Carmine Dominici – dichiarazioni 30.11.1993

“In merito al disastro di Gioia Tauro del 22.7.1970, posso confermare che non si trattò di un errore dei ferrovieri, ma di un attentato
riconducibile all’ambiente dei “Boia chi molla”.
Quella sera eravamo a Reggio Calabria e arrivarono dalla zona di Gioia Tauro VITO SILVERINI, detto CICCIO il biondo, e GIUSEPPE SCARCELLA i quali addussero quale motivo della loro presenza in quella zona delle riunioni politiche. Nell’ambiente vi furono insistenti voci circa una loro corresponsabilità nell’episodio. Entrambi sono ormai deceduti. Posso anche dire questo e cioè che nel 1979 io mi trovavo detenuto a Reggio Calabria nella cella n.10 insieme a GIACOMO LAURO, SILVERINI e altri due calabresi, entrambi poi uccisi per vicende di malavita comune. Restammo insieme in carcere per circa 11 mesi. SILVERINI, ad un certo momento, ci disse che era stato lui a compiere l’attentato di Gioia Tauro in un contesto in cui io gli parlavo delle mie motivazioni politiche ed egli rispose che anche lui faceva riferimento in parte alla politica e al movimento dei “Boia chi molla” per conto dei quali aveva fatto l’attentato”

Annunci