“Fioravanti uccise Mattarella” – “La Repubblica” 1.5.1992

L’ estremista di destra Giusva Fioravanti avrebbe ricevuto a Roma l’ incarico di uccidere il presidente della Regione Piersanti Mattarella. Lo ha ribadito ieri nell’ aula bunker dell’ Ucciardone il “massacratore del Circeo”, Angelo Izzo, condannato all’ ergastolo per quel delitto, e che da anni collabora con i giudici che conducono le inchieste sulle stragi della stazione di Bologna e dell’ Italicus. A confidarglielo sarebbe stato lo stesso Fioravanti durante un incontro in carcere. “Giusva Fioravanti non mi ha detto da chi ricevette l’ incarico – ha dichiarato Izzo – ma mi fece intendere che proveniva dall’ ambiente massonico, affaristico, politico anche democristiano, collegato con la banda della Magliana”. Izzo nel processo per i “delitti politici” (le uccisioni del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, del consigliere dc Michele Reina e del segretario regionale del Pci Pio La Torre) è accusato di calunnia aggravata nei confronti del defunto eurodeputato Salvo Lima, assassinato il 13 marzo scorso.

Piersantimattarella

Secondo l’ accusa, Izzo sarebbe il “suggeritore” del pentito catanese Giuseppe Pellegriti che indicò in Salvo Lima il mandante del delitto Mattarella. Nel respingere questa accusa Izzo dice: “Se avessi voluto ‘ carognare’ Lima o altri perché mi sarei dovuto servire di Pellegriti?”. Lo stesso ha poi sostenuto che Fioravanti gli fornì tanti e tali particolari sull’ omicidio Mattarella “che soltanto chi aveva materialmente compiuto il delitto poteva conoscere”. “Fioravanti nel nostro ambiente era considerato il killer della P2 e si incontrava spesso con Licio Gelli – ha aggiunto Izzo – e mi disse che per uccidere il presidente della Regione si servì dell’ appoggio della mafia che avrebbe poi dovuto aiutarlo per far evadere dal carcere Pierluigi Concutelli”. E la responsabilità di Fioravanti nell’ omicidio, secondo Izzo, gli fu confermata dallo stesso Pierluigi Concutelli “il quale mi disse che la mafia per uccidere il presidente della Regione si era servita di manovalanza, e cioè di Giusva Fioravanti. Concutelli aggiunse – ha proseguito Izzo – che il mandande dell’ omicidio era il boss Stefano Bontade, che era anche massone”. Dell’ esecuzione materiale del delitto, oltre a Fioravanti è imputato anche l’ altro estremista di destra Gilberto Cavallini: tutti e due, secondo l’ accusa, furono utilizzati dalla “cupola” di Cosa Nostra, Michele Greco, Totò Riina, Fernando Provenzano, Pippo Calò ed altri boss, che avrebbero decretato l’ eliminazione di Piersanti Mattarella. Ma nessuno degli imputati dopo quattro udienze, ha mai messo piede nell’ aula bunker. Ad assistere all’ interrogatorio di Izzo soltanto una pattuglia di avvocati che vi torneranno martedì 12 maggio quando sarà ascoltato il pentito catanese Giuseppe Pellegriti.

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