Conversazione registrata tra Salvini, Benedetti, Serravalle e Galardi – giugno 1975 – 1 parte

Benedetti-Io dico, queste esigenze c’erano anche cinque anni fa ed è pro­prio su una piattaforma, di questo tipo che ha visto delle posi­zioni, divergenti, che era ritenuta logica fra noi. Noi ne abbiamo fatto una questione di carattere anche ideologico, massonico che però aveva ovviamente del riflessi politici, Non c’è dubbio per­ché hai ragione, Galardi, quando dici che c’è un legame, c’è un collegamento, c’è una situazione che si riflette da un piano all’altro. Ora, io dico, è un discorso quello che tu fai oggi che modesta­mente facevo, cinque anni fa, anche perché ritenevo che ci fossero i pericoli allora come ci, sono oggi, perché quando il pericolo si matura, si verifica, non è mai il frutto di un’improvvisazione è sempre il risultato di una evoluzione più o meno lunga. Però tu hai fatto una politica completamente opposta, completamente….

Salvini- Tu vuoi, fare della dialettica.

Benedetti-No, no, io voglio riferire le cose.

Salvini- Al fronte ci sono stato, il pericolo era cinque anni fa più di ora.

Benedetti-Quando cinque anni fa c’era questo pericolo abbiamo scelto una strada che era negativa perché se si fosse realizzato quel peri­colo cinque anni fa noi saremmo stati complici di quella realiz­zazione e probabilmente ci saremmo adeguati a quella… al risul­tato che ne sarebbe scaturito. Quando noi si sosteneva che non pos­siamo fare discriminanti fra dispotismi, o tra dittature perché cattivo è l’insegnamento della Chiesa che fa tra i due mali si sceglie il minore. I due mali si evitano entrambi, ché non c’è una graduazione del male. Il male è sempre male, almeno sul piano etico. Siccome noi siamo anche un organismo a sfondo per gran parte etico, questa distinzione avremmo dovuta sempre averla presente.
Tant’è che oggi la situazione, da quel che risulta, a parte quello che la stampa ha pubblicato più o meno fondato, non lo so eccete­ra, nella istituzione noi abbiamo l’aspetto più delicato dell’organismo che fa tutt’altro che persone democratiche.

Salvini- E’ risolto il problema. Qui forse sei rimasto un po’ fuori.

Benedetti-E’ risolto con il venerabilato.

Salvini- No, no, non so se hai visto gli ultimi atti del Grande Oriente.

Benedetti-Ho avuto l’ultima balaustra.

Salvini- No la balaustra, la circolare.

Benedetti-Questa qui dove c’è il fac-simile di… tessera: “Nell’ipotesi generale dell’appartenenza ad un’unione coperta di fratelli che non risultano nell’elenco del Grande Oriente e in quello personale riservato al Gran Maestro, si ricorda che sono considerati fratelli solo coloro i quali sono in possesso dei seguenti do­cumenti: tessera del Grande Oriente”.

Salvini- No, no.

Benedetti-I fratelli possessori di quest’ultimo documento sono riservati al Gran Maestro…
Però dammi un chiarimento: è vero come è vero che Gelli in questo momento è maestro venerabile di una P2 che non esiste più soltanto verbalmente ma che nei fatti esiste ancora perché munita di regolare sede a Roma?

Salvini- No, sono fratelli solo, quelli oggi che hanno la tessera distribuita dalle logge o quella riservata al Gran Maestro.

Serravalle-Cioè sarebbe quella della P.

Salvini- No, fratelli riservati al Gran Maestro.

Serravaile-Una tessera insomma differente dall’altra.

Salvini- Sì, ma sono riservati al Gran Maestro. Un certificato. “Certifico che Serravalle Alberto è membro del Grande Oriente d’Italia ed è stato iniziato al grado di… Questi non fanno parte di nessuna loggia.

Serravalle-Ho capito.

Salvini- Fanno parte soltanto del Grande Oriente come fratelli riservati del Gran Maestro. La loggia P2 non si chiama più P2, si chiama col suo vecchio nome: Loggia Propaganda Massonica N 2 all’Oriente di Roma, come la Concordia è numero 110.

Benedetti-Va bene, non è il nome che conta, è la sostanza.

Salvini- La Loggia è composta di otto fratelli. In una fase ancora di­plomatica, (certo a buttare una bomba atomica non ci vuol nien­te a farlo, ma le conseguenze delle bombe atomiche…), noi dicem­mo: “Guarda, Gelli, non ti permettiamo più questa situazione, però forma una loggia normale, scegli otto fratelli per fare la Loggia normale”.

Benedetti-Quindi possiamo andare come visitatori in quella loggia. E se non ce lo consentono?

Salvini- Eh, no. Vi buttano fuori. Siccome vi disse Bricchi che la Loggia non era giudicabile perché sui generis, il Gran Maestro del Mae­stro Venerabile non era giudicabile, ora questa loggia è giudica­bile da codesto grado.

Benedetti-Partecipano ad una votazione di collegio?

Salvini- Per il momento non hanno partecipato, però la Corte Centrale ha deciso di farli partecipare. Non credo che Gelli, e lo dimostra l’ultimo Panorama, sottostia per rimontare le cose da parte di lui. Lo dimostra l’ultimo Panorama, lo dimostra la circolare numero 5 in cui il 26 maggio avevano scritto che avevo perso le elezioni circoscrizionali, Io posso perdere tutti i collegi cir­coscrizionali, ma le prime elezioni, sono avvenute il 7 luglio, quindi la lettera porta la data del 26 maggio.

Benedetti-Chi è che fa quella circolare, cioè con il numero 1,2,3…?

Salvini- Gelli.

Benedetti-Io non l’ho mai ricevuta.

Salvini- Un confidente della Massoneria non è perché non avrebbe fatto una cosa..

Benedetti -Ce ne hai tanti intorno che non sono confidenti della Masso­neria.

Salvini- Quindi non sottostà e allora me la sto dando con lui. Perché faccio questo? Per ma personalmente? Io sono un libero cittadi­no, non sono amministratore di società privata. Perché lui mi­naccia per esempio di pubblicare Un elenco molto folto di mas­soni.

Benedetti-Siamo ricattati. Questo lo sapevo. Scusa, Lino, questo ricatto lo potrà sempre fare, per cui non ci potremo mai liberare.

Salvini- Lui ha fatto riferimento in quel suo discorso politico nella fase finale. Il fatto c’è.

Benedetti -E solo quello?

Salvini- Non sono amministratore, non conosco nessun amministratore, non ho fatto l’assessore, non ho fatto il presidente nella commis­sione di liceo. Sono Lino Salvini. Tutto al più posso essere re­sponsabile di falso, se domani mirassi al possesso della Massoneria italiana.

Serravalle-Lui dice di avere in mano un decreto tuo che si riserva nei prossimi giorni  di far vedere a tutta l’Italia, non so con qua­le forma, con quale sistema, se può essere la stampa, una circo­lare anonima. Cos’è questo decreto tuo che avrebbe in mano lui?

Salvini- Lui ha un decreto solo la ricostituzione della Loggia Propaganda massonica n. 2 all’Oriente di Roma con il seguente piè di lista. Si riferisce a un tempo in cui l’ho esentato a parte­cipare a quel Venerabilato. Questo io ritengo. Ho nominato come consigliere ispettore Gamberini.

Benedetti-Chi?

Salvini- Gamberini. Che devo fare? Ho tentato di salvare la Massoneria. Lui prese quattro voti di Piazza del Gesù di cui uno il tuo.

Benedetti-Non c’è dubbio che la massoneria avesse bisogno di una vitalizzazione  soprattutto sul piano organizzativo, però il quesito è un altro. A un certo momento è preferibile avere una Massoneria disorganizzata ma che resta ferma su suoi principi o una Masso­neria che, pur organizzata, di questa organizzazione nessuno ne dubita, che però ha abbandonato la sua tradizione, e i cuoi principi ed è arrivata a delle collusioni politiche che di mas­sonico non hanno assolutamente niente e soprattutto è arrivata ad un rovesciamento di quello che dovrebbe essere il suo compito anche attualmente fino al punto che con la scusa che non si fa né politica né religione in realtà si è fatto politica e si e fatto religione nel senso che lo considero negativo, fi­no al punto di tradire le aspettative di quella che è la col­lettività massonica per esempio sul piano del referendum sul di­vorzio dove noi non abbiamo dato nessuna indicazione che inve­ce avevamo il dovere di fornire anche perché precedentemente avevamo infestato l’Italia di manifesti assumendoci la pater­nità di questo divorzio?
Allora ad un certo momento quando il figlio corre il rischio di essere soppresso o di estinguersi, il padre lo difende nella forma dovuta, nella maniera dovuta.
Qui invece ha prevalso un’impostazione che direi di matrice gamberiniana, che Gamberini non ha avuto il coraggio personale di realizzare. Ha trovato Salvini che lo ha realizzato non cer­to per soddisfare Gamberini, sicuramente per ottenere altri risultati. Però oggi noi abbiamo una Massoneria organizzata ma una Massoneria smobilitata completamente sul piano ideologico, e allora non serviamo a niente. Si prevedeva che il referendum fosse negativo e lo prevedevano tutti i partiti.

Salvini- No, no, no.

Benedetti-Io ho memoria forte e mi ricordo, e Salvini, se lo dovrebbe ricordare, che Salvini inizialmente non volle prendere posizione, per­ché Forlani gli aveva garantito che il referendum non ci sareb­be stato. E successivamente pur essendo venuta meno questa garanzia di Forlani, però i legami, e certamente non mi aspetto che mi si dia ragione, i legami che sono intervenuti con la Democrazia Cristiana e con la Chiesa Cattolica ci hanno messo nella condizione di non potere. Comunque se non è vero io potrò darne le dimostrazioni a tempo debito.

Salvini- Io, nell’ultimo colloquio con Fanfani…

Benedetti-Io vorrei che Salvini mi spiegasse il significato di que­sta balaustra ultima che ha fatto, soprattutto, nella conclu­sione di questa ultima balaustra con la quale si richiama una norma della Costituzione dell’Anderson che erroneamen­te viene chiamata Landmark. Non è un Landmark, è una norma del­la Costituzione di Anderson. Se è stata riportata questa norma, vuol dire che c’era un motivo per riportarla. Vorrei sapere il motivo, di questa balaustra.

Salvini- Era esoterica.

Benedetti-Esoterica questa, scusa? Questa non è esoterica, questa è una norma costituzionale. “Un, massone è un pacifico suddito, ovun­que egli riceve un lavoro non deve essere mai coinvolto in complotti, cospirazioni contro la pace e l’interesse della na­zione, né condursi indebitamente verso il magistrato. Però se un fratello divenisse un ribelle contro lo Stato, egli non de­ve essere favorito nella sua ribellione ma piuttosto… Ma se nel tempo possa sconfessare la sua ribellione e non dar om­bra o base della sua gelosia politica, egli non può venire espulso dalla loggia e il suo vincolo rimane”. A parte che questa è una norma che ha fatto il suo tempo storico, perché era una norma che valeva quando i regimi erano dispotici, paternalistici eccetera. Per cui se uno si ribellava specialmente la Massoneria non lo poteva condividere però sotto sotto lo condivideva per­ché perseguiva un regime, democratico di libertà.
Oggi invece che esista un regime democratico, di libertà, si cospira contro il regime democratico di libertà e quindi si cospira contro la Massoneria perché nella sua costituzione c’è scritto che la Massoneria propugna il regima democratico, per cui non so quan­to valida possa essere ancora questa norma se non come ricor­do storico di una evoluzione istituzionale. Di esoterico, Salvini, non c’è niente. Ma come mai hai sentito la necessità di richia­mare questa norma, di fare questa balaustra? Perché questa balau­stra si spiega in una unica maniera, a parte, il riferimento al leader dell’estrema destra che sarebbe un nostro fratello che, se è quello che dico io, indubbiamente non puoi….

Salvini- Non può essere.

Benedetti-Io qui ho Birindelli. Quindi Birindelli l’uomo di destra.

Salvini- No.

Benedetti-Dico, dopo tutto quello che è stato pubblicato sulla stampa i nomi, cognomi di appartenenti a partiti che sono stati coinvolti in questo moto cospiratorio, questo è come direi: sì, ammesso che ci siano stati dei fratelli che hanno cospirato, però noi dobbia­mo sempre considerarli fratelli pur non condividendo la loro condotta. Però, fatto strano, io vorrei avere da te elementi su questa cospirazione di fratelli, anche perché so che la cosa era tanto seria, appunto che il magistrato romano ti ha interrogato.

Salvini- No.

Benedetti-Non dire di no, Salvini, perché…

Salvini- No, ti giuro, Io son qui in veste di amicizia. Io ti giu­ro che non conosco il giudice Fiore. Io a Roma non sono stato mai chiamato da nessun magistrato fuori che per un mio inci­dente automobilistico. Io conosco tanti magistrati con i qua­li vado a cena, ma non conosco questo magistrato.

Benedetti-Ma lascia stare Fiore sarà un altro.

Salvini- No, nessuno.

Benedetti-Nessuno ti ha mai interrogato a proposito di questi fatti eversivi?

Salvini- No, no, nessuno.

Serravalle-Ti conveniva smentirlo.

Salvini- Non riesce neanche Leone a pubblicare smentite su Panorama.

Benedetti – Non è vero.

Salvini- Non riesce neanche a Leone.

Benedetti-La tua smentita non è arrivata a Panorama.

Salvini-Come no? Ho ricevuto la raccomandata di ritorno.

Benedetti-Allora potevi obbligarli: C’è una legge sulla stampa. Li denunciavi se non ti pubblicano la smentita. Questi non riguardano fatti interni della Massoneria. Guarda che a me risulta anche che alla sede della P2, in via Cosenza, si tenevano contempora­neamente due riunioni. In una lavori normali, di là si trattava problemi di reazione. Eri presente anche tu.

Salvini- No, no, no. Mai. Puoi imputare di tutto a me, ma che io sia ever­sivo no.

Benedetti-Io non ti dico che tu sia eversivo, ti dico che tu conoscevi la storia.

Salvini – No, no,

Benedetti-Ma tu sei stato interrogato proprio perché…

Salvini- Non sono stato interrogato, cazzo. Chiamiamo questo magistrato Fiore, chiamiamolo al telefono. Domandiamo: sei stato mai con Salvini? Io non sono stato mai interrogato da nessuno.

Benedetti-Addirittura che tu hai fatto il nome di Miceli, di Mino, di Rosseti, insomma di tanti altri di cui… Guarda che si dice che sei stato accompagnato dall’avvocato Sotgiu,

Salvini- Ma è non vero, non è vero.

Benedetti-Allora tu smentisci anche il tuo avvocato. Sembrerebbe che non abbia smentito.

Salvini— No l’ha smentito il giornale. M’ha detto a me di non smentirlo.

Benedetti – ma sembrerebbe che tu non l’abbia smentito neanche ad interlo­cutori privati. Ora io capisco che l’avvocato non confermi un fatto se è vero ma lo smentisce se non vero. Se è vero può star zitto. Non dice né si né no.

Salvini- Io il giudice Fiore non lo conosco.

Benedetti-Se venisse fuori invece la prova contraria?

Salvini- Io ti assicuro dinanzi a cinque amici quanto siamo che il giudice Fiore non lo, conosco. Tutti contro di me, i giornalisti, le carognate, nessuno mi difende.

Benedetti-Ho bisognò di un chiarimento, posso chiederti un chiarimento?

Sull’esistenza di numerosi fratelli che sono stati o in galera o sono ancora fuggiaschi cioè latitanti. E’ inutile che ti faccia i nomi. Quelli pubblicati dai giornali.

Salvini- In galera, Miceli è stato in galera.

Benedetti-Non dirmi, che non li conosci.

Salvini-Questa stampa disse: il Gran Maestro, va dal maestro verde. Era un generale a quattro stelle accompagnato da Galardi. Ti porta­no un generale a quattro stelle che ha un’importanza di un cer­to ruolo che ti dice voglio entrare in Massoneria.  Tu gli fai il discorso dell’umiltà, della tolleranza, della benevolenza e accetta.

Benedetti-Sì, Salvini, ma non c’era soltanto Miceli. C’era Ricci, quello del­la forestale; c’era quello della finanza di cui ora mi sfugge il nome. Stando ai giornali, c’era Rosseti.

Salvini- Ah Rosseti sì, ma Rosseti è antifascista,

Benedetti-Non so, ma i giocali hanno parlato di un capo partigiano d’accordo con Miceli.

Salvini- No , non è vero.

 

Atti commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 vol 6 tomo 4.

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