Licio Gelli verbale 27.7.1992 – G.I. Salvini e Grassi

Preliminarmente dichiaro che non essendo stato estradato dalla Svizzera per i fatti connessi alla strage di Bologna, non accetto la giurisdizione italiana. Dichiaro altresì di avvalermi della facoltà di non rispondere.

A questo punto il G.I. fa presente che alcuni dei temi oggetto del presente atto potrebbero rientrare in una semplice deposizione testimoniale. Chiede quindi a Gelli se abbia rilasciato un’intervista televisiva in merito alla struttura denominata gladio e questi risponde che può essere. Chiede quindi se abbia rilasciato interviste televisive in merito all’attentato del 2.8.80 alla stazione di Bologna ed il Gelli dichiara di aver esposto opinioni personali.

salvini

Chiedo se sia legittimo che presenzi a questo atto un magistrato che mi ha inquisito, cioè il qui presente rappresentante della pubblica accusa, avuta da lei G.I. risposta affermativa, dico che di ciò mi dolgo.
A.d.r. insisto comunque che non si vada oltre nelle domande perché non risponderò.

L’ufficio istruzione di Milano comunica al Gelli che nell’ambito del procedimento 721/88 f concernente l’attività di Ordine Nuovo fra il 1969 e il 1973 sono emersi da documenti acquisiti relativi a tale periodo elementi tali da configurare una partecipazione di Gelli agli avvenimenti del 7 e 8 dicembre 1970 noti anche come golpe borghese e giuridicamente inquadrabili nella fattispecie di cui all’art. 305c.p., elementi che sono al vaglio e che potrebbero essere trasmessi alla chiusura dell’istruttoria all’autorità competente. L’ufficio comunica altresì che dagli elementi al vaglio può configurarsi altresì il reato di cui all’art. 277 c.p.. L’imputato dichiara: ne prendo atto e allo stato non ho nulla da dire. L.c.s.

Annunci