La pista Cesare Ferri – sentenza corte di appello Brescia 1982

Di gran lunga più importante la pista Cesare Ferri anche perché questo nome ricorre nelle ripetute istanze di alcune parti civili per l’allargamento delle indagini sulla strage. Nel corso delle operazioni contro le trame nere i carabinieri di Brescia avevano il 31 maggio 1974 fermato a Milano Alfredo Gorla, Claudio Cipelletti e Cesare Ferri, indiziati di appartenenza alla organizzazione eversiva guidata da Carlo Fumagalli.

Il giornale Brescia Oggi dal 1° giugno dava notizia del fermo pubblicando fotografie in grande formato degli indiziati. Nel vedere la fotografia di Cesare Ferri un sacerdote bresciano, Don Marco Gasparotti, Parroco di S. Maria Colchera, trasalisce. Gli sembra di ravvisare nella fotografia il giovane cha la mattina della strage, tra le 8.30 a le 9.00 era in chiesa e mostrava di interessarsi ai quadri (specie un Romanino e un Moretto), ma il suo interesso artistico non gli impediva di tenore continuamente d’occhio una sportina che aveva appoggiato su un banco. La notizia è portata a conoscenza della autorità giudiziaria con rapporto dei Carabinieri 25.6.1974 quando il Ferri era già stato scarcerato, non avendo il Procuratore della Repubblica convalidato il fermo. li Giudice Istruttore (Dott. G. Arcai) ordina una perquisizione domiciliare cha viene eseguita il 26 giugno e non ritiene di disporre una immediata ricognizione di persona: cosa che gli verrà aspramente rimproverata dalle parti civili. Subito dopo la perquisizione alla quale era presente il ferri si era reso irreperibile. Con documenti falsi si era recato in Svizzera, poi in Jugoslavia, poi in Grecia.

Si trovava appunto in Grecia quando lesse su un giornale italiano la notizia del sacerdote che asseriva di averlo visto in una chiesa di Brescia la mattina del 28 maggio. Rientrato in Italia per ragioni di salute, dopo qualche settimana di latitanza (la Procura della Repubblica di Milano aveva emesso ordine di cattura nei suoi confronti per un attentato allo. Sede del Partito Socialista Italiano di Milano del 4 marzo 1973), Cesare Ferri si costituiva il 5 settembre 1974. Due giorni dopo il nuovo Giudice Istruttore (Dott. Vino) disponeva quella ricognizione di persona che molto più utilmente poteva farsi due mesi prima ed infatti i risultati sono di incertezza.

Più negativa ancora la ricognizione del sacrestano Filippo Romano che, dopo aver fatto una precisa descrizione della persona di cui trattasi, comincia a prendere le distanze, “non ho visto bene perché ero lontano”, comincia ad agitarsi “non sono stato mica lì a guardare” e, dopo avere esaminato il gruppo, risponde “Non l’ho mica. visto. Non l’ho mica conosciuto”. La posizione difensiva del Ferri era sempre stata di assoluto diniego: il 28 maggio 1974 non era venuto a Brescia come mai era venuto in precedenza, era a Milano e aveva trascorso la mattinata alla Università Cattolica dove era iscritto alla facoltà di Filosofia (…). Non si può dire che il Giudice Istruttore si sia risparmiato nella verificazione dell’alibi. Ha interrogato tutti i testi che poteva interrogare ed i risultati sono questi.

Stepanoff Alessandro conferma di avere accompagnato in macchina l’amico Ferri da casa all’Università la mattina del 28 maggio 1974 verso le 9.00 (Z VIII 5 e 78). Rapetti Daniela, studentessa, conforma di essersi intrattenuta col Ferri in attesa dell’esame di Teologia fino alle 10.30 (Z VIII 2). La Rapetti e il Ferri sono stati visti insieme da alcuni studenti: Grioni Roberto, Torrisi Gianfranco, Rezzolla Antonietta, Pianese Teresa. Di questi soltanto il primo conosceva già il Ferri, gli altri lo hanno riconosciuto con le formalità dell’art. 360 C.P.P.. Che Stepanoff, Grioni, Rapetti, Rezzolla e Pianese abbiano quel giorno sostenuto un esame con chiamata iniziale alle oro 9.00 è dimostrato dai registri presentati al G.I. dal capo servizio didattica Dott. Molinari.

Anche Stepanoff dunque, che lavorava in qualità di contabile al mercato ortofrutticolo di Milano presso il Signor Carminati Ezio. Quest’ultimo il 28.10.1974 (Z VIII 85) dichiara che il 28 maggio precedente Stepanoff ha lavorato regolarmente nella sua ditta fino alle ora 10.00. E’ sicuro della circostanza perché il 24, il 25, il 27, il 28 maggio i facchini del mercato hanno fatto sciopero e ciò nonostante Stepanoff era al suo posto. a la cassiera Adele Beretta ricorda che Stepanoff era assente o il 27 o il 28 (Z VIII 87) e l’addetto alle vendite Raffaele Lo Re dà presente lo Stepanoff all’esterno del mercato, il che contraddice comunque con l’assunto del Carminati. In sode di confronto con lo Stepanoff il Carminati ammette che forse i suoi ricordi non sono esatti. Da ultimo il Prof. Paolini insegnante di latino e Greco di Ferri al liceo Dante Alighieri, conferma. di avere incontrato l’ex allievo noi corridoi dell’Università Cattolica uno degli ultimi giorni di maggio 1974. Ferri sostiene che quel Giorno era il 28 ed ha menzionato il suo fortuito incontro con il Paolini sin dal suo primo interrogatorio del 3 giugno cioè sci giorni dopo la strage. Alla stregua delle predetto risultanze il Giudice Istruttore ha ritenuto inoppugnabile l’alibi del Ferri o ha deciso di abbandonare le ricerche in quella direzione procurandosi, con questa decisione, acerbe critiche dalle parti civili.

Sentenza corte di appello strage di Brescia 1982 pag 72-75

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