Dichiarazioni di Clara Tonoli in merito al coinvolgimento di Maifredi e Delfino – 2

La TONOLI riferisce che MAIFREDI, nonostante questo allontanamento, questo isolamento immediatamente successivo alla strage, si era dimostrato a conoscenza di particolari essenziali circa i reali obiettivi della strage (2.7.94 pag.5) :

“Fu nei giorni della nostra permanenza sul motoscafo, dopo la strage di Brescia, che il MAIFREDI mi spiegò che la bomba in P.zza della Loggia era destinata a colpire i Carabinieri e non i civili, e che l’ordigno aveva avuto effetti molto più devastanti di quelli programmati”.

Si tratta di una circostanza (che peraltro trova conferma nell’appunto redatto sulle indicazione della TONOLI dal Dr. ARCAI, di cui tra poco si dirà) che, se corrispondente al vero, sarebbe molto inquietante. Infatti è difficile configurare una conoscenza posteriore ai fatti, e quindi incolpevole, degli effetti che avrebbe dovuto provocare l’esplosione. A meno che, immediatamente dopo la strage, DELFINO non abbia appreso da uno dei complici, evidentemente confesso, quali erano i diversi e minori effetti che gli attentatori programmavano e abbia informato in qualche modo MAIFREDI, che si trovava con la convivente sul motoscafo. Ciò, tuttavia, non risulta da alcuno degli atti. Soprattutto la presunta destinazione ai Carabinieri, piuttosto che ai civili, è un particolare di cui potevano essere a conoscenza solo persone molto vicine agli attentatori. Se poi riportiamo questa conoscenza addirittura ad un periodo antecedente la strage, è evidente che per un ufficiale dei Carabinieri, essere al corrente preventivamente di un attentato che deve aver luogo, peraltro, nella città dove svolge le sue funzioni, impone un obbligo immediato d’intervento al fine di evitarlo.

Il concetto è espresso anche nel verbale 11.6.94:
“Nel commentare quanto era successo in P.zza della Loggia, nei giorni successivi alla strage, il MAIFREDI disse che in P.zza Loggia dovevano morire dei carabinieri e che invece erano morti dei civili e se l’era presa con DELFINO dicendo che non aveva dovuto autorizzare qualcosa che invece autorizzò, non se intendesse riferirsi alla manifestazione sindacale organizzata per quel giorno in P.zza Loggia.”
Le rivelazioni di MAIFREDI trovano un perfetto riscontro al punto 19 degli appunti PRO MEMORIA del 29.1.77:
“M. e D. dicevano che una bomba così non se l’erano aspettata neppure loro…”
La TONOLI, quindi, ha sempre manifestato la convinzione che MAIFREDI e DELFINO fossero coinvolti nella strage. Tale convinzione della donna è stata esternata anche dal giudice ARCAI, che ne ha riferito a verbale.

Memoria Pm strage di piazza della Loggia

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