L’istruttoria Italicus bis – prima parte

L’ istruttoria formale è iniziata nel 1984, dopo che -già da due anni- il procedimento era rimasto in fase di istruzione sommaria presso la Procura della Repubblica di Bologna. Le indagini sono dunque durate complessivamente circa dodici anni.

In questo capitolo si vuole dar conto delle ragioni per cui l’istruttoria si è protratta per un tempo cosi lungo e del modo in cui detto tempo è stato utilizzato, mentre una più particolareggiata analisi delle singole direttrici di indagine verrà svolta nei successivi capitoli.

Era dunque in corso la fase dibattimentale del processo contro TUTI, FRANCI e MALENTACCHI per l’attentato al treno ITALICUS, allorquando la Procura della Repubblica di Bologna diede inizio a una seconda istruttoria in ordine a detto episodio criminoso, sia per l’ovvia considerazione che una strage di tale portata – inserita nel torbido contesto delle tensioni golpiste che avevano percorso gli anni sessanta e settanta- non poteva essere opera esclusivamente dei tre imputati già sottoposti a giudizio, sia per accertare eventuali deviazioni o depistaggi che avessero pesato sulle prime indagini.

Da queste prime attività istruttorie emersero collegamenti fra i gruppi eversivi toscani e la loggia massonica P.2 (v. ad es. il p. v. GALLASTRONI 26.2.82, voi. relativo ai contatti fra Licio GELLI e Augusto CAUCHI) e fra il CAUCHI ed ambienti istituzionali (si vedano ad es. le dich. BATANI 3.8.82 e il confronto BATANI FRANCI 7.8.76, acquisito dall’ A. G. di Firenze) e seguì l’incriminazione del Col. TUMINELLO -affiliato appunto alla predetta loggia P.2.- per attività volte a favorire l’impunità di Luciano FRANCI, a quel tempo imputato per l’attentato al treno.

Gli esiti di questa fase dell’istruttoria rifluiranno poi negli atti della commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia P.2. Sempre nel corso dell’ istruzione sommaria si aprì poi un’ ulteriore direttrice di indagine con l’ambiguo ingresso nel processo di tale Salvatore SANFILIPPO, le cui dichiarazioni portarono all’ incriminazione per strage di Stefano DELLE CHIAIE e di Adriano TILGHER, cioè di due esponenti di vertice di Avanguardia Nazionale, gruppo della destra extraparlamentare le cui attività eversive erano già affiorate in numerosi procedimenti.

Seguì la formalizzazione e, superata una questione di competenza territoriale dell’ A. G. di Bologna posta -singolarmente- dal Presidente del Tribunale di Bologna dell’ epoca (v. ff. 7-11 voi. formale l), 1′ istruttoria proseguì seguendo -fra l’altro- un’ ulteriore linea investigativa proposta dalle dichiarazioni di tale Valerio VICCEI.

Questi -di provenienza ascolana e in gioventù ben inserito in un gruppo eversivo locale- riferì dei suoi rapporti con Gianni NARDI e Giancarlo ESPOSTI, noti esponenti della destra eversiva milanese, nonché di una strategia di destabilizzazione che prevedeva -fra il 1973 e il 1974- la consumazione di quattro stragi (una delle quali, verosimilmente, quella dell’ ITALICUS) gestita da un gruppo milanese e da strutture locali ad esso collegate operanti nell’ Italia centrale. Descrisse infine in dettaglio uno di detti attentati -fortunosamente rimasto senza vittime- quello di Silvi Marina del 29.1.74, volto a far saltare un treno passeggeri lungo la linea Bari-Ancona.

Le dichiarazioni del VICCEI portarono alla cattura di Giuseppe ORTENZI, Piergiorgio MARINI, Marco BALLAN e Giancarlo ROGNONI. Successivamente, il 10.2.86, vennero stralciate da questa istruttoria le imputazioni a carico di ORTENZI e MARINI relative all’ attentato di Silvi Marina ed i relativi atti vennero inviati all’ A.G. di Teramo, competente per territorio.

Il 24.9.92, poi, vennero stralciate altresì le imputazioni relative a BALLAN e ROGNONI, trasmesse per unione agli atti di altro procedimento pendente innanzi al G. I. di Milano.

Nel frattempo l’istruttoria si era sviluppata di concerto con quella di Brescia e con quella che era in corso presso 1′ A.G. di Firenze per una serie di attentati avvenuti in Toscana dal 1974 al 1983. Vi furono numerosissimi scambi di atti e 1′ acquisizione delle dichiarazioni di numerosi collaboratori -sentiti poi più volte anche da questo G. I.- fra i quali vanno ricordati Cristiano FIORAVANTI, Angelo IZZO, Sergio CALORE, Paolo ALEANDRI, Alessandro DANIELETTI, Paolo BIANCHI, Aldo TISEI, Mauro ANSALDI, Paolo STROPPIANA, Walter SORDI, Andrea BROGI, Gianluigi NAPOLI, Raffaella FURIOZZI.

Vennero altresì acquisiti i verbali di Vincenzo VINCIGUERRA, del quale verrà detto diffusamente più avanti.

Seguì una stasi, interrotta solo dalla cattura in Bolivia e dalla successiva estradizione in Italia di Stefano DELLE CHIAIE. Nel corso di questo periodo l’istruttoria venne mantenuta aperta soprattutto perché Vincenzo VINCIGUERRA (dirigente di A.N. strettamente legato a DELLE CHIAIE) nel frattempo -già dal 1984- aveva confessato al G. I. di Venezia di aver commesso la strage dii Peteano e aveva assunto un atteggiamento processuale tale da far sperare che da un momento all’ altro si sarebbe deciso a fornire elementi di verità anche con riferimento alle altre stragi rimaste impunite.

Precedentemente, in data 14.6.86, era stata chiusa la prima istruttoria sull’attentato di Bologna del 2.8.80 ed era stato disposto il rinvio a giudizio di numerosi imputati sia per il delitto di strage che per altri reati connessi. Contestualmente i Giudici Istruttori di quel processo avevano disposto uno stralcio concernente le posizioni di Stefano DELLE CHIAIE, Adriano TILGHER, Marco BALLAN, Maurizio GIORGI ed altre persone rimaste ignote relativamente all’ imputazione di concorso in strage.

Il procedimento scaturito dallo stralcio anzidetto venne trattato da altro giudice dell’ Ufficio, sino a quando, con 1′ entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, le funzioni residuali di giudice istruttore previste dalle norme transitorie vennero concentrate -quanto ai processi concernenti reati di strage- nella persona del G. I. che scrive.

Anche questa istruttoria rimase aperta pressoché solo per seguire la vicenda di Vincenzo VINCIGUERRA, che progressivamente allontanatosi da Stefano DELLE CHIAIE (cui era in precedenza legato da stretti rapporti politici e di amicizia), come già accennato sembrava sul punto di rendere dichiarazioni utili per la ricostruzione dell’ intera strategia stragista.

 

Sentenza Italicus bis pag 24-26

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