Dichiarazioni di Clara Tonoli in merito al coinvolgimento di Maifredi e Delfino

In occasione della sua escussione testimoniale, avvenuta, da parte di questo Ufficio a decorrere dall’11.6.1994, TONOLI Clara ha evidenziato le seguenti circostanze di rilievo in ordine ad un possibile coinvolgimento di DELFINO e di MAIFREDI nell’evento del 28 maggio 74:
“Ricordo che quando era scoppiata la bomba in P.zza della Loggia lui era rientrato a casa disperato ed impaurito. Subito dopo siamo andati a prendere i bambini a scuola e presso la nostra erano venuti dei Carabinieri e forse anche dei poliziotti.
I due gemelli sono portati da un militare presso l’abitazione del loro padre naturale…qualcuno ha portato il più piccolo a casa della nostra domestica Severina PERONI a Gussago. Io e MAIFREDI la prima notte successiva alla strage l’abbiamo passata presso l’appartamento di una mia amica…ed i giorni successivi, sino al funerale delle vittime, siamo andati nel nostro cabinato che tenevamo ormeggiato al West Garden, cambiando porto ogni giorno…”

Non diversa la descrizione che la teste ribadisce il 2.7.94 (pag.3):
“Ricordo che dopo circa 5 minuti che ero stata informata dal salumiere dell’esplosione, e quindi certamente prima delle 11, MAIFREDI sopraggiunse a casa, pallido come un morto, e mi chiese subito se io avessi saputo cosa era successo. Il MAIFREDI disse subito che
bisognava allontanare i bambini e, anzi, che anche noi avremmo dovuto allontanarci subito.
Non dette nessuna spiegazione al riguardo. Ricordo comunque che dopo circa mezz’ora o tre quarti d’ora arrivarono due o tre carabinieri: mi pare ci fosse anche il M.llo SIDDI. MAIFREDI mi disse che era stato proprio DELFINO a decidere che la nostra famiglia si dovesse allontanare per 3 o 4 giorni per ragioni di sicurezza…”

Da tener presente che la teste PERONI, le cui dichiarazioni sono state acquisite, ha  confermato di aver ricevuto il bambino dopo la strage. Se riferisce ad un trasloco l’affidamento del bimbo, ciò può dipendere semplicemente dal fatto che MAIFREDI e la TONOLI non avevano nessuna intenzione, come è logico che sia, di riferire la circostanza a timori che si ricollegassero alla strage di Brescia appena avvenuta.
E’ difficile non riferire le cautele che hanno portato ad un allontanamento della coppia, ad un intento protettivo dei Carabinieri. Che MAIFREDI fosse l’artefice dell’operazione “Basilico” non era una circostanza nota.

Si pensi agli atti in cui i magistrati in quel periodo avevano disposto accertamenti per identificare lo stesso MAIFREDI e il fantomatico “Juan” di Genova, fornitore delle armi. Pertanto la protezione di MAIFREDI , che non può essere riferita al suo semplice essere “di destra” ( visto che “di destra” a Brescia, c’erano certamente decine di persone), è di tutta evidenza connessa proprio con il suo coinvolgimento nella strage di Brescia, e quindi con l’opportunità che venisse tenuto in luogo asettico, lontano dal caos determinato dall’attentato.

 

Memoria Pm strage di Brescia

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