Federici Federico – dichiarazioni 16.06.1982

Come ho già detto, esiste la loggia Montecarlo dal 1979; essa per quanto mi e’ risultato in epoca successiva e precisamente pochi giorni fa , nasce come preparazione di un’ alternativa alla loggia P2 quando quest’ ultima loggia fosse stata sciolta dalle autorità del Grande Oriente d’ Italia e quindi come serbatoio o rifugio per tutto coloro che, già ad essa appartenenti, avessero inteso mantenere il riserbo sulla loro associazione ad organismi di tipo massonico.
Secondo quanto venuto a conoscenza nelle stesse circostanze il Gelli si sarebbe apprestato a negoziare in qualche modo questa nuova loggia con gli esponenti del Grande Oriente d’Italia ed in particolare con Battelli. Il fatto di avere creato questa loggia anomala sarebbe stato alla base del giudizio di espulsione di Gelli dalla massoneria; Dovrebbe quindi trovarsene traccia nella decisione, assunta quest’ anno, di espulsione del Gelli dalla istituzione massonica la colpa massonica era costituita dal fatto di avere creato una loggia massonica senza autorizzazione preventiva ed al di fuori del territorio nazionale. Peraltro, mi risulta che nel territorio del principato di Montecarlo non vi sia un oriente autonomo e fu’ per questa ragione, quindi, che la loggia venne collocata geograficamente in quel territorio. Ho avuto netta l’ impressione a partire dalla seconda metà del 1980 che Gelli si proponesse di abbandonare l’ Italia perche’ , a far data da tale periodo, le sue assenze erano sempre piu’ lunghe ed il suo disinteresse per i problemi interni della loggia P2 piu’ marcato. Giunchiglia mi aveva detto che la loggia “Montecarlo” sarebbe stata piu’ potente della P2 e, col tempo, e quindi avrebbe ottenuto anche i riconoscimenti delle principali logge del mondo massonico internazionale.

 

– richiesto di indicare chi o quale istituzione avrebbe dovuto dare il riconoscimento alla “Montecarlo” , dichiaro che sarebbero state la gran loggia inglese e le principali logge americane, che sono le piu’ importanti.

– la giustificazione della creazione della loggia Montecarlo, di cui ho appena riferito, mi e’ stata riferita qualche settimana fa’ da mio fratello augusto, dopo la sua elezione ad una carica nazionale massonica, che, per tale motivo, è spesso in contatto con Corona Armando, attuale gran maestro e grande giudice massonico di Gelli Licio. Il Corona è appunto la fonte della notizia.

– anni addietro, fui presentato da Von Berger a Nosiglia Alberto, questi presento’ tanto a me che a Von Berger certo Balestrieri Giorgio, ufficiale superiore di marina, il quale, a sua volta, ci presento’ a Giunchiglia Ezio, che propose, a me e Von Berger, l’ ingresso nella “Montecarlo” . Io firmai la domanda di adesione, o a Livorno o a Firenze, consegnai analogo modulo a Von Berger, che lo sottoscrisse, ed ambedue le domande furono consegnate nelle mani di Giunchiglia, che, dopo qualche tempo, ci fece avere le tessere; non vi fu nessuna cerimonia particolare di giuramento, solo l’ abbraccio massonico, senza neanche la presenza di Gelli.
Da Montecarlo mi pervenne poi un lettera a firma della stessa persona che aveva firmato le tessere e di cui ignoro tutto (non si tratta di Gelli, la cui firma conosco bene) : nella lettera si dava in benvenuto nella loggia e si richiamavano i principi massonici. Per quanto e’ mia conoscenza, non c’e’ una sede a Montecarlo, autonoma; posso presumere che fosse indicato come indirizzo di comodo quello della Locadi.
Lo desumo e l’ ho sempre desunto dal fatto che l’ unica persona di Montecarlo che apparteneva alla loggia Montecarlo era il geometra Frittoli, che, a detta di Giunchiglia, e’ stato poi licenziato dalla Locadi circa un anno e mezzo fa. Il Frittoli e’ un livornese o pisano. L’ amministratore della Locadi era un ingegnere di nazionalita’ Italiana, il cui cognome ora non ricordo, residente a Montecarlo che non ho mai conosciuto. La Locadi si trova in rue St Charles nr 5, in una strada in salita, in leggera curva a destra, venendo dal mare; l’ immobile e’ sito a sinistra della strada per chi sale; si tratta di una palazzina di 4 o 5 piani, non sono in grado di riferire a quale piano si trova la societa’ , in quanto prendevo l’ ascensore. Vi sono stato solo una volta, nel 1979, per un affare di natura immobiliare di cui non ricordo altro. C’ era con me certamente Giunchiglia, che era venuto dall’Italia per motivi suoi, non collegati con l’affare che dovevo trattare io. Vi erano anche altre persone ma non ricordo di chi si trattasse; anzi ora ricordo che c’ era il professore Firrito che era venuto con me, mentre Giunchiglia era venuto con Balestrieri e qualche altro.

– Gelli non c’ era io non l’ ho mai visto fuori dall’ Italia.

– nella Locadi il geometra Frittoli era il factotum. Non so se l’ ingegnere facesse parte della loggia Montecarlo, anche se l’ impressione e’ in tal senso.

– ebbi l’ impressione che Giunchiglia fosse di casa alla Locadi e difatti io sapevo che andava a Montecarlo quasi una volta alla settimana.

– Non posso dire con certezza che presso la Locadi vi fosse il materiale concernente la loggia Montecarlo (schedari, liste ed altro) , ma se posso esprimere una sensazione, in considerazione anche del fatto che Giunchiglia era spesso a Montecarlo, e non aveva altri punti di riferimento, debbo concludere in senso senz’ altro affermativo.

– Originariamente la loggia Montecarlo si suddivideva in circa 35 o 36 dipartimenti, presieduti ciascuno da un delegato e diretti da un segretario. Io fui nominato segretario del dipartimento nr 33, il cui dirigente era l’amministratore Launaro. Dopo qualche tempo, nella primavera del 1980, la struttura venne modificata e i dipartimenti sciolti; fu a questo punto che il Giunchiglia mi disse che si sarebbe tirato nell’ ombra ed io avrei dovuto apparire come il capo di tutta la Montecarlo. Accettai e Giunchiglia mi consegnò , in Italia, la lista degli appartenenti alla loggia Montecarlo. Pochissimo tempo dopo Giunchiglia comincio’ a farmi degli strani discorsi sulla necessita’ di scalzare Gelli dalla posizione da lui assunta nel contesto della loggia P2, di cui la Montecarlo costituiva una emanazione, e mi propose quindi di partecipare a un vertice che avrebbe dovuto tenersi in quel di Montecatini – e dove in effetti si è tenuto – vertice nel quale si sarebbe dovuto stabilire come giungere ad una eliminazione del Gelli o massonica o civile o, volendo la necessita’ , anche fisica.

licio_gelli-192x300

Non appena ebbi queste proposte, le rifiutai decisamente con cio’ attirandomi l’ ira del Giunchiglia che, pochi giorni dopo, si presento’ inavvertito allo studio e si fece consegnare la lista predetta ed ogni altra documentazione presso di me trovatesi. Quanto sopra dovrebbe risultare da altre mie deposizioni rese o in questa sede o in altra sede. Direttore d’orchestra di questo complotto antigelliano veniva presentato un medico genovese, ex ufficiale dei cc di nome Rosati William, ed un accenno ai fatti di cui sopra si trova nella conversazione intervenuta tra me e Gelli il 21 o 22 gennaio a New York.
La lista portatemi dal Giunchiglia era costituita da fogli di rubrica in ordine alfabetico, senza alcuna distinzione di dipartimenti, che erano stati gia’ sciolti; portavano un numero di codice che significava paese di appartenenza, professione e luogo di residenza. Vi erano gli indirizzi telefonici, telegrafici e di telex, la qualifica professionale. Erano circa 400 nomi, di cui moltissimi ufficiali dei cc e della marina; vi erano anche donne. Mi sembra che vi fosse una divisione per categorie professionali ricordo che non c’ era nemmeno un magistrato. Era prevista la costituzione di un comitato direttivo, ma non era stato ancora costituito. Giunchiglia mi esibì anche un progetto di ristrutturazione dei fratelli in varie categorie per appartenenze e competenze.

– Escludo una categoria di fratelli onorari. Non vi era l’ indicazione dei fratelli fondatori, ma escludo che vi fossero, perche’ ad esempio il nome di Gelli, che pure aveva avuto la tessera, non figurava nell’ elenco. Ricordo che Giunchiglia in mia presenza ricevette da Gelli le fotografie da applicare sulla sua tessera.

 

– la categoria “fratelli esecutivi” non mi dice nulla.

– Giunchiglia, gia’ prima della primavera del 1980, mi disse che Benedetti Carlo era uno dei fratelli della Montecarlo e, difatti quando ebbi bisogno di contattare per un affare un alto funzionario della Olivetti, Giunchiglia mi procurò rapidamente l’incontro. Successivamente, quando ebbi gli elenchi della “Montecarlo” , mi resi conto che il Benedetti non era nell’ elenco: oggi devo quindi ritenere che vi fosse una lista all'”orecchio” di Giunchiglia e dei suoi burattinai.

– Giunchiglia mi disse di avere avuto da Gelli l’ ordine di vietare la partecipazione alla “Montecarlo” di Ortolani. Ricordo adesso che questo ordine fu’ impartito da Gelli a Giunchiglia in mia presenza, almeno cosi’ mi sembra di ricordare.

– uno degli appartenenti all “Montecarlo” ed alla P2 era tale Lenzi Luigi di Pistoia, rifugiatosi gia’ in Spagna e poi a Chamonix a seguito di articoli di stampa che lo indicavano come implicato in traffico di armi e fatti eversivi.

-Sulla mia agenda vi sono alcuni nomi preceduti o da un triangolo o d una specie di d maiuscola: si tratta degli appartenenti alla “Montecarlo” che facevano parte del mio dipartimento.

-Tra i personaggi politici della lista “Montecarlo” vi erano: Danesi, Labriola ed altri. Nomi grossi non ve ne erano. Non vi era Martelli, vi era Von Berger. Non c’ erano neanche Calvi e Rizzoli. D’altra parte i nomi che contano non sono i nomi grossi, ma quelli dei loro portaborse e dei segretari.ad esempio un certo Caiani Piero, che e’ il portaborse dell’onorevole Butini.

– escludo che vi fosse il nome di Zilletti.

– pur non essendovi nomi di magistrati, Giunchiglia mi disse: “qualche magistrato potrebbe esserci” .

– Nel luglio del 1980 Giunchiglia invitò ma, Von Berger e Nosiglia ad accompagnarlo, per motivi relativi alla loggia “Montecarlo” che non specificò, alla scuola allievi sottufficiali dei cc di Firenze, ove fummo ricevuti da sette o otto ufficiali che si appartarono con Giunchiglia.
Von Berger richiamò la mia attenzione sulla pericolosita’ di questa riunione militare, per cui con una scusa ci allontanammo l’ unica riunione plenaria della Montecarlo di cui ho conoscenza mi fu raccontata da Comaschini Sergio di Varese. Avvenne nell’ estate del 1979, tra il 15 maggio ed il 15 di giugno, in una localita’ tra Pisa e Livorno, probabilmente a Tirrenia (forse l’ albergo che e’ in loco: Continental) . Seppi che vi furono molti discorsi di nazionalismo irrazionale, di revanscismo, specie da parte degli ufficiali presenti. Non so se abbia partecipato Gelli. Io partecipai solo ad una riunione di una ventina di persone, una “agape” costituita da un pranzo, da cui dovetti assentarmi quasi subito perché Nosiglia si senti’ male. Era presieduta da un ammiraglio medico, forse certo Alfano. – l’ unico piacere che ho chiesto a Gelli fu’ quello di presentarmi a qualcuno, a Buenos Aires perche’ potessi avere degli appoggi per sondare le possibilità di operatività di una società di brokeraggio assicurativo per conto della ras (ero in contatto col dottor Civiletti) , e poi per ottenere appalti pubblici per conto della Binischell. Gelli mi presento’ a Ramezzana Riccardo o Ramazzana, Italiano residente in argentina. Costui mi mise in contatto con vari massoni argentini e con personalita’ a livello governativo. Anche Von Berger partecipo’ a questi incontri. Percorremmo agli stessi fini anche altre strade ed in particolare un amico di Von Berger, certo Taddei, un ex ufficiale di marina, e Lanfre’ Giovanni. Ho conosciuto anche altri Italiani che gravitavano attorno a costoro. Non mi risulta che avessero contatti con Gelli.

 

– quando mi recai con Firrito alla Locadi, vi era anche ciolini.

– sono andato in Sudamerica e precisamente in argentina, a Buenos Aires, con Ciolini; abbiamo alloggiato allo Sheraton nel dicembre 1979 rientrando in Italia il 23 dicembre 1979. Sono stato con Von Berger a Buenos Aires nel giugno 1979.

Nel gennaio del 1980 sono stato a Buenos Aires da solo. Nell’ estate del 1980 non sono stato in America latina.

– Giunchiglia, subito dopo la perquisizione a Villa Wanda, mi disse che la documentazione della Montecarlo era sparita ad opera sua e la conseguenza logica era che la loggia si era sciolta.

sindona3

– quando mi riferì lo stesso Giunchiglia, i rapporti tra Gelli ed Andreotti datavano da molto tempo ed erano molto frequenti, tanto che in una prima fase di questi rapporti era Andreotti che si recava a fare visita a Gelli all’ hotel Excelsior, mentre – Andreotti presidente del consiglio – era Gelli a recarsi da Andreotti, a Palazzo Chigi, e ritengo che di cio’ vi sia traccia nei registri di ingresso. Comunque, Sindona ebbe a dirmi che i rapporti tra Gelli e Andreotti erano molto cordiali, e che lui stesso era stato aiutato da Andreotti. Tuttavia Sindona non mostrava di avere una grossa considerazione per Gelli ed, anzi ebbe a lamentarsi con me che, nonostante le promesse fatte ed i piaceri ricevuti, Gelli non l’ aveva aiutato come aveva promesso lo stesso Gelli e come lui si aspettava. Giunchiglia chiamava Andreotti il “grande babbo” stava a designare colui che dominava la P2. Questa era una voce diffusissima nell’ ambiente. Ben di peggio si diceva di Gelli e Fanfani, ma su questo rapporto non ho ricevuto confidenze.

– lo stesso Gelli vantava l’ amicizia con Andreotti.

– saro’ stato a Montecarlo una ventina di volte, ma non vi ho mai incontrato Andreotti, ne’ Monti ne’ Calvi.

attilio_monti

Letto confermato sottoscritto.

 

Questa voce è stata pubblicata in P2. Contrassegna il permalink.