I rapporti di Marcello Soffiati con Lelio Di Stasio e Amos Spiazzi – prima parte

I rapporti di Marcello Soffiati con Lelio Di Stasio e Amos Spiazzi

E’ evidente che sono di un certo interesse i rapporti di presunta collaborazione di Marcello SOFFIATI con l’allora dirigente della DIGOS di Verona Lelio DI STASIO, coinvolto a suo tempo da TRAMONTE nella strage di Piazza della Loggia. E’ vero che TRAMONTE ha ritrattato le sue accuse contro DI STASIO, identificato da lui nel presunto ALBERTO, e che la posizione del predetto è stata archiviata. Rimangono, tuttavia, alcuni punti oscuri. In ogni caso sono di interesse i rapporti istituzionali di SOFFIATI, perché in linea con un suo eventuale collegamento con i servizi. Peraltro, le missive che parzialmente documentano questi rapporti, richiamano una volta ancora collegamenti tra Marcello SOFFIATI e la strage di Brescia.

Anche i rapporti con SPIAZZI sembrano evidenziare una sorta di collaborazione apparentemente istituzionale. SPIAZZI ha riferito dei suoi rapporti con SOFFIATI nel corso dell’udienza del 22.9.2009, a partire da pag.78. Occorre subito premettere che nella prima parte dell’escussione SPIAZZI ha minimizzato il rapporto con SOFFIATI ed il significato della sua collaborazione – ribaltando, poi, tale atteggiamento, nella seconda parte dell’escussione. In primo luogo è interessante notare che fu il carabiniere Carlo PELLEGRINI a presentarglielo, pare il 16.10.1972 (p.81) quale figlio di Bruno SOFFIATI, che faceva parte della Repubblica Sociale. Marcello SOFFIATI gli riferì che ci sarebbe stato un tentativo di furto contro una loro polveriera, a Fort.Vegron, vicino a Montorio.
SOFFIATI gli aveva detto di essere un informatore sia della Polizia che dei carabinieri (79). Ha confermato che SOFFIATI sosteneva altresì di essere un informatore della CIA, anche se non vi aveva creduto, in quanto questi esibiva incredibilmente un “cartellino” a presunta conferma di tale incarico. Ha confermato altresì (80) che SOFFIATI aveva preannunciato il tentativo di rapimento di un generale, che poi era il generale DOZIER. Secondo PELLEGRINI questo rapporto di collaborazione di SOFFIATI con i CC sarebbe risalito al 1962, anche se non gli davano molto credito. In effetti l’informazione di SOFFIATI si era rivelata fondata ed erano stati arrestati coloro che avevano tentato di entrare nella polveriera.
Tra le informazioni fornite da SOFFIATI, alle quali non aveva dato credito, quelle che si riferiscono ai suoi rapporti con marco AFFATIGATO, coinvolto in un piano insurrezionale e in traffici di armi.

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Sempre quanto a DOZIER (84), SPIAZZI ricordava ancora quando SOFFIATI gli aveva telefonato informandolo che si trovava con la Polizia, con i Carabinieri e con Agenti della CIA a ricercare detto generale. SPIAZZI (86) ha ammesso di aver conosciuto DI STASIO, che lo avrebbe aiutato ai fini del recupero della sua collezione di armi sequestrata. Ricorda di aver chiesto informazioni a lui su SOFFIATI, informazioni che sarebbero state negative. Gli è stato contestato, tuttavia, che in Corte D’Assise il 26.1.2000 aveva dichiarato che DI STASIO gli aveva fornito su SOFFIATI informazioni “buone, buone, buone, positive”; che lo stesso DI STASIO lo aveva definito un “bravo ragazzo” e spiegato che serviva qualche volta a loro (la Polizia) , così come ai Carabinieri. Di fronte a queste contestazioni, che evidenziavano un’ottima valutazione di SOFFIATI da parte di DI STASIO, SPIAZZI ha incespicato, trincerandosi alla fine dietro un comodo “non mi ricordo”.

Pur nel suo scetticismo, SPIAZZI ha confermato che SOFFIATI “millantava” un grosso rapporto con la Polizia, e anche, sia pure in misura inferiore, con i Carabinieri. Millantava rapporti con istituzioni di “intelligence” e diceva di frequentare le caserme della SETAF. Ha ricordato di essersi recato 4-5 volte a Colognola ai Colli nella trattoria di SOFFIATI, assieme al Prof. D’AGOSTINO, presso la cui casa di Venezia aveva conosciuto MAGGI. In un’occasione MAGGI e D’AGOSTINO erano a casa di SOFFIATI e gli avevano telefonato perché si unisse a loro nell’occasione conviviale. Era presente anche VERELLI, il M.llo dei CC. Ha implicitamente confermato (91) le dichiarazioni in Assise dell’11.12.2000, in occasione delle quali parlò anche della presenza di due agenti della DIGOS a agli ordini di DI STASIO. Qualche volta (91) SOFFIATI veniva a trovarlo presso la sua abitazione. E’ stato detenuto a Verona unitamente a SOFFIATI.

SPIAZZI (94), sia pure a contestazione, ha implicitamente confermato le dichiarazioni rese il 26.1.2000 in Assise che, una volta ancora, confermano la bontà del SOFFIATI come informatore: “Per me il filtro tra me e SOFFIATI era il Carabiniere PELLEGRINI , se il Carabiniere PELLEGRINI me ne aveva parlato bene io automaticamente per la riconoscenza che avevo verso SOFFIATI, per la segnalazione esatta che mi aveva dato e per tutte le successive informazioni che io ricevevo non più di persona da SOFFIATI, ma da parte del carabiniere PELLEGRINI, io ero in buoni rapporti”. SPIAZZI ha spiegato il suo atteggiamento odierno nei confronti di SOFFIATI, riduttivo rispetto alla significanza dei loro rapporti, con un risentimento conseguente all’aver ritenuto il predetto responsabile di un mese di detenzione, suo e di sua madre, presso le SS tedesche a Verona. Ha finito comunque per ammettere che qualche notizia vera, sia pure in mezzo ad infinite false, gliel’avrebbe fornita (95).

Alla ripresa dell’udienza, dopo la sospensione, e a seguito della lettura di alcune delle lettere che qui di seguito verranno esaminate, SPIAZZI ha completamente riveduto il suo atteggiamento: “Mi sono servito di SOFFIATI e devo dire che tutto quello che io ho detto stamattina di non perfettamente corretto nei confronti di SOFFIATI me lo rimangio tutto perché non ricordavo questi particolari, rimane solo il fatto finale che in fondo faceva un po’ troppo lo sbruffone dicendomi era agente di qui era agente di là, ma tranne quello mi era stato utile e l’ho visto tante volte, quindi chiedo scusa di avere detto una cosa che non era completamente vera, ma non me la ricordavo più” Lettera SPIAZZI-SOFFIATI datata “Vicenza 15.11.75” (sequestro 25.10.82GA122 f.306). Si tratta di una lettera in risposta a quella del 14 di SOFFIATI, proveniente da Firenze. La lettera incomincia con toni cordiali : “Caro Soffiati” e fa riferimento ad una pregressa comune detenzione nel carcere di Verona. Molti dei passi fanno riferimento all’ottimo apporto collaborativo fornito da Marcello SOFFIATI: SPIAZZI ricorda: “…io ho chiesto più volte la tua collaborazione nel senso di raccogliere informazioni in varie direzioni. Sapevo della tua simpatia per l’ambiente di O.N….se a Montorio rimase sotto il più stretto controllo…lo debbo in buona parte a gente come te che svolgeva ricerche serie, efficienti, riservate…mi ricordo di averti chiesto di frequentare la sede del P.S.I.U.P., che tanti guai aveva dato al Col. GRAZIOLI…in tale occasione mi fornisti delle utilissime informazioni… ”.

SPIAZZI nella lettera fa riferimento anche alla presunta volontà di SOFFIATI di porre termine alla sua collaborazione informativa. Il passo è importante, in quanto siamo a novembre ’75, e l’attività suddetta sembrerebbe tuttora in corso a quella data: “Per tua notizia, visto che sei deciso a chiudere con questo genere di collaborazione e hai RAGIONISSIMA debbo ammettere, e non me ne vorrai, che come mio dovere, ogni tanto ti facevo controllare ed esaminare”.

Ne dobbiamo concludere che le attività informative di SOFFIATI erano soggette ad un riscontro da parte di SPIAZZI e, dato il tenore della missiva, è evidente che detti riscontri sono stati positivi.
Più avanti SPIAZZI aggiunge significativamente:

“Mi risulta che la Questura ed i Carabinieri, forse perché almeno questi subdoravano qualche cosa, abbiano più volte tentato di avere una tua diretta collaborazione che tu non rifiutasti in linea di principio ma declinasti per mancanza di tempo, di denaro, come troppo impegnativa. Mi risulta pure che qualche utile indicazione, sia pure ad un livello amichevole e poco impegnativo come tempo, tu l’abbia data più o meno volontariamente, ma credo di si ai carabinieri che ti considerano una brava persona ed un buon italiano…”

Ancora più avanti SPIAZZI ricorda a SOFFIATI “…le informazioni che raccoglievi su gruppi eversivi e che dovevi fornire a noi…” Ancora più significativa la successiva risposta di SOFFIATI:
SOFFIATI, tra l’altro, riferisce che fu in occasione delle sue visite alla Questura di Verona per portare il pandoro (lavorava alla BAULI) che DI STASIO lo “contattò” per fargli “fare la spia” ai suoi camerati, la qualcosa comunicò ai medesimi. Aggiunge che, tuttavia, su sollecitazione di SPIAZZI non avrebbe ceduto all’istinto di rifiutare sdegnosamente, ma si sarebbe prestato per incastrare lo stesso DI STASIO. Pertanto si fece “coltivare” da quest’ultimo. Ricorda altresì che DI STASIO voleva che SOFFIATI ammettesse che SPIAZZI era tra i capi della “Rosa dei venti”. A questo punto viene introdotto l’argomento, in parte oscuro, di Piazza della Loggia: riportiamo qui il passo:

“…per non parlare poi di piazza della Loggia e di Pian del Rascino, sui quali fatti, come sai, stavo indagando attraverso le persone che avevano preso parte all’ultima riunione precedente l’assassinio di ESPOSTI. Come ebbi ad informarti stavo per scovare qualcuno, i quali senz’altro avrebbero potuto dirmi anche chi era la coppia bionda (maschio e femmina), che il giornale nominava subito dopo la strage e che ricompare a Pian del Rascino scomparendo poco prima l’assassinio di ESPOSTI. Tutto ciò come ben sai era atto a (scoprire o scaricare) i due (che hanno fatto sia Brescia che ESPOSTI) e stabilire di conseguenza chi e come aveva potuto mettere in mano al povero ESPOSTI la tua pistola sperimentale. Quest’ultima circostanza è ampiamente provata, in quanto, nella prima foto di ESPOSTI morto (Panorama impugna una Browning e nella successiva è fotografato con la tua. Anche di tutto ciò si parlò con DI STASIO e grande fu la sua meraviglia, per quella che egli definì notevole arguzia da parte mia”.

Nella missiva vi è, poi, un ulteriore riferimento alla richiesta di DI STASIO a SOFFIATI di incastrare lo stesso SPIAZZI.

 

Memoria pm strage piazza della Loggia

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