Guido Giannettini – dichiarazioni 22.02.1990

Confermo quanto dichiarato alla SV il 19.2.90 pertinente eminentemente alla gestione da parte del generale Maletti del reparto “D” in ambito Sid.
Circa i rapporti tra Maletti e l’ Ufficio Affari Riservati ricordo che il generale mi disse all’ inizio del 1972 che egli aveva una fonte nell’ ambito di quell’ ufficio, verosimilmente un funzionario di cui ovviamente non mi fece il nome.
Mi risulta da plurime fonti che dalla meta’ degli anni Sessanta vi erano rapporti diretti tra il D’Amato ed il settimanale “Il Borghese” nella persona di Tedeschi Mario. Nell’ ambito delle rubriche del settimanale ve ne era una a firma “Abate Faria”: solo negli anni successivi ho saputo che la sigla nascondeva la persona del D’Amato. Ricordo che spesso venivano pubblicati dal settimanale documenti di carattere riservato o di difficile reperimento spesso pertinenti a notizie di carattere finanziario che potevano mettere in cattiva luce personaggi del mondo politico o economico. Veniva preannunciata la pubblicazione di ulteriori documenti pertinenti allo stesso argomento che spesso, invece, non apparivano. Non si trattava di attaccarsi a grossi personaggi.
L’ unico attacco di rilievo fu sferrato ai danni di Nenni Pietro: si tratto’ di una campagna articolatasi anche sul Secolo d’ Italia e su “Lo Specchio”. Cio’ nel 1968, 1969, e i documenti comprovavano il pagamento di uno o piu’ viaggi di Nenni da parte del Sifar, viaggi attuati anche dal ministro socialista Pieraccini. Circa poi la relazione sul golpe Borghese vengo a precisare che, per quanto concerne i rapporti tra Borghese e la Rsi, mi avvalsi dei ricordi mediati da mio padre, tenente colonnello del genio navale. Avevo da ragazzo assistito a discussioni e colloqui informali, a casa, tra mio padre ed altri ufficiali in un contesto in cui vivevamo a Vicenza, in una villa requisita dalla marina della Rsi per ospitare le famiglie di alcuni ufficiali della Rsi, una decina, tra cui mio padre.

Circa ancora la relazione, dopo la prima escussione ho ricordato che a parlarmi dei “due generali” fu anche Generali Enzo, che, lo ribadisco, era amico del costruttore Orlandini ed interno agli ambienti della destra.I racconti del generali a me fatti risalgono al 1972, il Generali gia’ tornato dal Congo belga di Ciombe’, per il quale aveva lavorato.Circa il Cefis, citato nella relazione, ricordo che ne aveva parlato una volta con Gasca, il quale mi cito’ l’ industriale come finanziatore del golpe, chiedendomene conferma e ulteriori dettagli. E’ per questo motivo che, in sede di relazione, io ho citato il ruolo di Cefis in guisa dubitativa. Quanto al Monti ricordo che, per un certo periodo, finanzio’ ambienti di destra in genere, ivi compreso settori del Msi.

cefis

Adr: circa un eventuale ruolo di Gelli nel golpe escludo di averne mai sentito parlare. Prendo atto che agli atti vi e’ un riscontro circa rapporti tra Orlandini e Gelli e che il primo e’ da me citato in sede di relazione.

Adr: sostengo di non aver mai subito pressioni da Labruna o Maletti circa il mio atteggiamento processuale nel processo di Catanzaro in ordine al contenuto della relazione e alle rivelazioni del caso.