Angelo Angeli – dichiarazioni 12.03.1986

Sono stato prosciolto in istruttoria nell’ambito del processo contro la Sam. In occasione di tale procedimento, tuttavia, confessai al dr Alessandrini due attentati da me commessi non rientrati negli attentati Sam. Si trattava di un attentato contro una sezione del Pci e di un attentato contro un’ auto di un esponente del Msi da me commessi a Milano negli anni 1970 1971. Sono stato inoltre condannato per ricostituzione del partito fascista, anzi sono stato prosciolto per tale reato e condannato per  detenzione e porto di armi.

Il GI a questo punto dispone darsi luogo all’ audizione dell’ Angeli nella forma della deposizione testimoniale.

– Ho militato nella Giovane Italia dal novembre del 1969 fino al febbraio del 1971. Allorche’ venni espulso da questa organizzazione. Subii poi un periodo di detenzione protrattosi fino al 1972 per gli attentati di cui ho parlato prima. Uscito dal carcere rimasi a Milano fino al 1974.

Nel marzo di quell’ anno mi rifugiai in svizzera poiche’ nel frattempo stava diventando definitiva la sentenza relativa ai due attentati con la quale ero stato condannato a 4 anni complessivi. In svizzera venni arrestato per reati comuni si trattava di un’ imputazione per violenza privata connessa ad un ‘ esportazione di valuta e trascorsi alcuni mesi in carcere alcuni mesi. Successivamente ancora, trovandomi in svizzera in liberta’ vigilata, presi alloggio in un albergo di Lugano e successivamente, sempre a Lugano, in un appartamento. Dalla Svizzera mi trasferii quindi i jugolslavia a Dubrovnik. Dalla Jugoslavia mi spostavo periodicamente in Grecia e rimasi in Jugoslavia ed in Grecia fino al 1975 allorquando, in Grecia venni arrestato.

azzierognoni

– Nei periodi di permanenza a Milano ho conosciuto e frequentato Rognoni, Esposti, Ferri, Zaffoni, Zani, Di Giovanni, D’Intino Vivirito, Battiston, Azzi ed Panzironi. Faccio presente, comunque che dopo che ebbi ammesso le mie responsabilita’ negli attentati da me commessi a Milano, i miei rapporti con queste persone si allentarono. Con Esposti, inoltre ci fu un’altra questione in quanto io ero stato inquisito proprio a causa del fatto che Esposti aveva fatto una relazione scritta su di me a tale Beretta, del Msi, il quale la passo’ all’ on Servello che, infine, la fece avere al generale Palumbo. In tale relazione mi accusava di attentati e di omicidio accidentalmente commesso da tale Caglio Giovanni in danno di Cesari Cesare.

– Ho conosciuto anche Danieletti il quale insieme a me frequentava la federazione del Msi di via Mancini o la sezione di Monforte.

– Danieletti frequentava anche la Giovane Italia.

– Non ho mai avuto occasione di vederlo assieme al Ferri, anche se e’ possibile che si conoscessero.

– Non ho mai conosciuto Ballan il quale apparteneva ad una generazione precedente alla mia. Ho conosciuto invece Gorla.

– Non mai frequentato il bar torti, frequentato da gente del Msi proprio perche’ ero stato espulso dal partito.

– Frequentavo in particolare d’ intino, anche perche’ abitava vicino a casa mia , ma soprattutto ero molto amico di Azzi. A proposito di Azzi faccio presente di essere stato anche in carcere assieme a lui dopo l’ attentato del treno Torino Genova. In questa occasione Azzi mi parlo’ dettagliatamente di questo attentato sotto il profilo tecnico.

– Non mi parlo’ invece del significato politico dell’ attentato stesso, ne’ del contesto in cui era inserito. Prendo atto che lei GI ritiene poco attendibile questa mia affermazione anche in relazione al fatto che ho ora affermato di aver sempre ritenuto la destra estranea agli attentati di tipo stragista. Insisto comunque a dire che Azzi non mi ha parlato dell’ attentato se non sotto il profilo tecnico.

– Ho conosciuto Gianni Nardi negli anni 1970 1971 in Milano ed una volta andai a trovarlo ad Ascoli piceno. In quella occasione conobbi un suo amico del posto, tale Beppe, il quale, come il Nardi, era appassionato di armi.

Ricordo che nella villa di Nardi vi erano molte armi e che ci addestrava ad usarle sparando contro il muro costruito proprio per questo scopo. Non conoscevo molto bene il Nardi che avevo incontrato a Milano solo poche volte, ma erano legati dalla comune amicizia con l’ Esposti. Potei apprezzare le capacita’ che aveva Nardi in fatto di armi e di esplosivi.

– Per quel che ne so il gruppo de “La Fenice” era costituito da Rognoni, Battiston (anche se non sono certo di quest’ ultimo) Azzi e da Marzorati. Ricordo poi un tale Cinzia della quale non ricordo il cognome che era amica del Rognoni.

– Non mi risultano rapporti tra il gruppo la fenice ed il regime dei colonnelli, ne me risultano traffici di armi tra la Grecia e l’ Italia.

esposti22

– Tra Nardi ed Esposti vi era un’amicizia quasi fraterna ed ideologicamente erano estremamente affini. Nardi ed Esposti facevano delle elucubrazioni in merito ad un colpo di stato, da loro visto con favore ispirato al precedente tentativo del principe Borghese ed al golpe dei colonnelli in Grecia. Non ho alcun elemento che possa suffragare i discorsi dell’ Esposti e del Nardi sul colpo di stato.

– Il Rognoni e l’ Esposti si conoscevano e si erano frequentati nell’ambito delle organizzazioni di partito. Non sono al corrente di eventuali rapporti piu’ stretti intercorrenti tra i due. I due comunque avevano caratteri diversi nel senso che Rognoni era soprattutto un ideologo mentre Esposti era un militarista ed era un ambiente dell’ azione. L’ Esposti non era tipo da fare attentati sui treni, mentre sarebbe stato senz’altro disponibile a colpire obbiettivi di tipo militare quali caserme od altro. Sia Esposti che Rognoni comunque in quei tempi perseguivano degli scopi di destabilizzazione.

Si da atto che alle ore 20 si allontanava il pm Dardani.

Tali scopi intendevano portali avanti anche attraverso l’uso di attentati, tuttavia non hanno mai fatto riferimento a stragi indiscriminatamente bensi’ ad attentati contro forza di polizia o contro caserme.

– Ho trascorso un periodo di detenzione anche assieme a Fumagalli e anch’ egli aveva in mente dei progetti di destabilizzazione. In particolare mi disse che il suo obbiettivo era costituire una banda armata operante i Valtellina, localita’ nella quale godeva di particolare stima e credito, e di organizzare la’ una sacca di resistenza capace di far fronte per qualche tempo agli attacchi delle forze dell’ ordine. Vedeva poi una prospettiva di evoluzione di tale progetto nell’ auspicato aiuto di personaggi quali Strauss o Picone Chiodo.

– Non so in quale modo Picone Chiodo potesse essere utile a Fumagalli, ne’ il Fumagalli mi ha detto quali rapporti avesse con Strauss. Il Fumagalli fece in proposito dei discorsi del discorsi del tuto generici.

– In Svizzera, a Lugano, ero a Lugano, ero assieme a Gianni Orsi, Attolini Giuseppe, Padovani Renato e Gaetano Mallo. A Lugano incontrai inoltre per caso Meli il quale aveva una casa in quella citta’ ed era amico del Battiston e del De Andreis. Credo incontrato in Svizzera ma so che si trovava a Basilea.

– Dalla svizzera mi trasferii in Jugoslavia grazie all’ interessamento del Mallo, che mi procuro’ un’ abitazione a Dubrovnik. Ci trasferimmo dalla svizzera a Dubrovnik io ed il Mallo sulla mia auto. Benardelli e Ferri proseguirono poi per la Grecia. In precedenza in Svizzera ero stati io ad organizzare l’intervista rilasciata dal Benardelli

Dal Benardelli ad alcuni giornalisti italiani. Lo feci per ottenere cosi’ del denaro, necessario per la nostra latitanza. Ritengo che quanto detto dal Benardelli nell’ intervista rilasciata a Macri’ corrisponda a verita’.

– Non ricordo di aver parlato col Benardelli della strage di Brescia.

– A Dubrovnik, pur non svelando la mia ideologia politica, entrai in contatto con oppositori del regime iugoslavo, ma con essi non ebbi alcun rapporto di tipo operativo.

– In Grecia abitai in una casa ad Atene. Frequentavo il Battiston ed ho visto alcune volte un tale “Albertone” di Rieti. Il mio permesso di soggiorno in Grecia scadeva ogni tre mesi ed ogni volta alla scadenza dovevo rientrare in Jugoslavia. Per ottenere il permesso di soggiorno definitivo mi arruolai nell’ esercito greco. Cosi’ avrei attenuto automaticamente la cittadinanza greca. Pur essendo stata accolta la mia domanda di arruolamento non venni utilizzato dall’ esercito greco in quanto la guerra con la Turchia che allora era prospettata non ebbe seguito.

– In Grecia non ho mai incontrato Massagrande, ne’ il Ferri, ne’ il Benardelli.

– Non ho avuto contatti con esponenti del gruppo 4 agosto.

– Per quanto ne’ so era la polizia militare ad occuparsi del controllo degli esuli greci in italia. Non so quali canali e quali mezzi utilizzassero per esercitare questo controllo.

– Non ho mai sentito parlare di campeggi paramilitari organizzati in Grecia da estremisti di destra italiani.

– Prendo visione di un appunto scritto da Esposti Giancarlo che viene allegato in copia a questo verbale. Tale appunto reca delle annotazioni fatte di mio pugno allorche’ venni interrogato in proposito dal gruppo Alessandrini.

Come puo’ notare allora contribuii all’ identificazione delle persone elencate. L’ appunto riporta un elenco di persone che Esposti riteneva disponibili ad un’ iniziativa di tipo eversivo. L’ asterisco indica il grado di capacita’ nell’ esecuzione di attentati. Il quadratino indica l’ attitudine ad eseguire attentati con l’ ausilio di una guida la stanghetta verticale indica la possibilita’ di acquisire armi le freccette contrapposte indicano la propensione o la capacita’ di intrattenere contatti con altri gruppi. Non so spiegare invece il senso del cerchietto anche se credo che stia ad indicare persone che devono essere ulteriormente studiate prima di essere utilizzate. Dico tutto questo sulla base della mia conoscenza della personalita’ dell’ Esposti e sulla base della conoscenza che ho delle persone menzionate sull’ elenco , ma naturalmente le spiegazioni che ho dato potrebbero essere inesatte. Era un passatempo di Esposti quello di fare appunti di questo tipo e puo’ ben essere che alcune delle sue indicazioni non corrispondano a delle effettive potenzialita’ delle persone elencate, ma siano frutto di semplici supposizioni dell’ Esposti.

– Il Davide B e’ senz’altro quel Beretta Davide che fu coinvolto anche nel processo a mio carico, nel corso del quale fu coinvolto anche nel processo a mio carico, nel corso del quale fu assolto per insufficienza di prove dal delitto di detenzione e porto d’ armi e materiale esplodente. Il Beretta aveva fatto parte della Repubblica sociale italiana ed e’ possibile che avesse disponibilità di armi risalenti al tempo della Rsi.

– Staiti Tommaso a quel tempo era deputato, era soltanto un amico di Esposti Giancarlo. So che e’ di famiglia benestante.

– Conoscevo lo Zani solo superficialmente e non so nulla di un suo eventuale coinvolgimento in attentati.

– Prendo visione di un album della Digos di Bologna recante, sino ad ora, numero 87 foto numerate progressivamente. Le nr 7 e le nr 8 raffigurano lo Zani; la 13 Ortenzi, cioe’ il Beppe da me incontrato a Ascoli; la 18 Danieletti, la 15 bernardelli, 24 Buonocore, la 25 Ferri, la 46 D’Intino la 45 Esposti, la 47 Vivirito, la 48 Di Giovanni, la 49 Battiston, la 50 Azzi. La 53 Nardi, la 64 e 65 Rognoni, la 70 Esposti, la 71 Vivirito o il D’Intino.

L’ ufficio da atto che le persone indicate dal teste con riferimento alle foto dal nr 7 al nr 70 qui menzionate corrispondono effettivamente alle persone indicate dal teste stesso e che la foto nr 71 raffigura il D’Intino. L’ufficio richiama l’attenzione del teste sulla foto nr 17 ed il teste, dopo averla attentamente esaminata dichiara che essa raffigura “Albertone” di Rieti.

Letto confermato sottoscritto.­

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