7.3.85 in cui Affatigato collega me al volantino che si trova nel processo di Massa. Non è vero, io non ho mai avuto macchine da scrivere, né l’ ho chiesta in prestito ad Affatigato. Col processo di Massa io non c’ entro nulla. Questa estate poiche’ a Massa erano in corso determinati atti istruttori, ne parlai con Giannelli Mario, Giannelli mi disse che le lettere minatorie al preside anti – fascista del liceo Machiavelli, in pratica l’ avevano spedite lui ed Affatigato perche’ Giannelli aveva chiesto ad Affatigato di fare qualcosa contro questo preside.
Giannelli mi disse anche che il timbro rubato alla procura di Lucca per un breve periodo era stato nascosto in casa sua e che forse, il timbro l’ aveva preso Affatigato. Giannelli non e’ imputato a Massa, allora studiava al liceo classico, oggi è laureato, abita a la Cune che e’ una frazione di Borgo a Mozzano.

Adr: nel novembre dicembre 1974, Pera mi chiese di entrare nella organizzazione ma io rifiutai, dopo il duplice omicidio di Empoli commesso da Tuti, Pera fece un viaggio a Roma e poi mostro’ dei soldi falsi ad un’ amica che si chiama Poggi Donatella. Pera non diceva nulla di Tuti latitante, ma diceva di avere armi, neanche Giovannoli parlava di Tuti, e soltanto anni dopo, non prima dell’ estate 1977 tornando una sera da una cena a casa di Bacci a Coreglia, Tomei un po’ bevuto disse che aveva passato guai per altri che gli avevano suonato il campanello la mattina alle sei, Pera e Tuti che non sapevano che fare e Tuti aveva passato la frontiera con al collo un fazzoletto da partigiano.

Adr: quando Pera non sapeva che fare dei 50 kg. di esplosivo lui non mi disse ne’ io chiesi altro.

Adr: Pera non lo vedo da tempo, Affatigato quando uscì dal carcere gli feci una visita di cortesia, Tomei l’ ho visto a Massa per atti processuali comuni.

Adr: Giannelli era in grande intimità con Affatigato e lo andava a trovare in Corsica, quando era latitante. Questa estate correva voce che Affatigato voleva rifare un gruppo con Giannelli e Priami.

Adr: prima dello scioglimento Ordine Nuovo a Lucca era formato da Affatigato, Tomei, Rovai, Nencioni, Piazza, Menesini, Bimbi, Grubissa, Bianchi Giovanni, prof. Petriccione, Baborski, Ercolini, dopo lo scioglimento li ricordo in piazza s. Michele vendere Anno Zero, che era anche nelle edicole e c’ erano Nencioni ed Affatigato, sui muri apparvero scritte – noi scioglieremo loro – e fecero un volantinaggio ma non ricordo il testo. Sopra Farneta, Tomei organizzo’ una cena cui invito’ tutti gli anticomunisti fra cui persone di centro e persone di destra come Bedini Alessandro che ha molto frequentato il Pera dopo che era uscito dal carcere. Questa cena avvenne dopo che Tomei uscì dal carcere.

Adr: l’anno scorso per atti giudiziari, in comune fui a massa con Tomei, Tomei mi disse che Giannelli diceva che Tomei, Buoiano, Arrigoni non c’ entravano e che lo stesso Affatigato si era strabordato rispetto ai desideri di Giannelli. Usciti dal tribunale andai con Tomei a pranzo da amici suoi, la padrona di casa si chiamava Dorella o Donella e disse a Tomei che si era fatto vivo un gruppo che forse era quello di Padova che prima si era disperso, Tomei gli disse di stare attenta.

Adr: nel 1974 erano anche anni strani, e Affatigato era anche un personaggio, proponeva acquisto di pistole, come fece con Giannelli.

Adr: mi pare che nel processo di Massa, ci sia un volantino firmato Repubblica del sud o qualcosa del genere, per cui a suo tempo mi avevano chiamato i carabinieri di Lucca, il quale volantino a massa mi sembra sia stato attribuito a Baborski.

Adr: chiestomi dal GI, di un volantino Brigate Popolari Ordine Nuovo lo ricordo vagamente. Sui muri c’ erano scritte di Ordine Nuovo Voce Popolare.

Adr: uno o due anni fa riparlai con Pera dell’esplosivo a Ripafratta e gli chiesi chi lo sapeva oltre noi: Pera rispose che oltre a noi due lo sapeva solo un altro che non parlerà mai perché se parla fa la fine dell’infame tipo il Mennucci.
Se parlo io, disse Pera, sono guai perche’ sono fuori dal giro da anni, ma conoscenze ne ho ancora. A Ripafratta, l’esplosivo era nascosto bene, in un cunicolo sotterraneo, dentro una buca ricoperto da un giornale con sopra messa della terra. Io so che nel 1976 a Pistoia, Pera vedeva Grassi che è di Montecatini e Carrara Sergio e a Firenze il Tarchi, ma queste erano conoscenze piu’ che altro di partito. Mi pare che di Carmassi, di Massa, ne abbiano parlato o Tomei o Pera o Affatigato. Nel 1977 con Affatigato andai a Benevento al Campo Hobbit.

Adr: non ricordo che Giannelli avesse una macchina da scrivere, mentre ricordo che ce l’ aveva Battaglini. Di Battaglini era la ricetrasmittente che mi fu trovata nel 1975 perche’ me l’ aveva prestata Affatigato. Nel 1980 a trovare Affatigato a Nizza andarono da Lucca, Bacci e Collodi. Nel 1983 quando rividi Affatigato scarcerato, lui disse che sapeva che noi lo sospettavamo di collegamenti strani, ma invece questi collegamenti li aveva Tomei e lui ci avrebbe fatto vedere le prove dibattimentali. A Lucca al caffe’ Pult, da Graziani Paolo, seppi che Affatigato uscito di galera voleva rifare un gruppo e per questo aveva contattato Giannelli e Priami Luca detto Robi, successivamente dame richiesto Giannelli lo confermo’ e io gli dissi di stare attento.

Adr: nel 1974 a Lucca, Lotta di Popolo erano Bacci, Arrigoni e Giannelli. Dalla torre delle ore lanciarono un volantino – ne’ fronte rosso ne’ reazione -. Il Bacci era un grande ammiratore di Peron.

Adr: subito dopo gli attentati del 75 a Lucca, la polizia mi prelevò a casa la sera tardi, e in questura il dr Agostino mi mostro’ un pezzo di ferro che era un tubo contorto: io dissi che non lo riconoscevo, invece sapevo benissimo che quel tubo me ne ricordava un altro. Difatti giorni prima, Pera me ne aveva mostrato un altro e mi aveva detto che bastava accendere la miccia che sporgeva e poi c’ era un minuto per dileguarsi. Pera mi disse che se volevo entrare nell’ organizzazione dovevo buttare un tubo nello scantinato delle pptt, perche’ cosi’ si faceva un discorso per staccare la gente dalle istituzioni, in sostanza poi, secondo Pera, buttando il tubo mi sarei talmente compromesso da non poterne piu’ parlare con nessuno. Io rifiutai perche’ non volevo avere niente a che fare con gli attentati. In questura quando andai da D’Agostino trovai Affatigato che era stato bloccato mentre tornava a casa da giocare a ping pong, e comunque aveva una racchetta da ping pong o qualcosa in mano.

Adr: effettivamente io sono molto allarmato dal fatto che Affatigato mi ha chiamato in causa per un volantino per cui non c’entro nulla.
Non vorrei che dopo Affatigato mi infilasse in qualcosa di ancora piu’ grave alla quale io sono completamente estraneo. Ricordo che nell’estate del 1974 vicino al Caffe’ delle Mura che trovammo chiuso per turno, e si era in giugno o in luglio, a me, Collodi Mario e Marchi Lelio Affatigato propose di entrare in Ordine Nero, io, Collodi e Marchi facevamo parte del FdG, Affatigato chiese se non ci garbasse fare qualcosa in piu’ e di entrare in Ordine Nero, questo discorso fu fatto sicuramente prima dell’attentato all’Italicus, si parlava di Ordine Nero e si diceva o meglio si discuteva se fossero dei pazzi o pilotati, Affatigato rispose che invece Ordine Nero esisteva, era una realta’, era Ordine Nuovo entrato in clandestinità. Fu un discorso serio e capii senza dubbi che Affatigato faceva parte di Ordine Nero. Noi tre rispondemmo di no alle sue proposte.

Adr: dopo che aiutai Pera a nascondere i 50 kg. Di esplosivo, mi pare fossimo in v. Fillungo, io chiesi a Pera se c’ entrava ordine nero, ma Pera mi disse che Affatigato era un’ altra organizzazione, il GI ha capito male le mie parole perche’ io ho detto: Pera parlava di un’ organizzazione ed io gli chiesi se era quella di Affatigato, ma Pera rispose di no e che era un’ altra organizzazione, quella di Affatigato.

Adr: chiestomi dal GI, se non vi fosse un gruppo che curava dimettere in bella forma i volantini, io rispondo che non lo so ma che capaci di scrivere bene l’italiano c’erano Baborski, Battaglini e Giannelli.

A questo punto il GI invita l’imputato a non rivelare il contenuto dell’interrogatorio a nessuno se non al proprio difensore.

L’ imputato chiede la liberta’ provvisoria o gli arresti domiciliari.

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