Conversazione registrata tra Salvini, Benedetti, Serravalle e Galardi – giugno 1975 – 2 parte

Benedetti- I giornali ne hanno parlato. Poi, lo hanno smentito eccetera. Ma come spieghi tu l’incongruenza in gruppo…

Salvini- Mino, il generale Mino non è stato mai in galera, non è fratello, Birindelli quando venne accompagnato da noi da Galardi, da Serravalle era; comandante di Stato Maggiore della Nato. Persona rispettata. Poi gli altri personaggi hanno fatto i nomi, per questo ho fatto quella circolare, non ci sono. Perché hanno fatto molti nomi.

Benedetti-Mi spieghi allora un’altra cosa perché il Sid ha perquisito la sede della P quando era in via Cosenza? Smentisci troppe cose.

Salvini- Io alla P era due anni che non ci andavo.

Benedetti-Ora dì che non lo sai, non dire che non è vero.

Salvini- Caso mai dirò che non lo so, ma no che ho trovato la porta rotta.

Benedetti-Sono entrati dall’interno. Ora è evidente che se il Sid fa delle perquisizioni vuol dire che ha raccolto elementi.

Salvini- In quel momento, se tu rammenti, il capo del Sid era Miceli.

Benedetti-Era in galera.

Salvini- No, quando fecero; la botta no.

Benedetti-Stavo parlando quando sono, passati da dietro.

Salvini- Io conosco anche Maletti, non conosco solo Miceli. Conosco Malet­ti, conosco La Bruna, conosco tutti i personaggi, perché se tu fai il Gran Maestro un giorno…

Benedetti-Io non farò mai il Gran Maestro.

Salvini- C’è l’ambasciatore dell’Uganda, “Scusi, ma con l’Uganda non voglio parlare?”.

Benedetti-Come mai il Sid ha fatto questa perquisizione?

Salvini- Non lo so se l’ha fatta, sto dicendo, ma noi abbiamo da Rosseti che sia stata fatta questa perquisizione.

Benedetti-Che necessità c’era; la P di avere gli schedari segreti?

Salvini- Miei o di Gelli?

Benedetti-Non lo so, alla P.

Serravalle – Ma, Lino, quando si parla della P. noi ci riferiamo a te, non ci possiamo mica riferire a Gelli.

Benedetti-Gelli per noi non rappresenta niente.

Serravalle-E’ un covo di serpi. Con questo non voglio generalizzare per­ché ci possono essere anche delle persone per bene indubbiamente. Gli elenchi di Gelli dopo che lo hai fatto venerabile, gli elenchi reali.

Salvini- Che siano reali non m’interessa, sono fratelli, che hanno la loro tessera.

Benedetti-E tutti quelli che Gelli inizia?

Serravalle-Che avevano l’altra tessera?

Salvini- Non della Massoneria. Allora io ti nego che quelli sono fratelli. Sono fratelli solo quelli che hanno la tessera massonica. Ci so­nò quelli del tempio da Gelli, d’accordo, ma non sono fratelli. O che volete insistere perché Birindelli ci andrebbe?

Benedetti-E le collusioni che ancora persistono tra te Fanfani e Forlani?

Salvini- Io non vedo Fanfani…

Benedetti-Non dire “lo vedo”, non: essere abile quando rispondi.

Salvini- L’ultima volta che vidi Fanfani fu in occasione del referendum, eravamo vecchi amici, dissi: “Presidente, (aveva fatto un discor­so che si preoccupava), Presidente guardi io non ho mica paura di perdere il referendum, ci sarà pure il vincitore, Se vinco troppo, le ripercussioni sono sulla Democrazia Cristiana, le ripercussioni sono sul lato della bilancia di tutto il Paese. Dico, noi siamo ancora in grado di sostituire la Democrazia Cristiana con un governo immorale? E lui mi disse: “Il Vaticano mi obbliga e io devo dimostrare a Paolo VI che il mondo non è tutto lui”. Sì ma questo è un tagliarsi i coglioni per il fatto che Fanfani fa come il detto toscano di tagliarsi i coglioni per far dispetto alla moglie. Gli unici rapporti che ho avuto con i democristiani nei tempi successivi al referendum è stato con Ruffini il segretario della direzione…

Galardi- Segretario personale, membro della direzione della D.C., o con Fanfani?

Salvini- Per ovvi motivi di esigenze nostre.

Benedetti-E Forlani?

Salvini- Mai discorso. L’ho visto solamente quando lui disse che era meglio non fare il referendum ed il bastone dopo andò a firmare.

Benedetti-Beh, questo è cinque anni fa.

Salvini- Beh, alquanto più.

Benedetti-E dei fascisti che avevamo incamerato che ne è successo? Sono ancora dentro?

Saivini- Nessuno di quelli…

Benedetti-Tanto è vero che andavate orgogliosi anche di aver fatto no­tificare a Lissen quell’articolo del suo statuto che prevedeva l’incompatibilità dell’appartenenza al Mis. L’avete avuto un po’ tutti perché l’avete anche sbandierato. Comunque non voglio far processi. Sono qui a chiedere chiarimenti e basta. Tu ricordi, c’era quella famosa incompatibilità dello statuto del Mis fra l’appartenenza alla Massoneria e l’appartenenza al Mis e poi qualcuno andava orgoglioso che a un certo congresso il Mis aveva abolito questa incompatibilità. Comunque da quel momento le logge soprattutto la P, si riempirono.

Salvini- Caradonna era nella P. di Piazza del Gesù ma non è passato nell’unificazione.

Benedetti-Comunque avevi anche un Grande Oratore aggiunto in Giunta che ti voleva portare tutti quelli di Europa Civiltà dentro. Que­sto non lo dimenticherai. Quindi vuol dire che contatti con questo mondo esistevano.

Salvini- Non ti sforzare in una tesi che dimostra…

Benedetti-No, no, tu  hai fatto una politica spregiudicata fregandoti di quella, che potesse essere la convinzione massonica che era im­prontata a libertà democrazia, eccetera. Questo intendo dire. Io non dico che tu sia fascista. Se andiamo sul piano ideologico allora per esempio ti ; hanno; attribuito delle frasi che io spero tu non abbia mai pronunciato in quell’intervista al Mondo (mi pare) dove dicevi “Fateci parlare con gli operai e sparirà il comunismo”. Ora, ecco, io non credo che sparisca perché è un’aspirazione umana. Potrà sparire il partito comunista, ma non certamente il comunismo. Ora tu sei un Gran Maestro e quindi un’espressione del genere non dovrebbe sfuggirti mai. A parte che anche: la discriminazione che tu hai fatto fra comunisti e gli altri la discriminazione, se si deve fare, si deve fare fra dittature, tra dispotismi. Cioè la discriminazione nel senso che noi… Il problema è un altro, non è questione che venga, tizio o caio… E’ che mentre per noi son tutti uguali i partiti secondo una certa tesi (per me non vero che siano tutti uguali), io credo che Democrazia Cristiana, Fascismo e Comunismo, finché il darà quel germe, vanno discriminati tutti. Noi non l’abbiamo fatto né nei confronti della Democrazia Cristiana né nei confronti dei fascisti. L’abbiamo fatto solo nei confronti dei comunisti e abbiamo tenuto a mettere in evidenza questo nostro anticomunismo viscerale.

Salvini- Perché noi non ci siamo mai entrati. Se noi c’entrassimo, lo con­trollassimo, sarebbe il partito di centro.

Serravalle-Se loro entrassero in massa ci sfasciano.

Salvini- Ah, in linea teorica.

Benedetti-Ma mi dici un’altra cosa, Salvini? Tu lo sai chi ha fornito a Giuffrida gli elementi per fare quell’attacco in Gran Loggia?

Salvini- SÌ.

Benedetti-Io sai chi è?

Salvini- Sì.

Benedetti-Chi e?

Salvini- Gelli.

Benedetti-Perché te lo sei, ripreso?

Salvini- Come ripreso. Io non l’ho ripreso.

Benedetti-Come non l’hai ripreso. L’avete allontanato dalla P.

Salvini- Avvocato, mi domandi se sai, che so? o mi domandi se ho le prove?

Benedetti-No, io ti ho domandato se sai chi è.

Salvini- So chi è ma non posso fare una causa contro chi non ho le prove.

Benedetti-No, quella è un’altra questione. Tu sai che è Gelli e io ti confermo che è Gelli. Principalmente lo possono confermare gli altri ma visto che lo sai da te non hai bisogno che te lo confermi. Però questo Gelli che avevi allontanato…

Salvini- Non l’ho ripreso.

Benedetti- Scusami tanto, Salvini, tu metti sotto processo un Bellantonio perché ha scritto una lettera ai fratelli della Comunione; e un Gelli che fornisce notizie stampa, sputtanando la Massoneria? Perché per esempio il riferimento di quella lettera che tu  gli hai inviato: “mi sei simpatico ma ti congedo”, non può averlo detto che Gelli. Chi l’ha ricevuta la lettera? L’ha ricevuta Gelli, quindi vuol dire Gelli a Panorama ha riferito delle cose che avrebbe dovuto… E perché non metti sotto processo anche Gelli?

Salvini- Nostre e preoccupazioni mie.

Serravalle – Non aver paura, vai diritto.

Salvini- I presidenti di collegio venivano tutti in coro. Il giorno in cui avrò fatto questo a me Gelli mi farà i dispetti ma non ho nessuna paura con la giustizia. Come fa a dimostrare, dovrà dimostrare che ho commesso un’infamia, dovrà dimostrare che gli ho mandato delle persone, quindi non ho paura.

Benedetti – Salvini, mi consenti una cosa? hai buttato fuori un Melchionda che è un gentiluomo, hai buttato fuori un Del Corona, che è un gentiluomo, hai censurato solennemente un Accornero e, parliamoci chiaro, con una procedura che in un paese civile fa semplicemente obbrobrio; se fosse successo nello Stato italiano davanti alla magistratura ordinaria quello che è successo davanti alle corti massoniche ci sarebbe da far scoppiare una rivoluzione in due giorni. Prima di tutto io ero difensore di qualcuno e non sono mai stato avvertito che veniva fatto un processo. Le corti sono sottoposte a te e fanno quello che dicevi tu, a parte che fanno presidente di corte chi è sottoposto a procedimento penale davanti al magistrato profano per dei reati piuttosto… come possa uno che deve intanto rispondere alla giustizia profana… Io non mi presento neanche in senso di disprezzo, perché o si va davanti a dei giudici che siano veramente… Vorrei poter parlare. Noi abbiamo sospeso, abbiamo buttato fuori della gente che era appena imputata di omicidio colposo ed abbiamo tenuto dentro invece della gente imputata di reati infamanti; comunque non è quello che m’interessa, m’interessa dirti una cosa: hai buttato fuori Bellantonio solo perché era tuo oppositore.

Salvini- No.

Benedetti-Sì, solo perché era tuo oppositore perché un gentiluomo come Del Corona tu non lo puoi trovare. Vi siete attaccati a di quelle segate per buttarlo fuori che fa vergogna, solo a ricordarle. E mi tieni un Gelli dentro? Se questa è la Massoneria, scusa a un certo momento c’è da domandarsi se non ci si fosse veramente attaccati, se proprio convenga restarci dentro.  Perché Gelli sotto processo mai? Ci ha sputtanato attraverso la stampa. Chi è quello che ha rivelato all’Espresso che tu hai l’onnipotenza perché arrivi da tutte le parti, hai le mani lunghe ed è giusto che tu lo abbia come Maestro, chi è che ha rivelato all’Espresso i segreti di quello che è avvenuto in Gran Loggia, addirittura comunicando anche l’esito delle votazioni? Qualcuno ha parlato, qualcuno ha parlato e allora chi?

Salvini- Non e facile.

Benedetti-Non è escluso che tu sai chi ha parlato. Io so che tu lo sai. A qualcuno hai detto di saperlo. Allora a questo punto io ti faccio una domanda: o tu lo sai e ne sei complice o, se no, sei stato tu.

Salvini- Io no.

Benedetti-Io posso faro tutte le deduzioni che voglio. D’altra parte non sono mai arrivati al punto di addirittura pubblicare sulla stampa un dibattito svoltosi in Gran Loggia con l’esito delle votazioni eccetera, con tono trionfalistico poi discriminatorio, accusando. Io non ho voluto rispondere perché ti avrei dato un pretesto per buttarmi sotto processo, ma quando tu in mala fede o qualcuno che ti sta intorno avete voluto confondere (quello stesso articolo) il Gelli con quest’altra opposizione che non ha niente a che fare con Gelli, e tu lo sai perfettamente, anzi forse uno dei motivi dell’opposizione è stato proprio l’esistenza di quel personaggio, a quel punto c’era da scrivere una lettera e precisare; ma siccome al mondo profano senza l’autorizzazione del Gran Maestro non si scrive, io sono stato ligio alle norme costituzionali e son passato per un gentiano. Questo non lo consento, abbi pazienza.

Galardi- Io ti voglio dire, se io oggi non sapevo tutto questo, quei discorsini che non dovevo sapere, li sento per la prima volta e devo tirare conclusione che è questa: la politica massonica ha avuto o aveva impostato in un modo diverso una tale importanza sfera nella collettività che se anche a una minoranza non an­dava bene ha creato i presupposti perché ci sia uno scontro interno e annulli la vera potenzialità perché la potenzialità interna di energia è assorbita.

Benedetti-E’ sbagliato, perché nessuno discute l’importanza della politica massonica. Sono stato tre anni in giunta, sono stato un isolato perché contrastavo certe impostazioni politiche che magari dovevano dare determinati frutti che altre impostazioni tradizionali non davano. Perché la questione Gelli l’abbiamo discussa in Giunta un’infinità di volte. A noi passò addirittura in Giunta che Gelli nel 1971 aveva tentato un colpo di Stato, la tornata successiva l’aveva smentito; una volta disse che era uno da mettere al bando perché era un bandito, la volta successiva l’aveva premiato, l’aveva elevato ad una carica insigne eccetera, eccetera.Il problema non è nuovo, esisteva cinque anni fa quando ancora non ne parlava Panorama.

Galardi- Sì, a parte che sapessi che Panorama ne parla.

Benedetti-Lo so, leggendo Panorama devo anche dire chi è la fonte perché se si riferiscono dei fatti privati vuol dire che la fonte è dal punto di vista del fatto privato.

Galardi- Sì, ma a parte quel che si scrive investe l’opinione così….

Benedetti-Non l’ha scritto solo Panorama, ha scritto l’Espresso, ABC.

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