I rapporti di Marcello Soffiati con Lelio Di Stasio e Amos Spiazzi – seconda parte

La risposta di SPIAZZI, pur introdotta cordialmente (“Caro Marcello”) presenta anche degli aspetti di critica. Pur confermando una volta ancora di essersi avvalso di SOFFIATI e di aver preso su di lui informazioni che ne avrebbero ribadito la serietà, SPIAZZI esprime un contrasto sulla questione della sua pistola sperimentale finita in mano ad ESPOSTI, negando di averla mai costruita.
Sulla lettera precedente di SOFFIATI, SPIAZZI non ha fornito utili contributi. In particolare ha evitato di chiarire la questione relativa alla presunta intenzione di DI STASIO di “incastrarlo” attraverso SOFFIATI e ha ammesso di aver progettato armi, ma di non averle fatte costruire.
L’unico punto positivo, restato tuttavia nel vago, è il seguente, e fa riferimento alle presunte indagini di SOFFIATI sulla strage di Piazza della Loggia: “Ricordo che lui mi disse di aver indagato, ma i risultati delle indagini no”.
La valenza delle lettere di cui sopra è dubbia.

Non può escludersi che, in relazione alla prevedibile censura, SOFFIATI abbia cercato di precostituirsi un alibi, riferendo di aver indagato su Piazza della Loggia proprio nel timore di esserne coinvolto. Lo stesso atteggiamento si coglie nello SPIAZZI quando nega ogni questione relativa alla presunta pistola sperimentale in mano ad ESPOSTI.

Le dichiarazioni di Lelio Di Stasio su Soffiati
Nessun contributo è stato in grado di fornire Lelio DI STASIO, escusso all’ud. del 29.10.09, né sul contenuto delle lettere, né, in particolare, sui presunti tentativi di incastrare SPIAZZI, nè sulle presunte indagini di SOFFIATI sulla strage di Brescia.
Si è limitato a riferire che Marcello SOFFIATI si presentava nel suo ufficio, magari ogni sei mesi, avendo rapporti con due o tre dei suoi uomini. Aveva la sensazione che SOFFIATI venisse in Questura “non tanto in uno spirito encomiabile di collaborazione, ma piuttosto per poter carpire da noi qualche cosa. Difatti era lui:
<ma allora, a proposito, le indagini come vanno? Che mi si dice?…” .
La circostanza sembra peraltro confermare un certo ruolo comunque di intelligence di SOFFIATI. Per il resto DI STASIO ha solo il ricordo dell’esistenza della sua trattoria, nella quale si avvinazzava. Si è cercato di comprendere, dato che la trattoria è un fatto che si verifica attorno al 1976, e comunque dopo il suo arresto con armi ed esplosivo, se tale ultimo periodo, poco glorioso, di SOFFIATI, fosse stato preceduto da un periodo di rilievo maggiore (si pensi a MAGGI che lo propone nel ‘69 quale responsabile di ON di Verona; si pensi allo stesso sequestro delle armi del dicembre 74 etc.). DI STASIO non è stato in grado di aggiungere altro né di commentare la documentazione che pur si presenta con la sua sigla. Altrettanto vale per l’appunto che si riferisce alle vicende di RICHARDS.

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