Amos Spiazzi – dichiarazioni 05.04.1983 – terza parte

– La frase: “il dr Prati dopo due o tre tentativi maldestri, ha un colloquio con il dr Baroni” si riferisce a quello che e’ accaduto a me successivamente alla mia scarcerazione. Il dr Baroni e’ dunque Barone, il dr Prati sono io.
Tuttavia la frase si riferisce anche esattamente a quanto mi aveva raccontato il Soffiati circa la vicenda di quel dr Prati che a suo dire rappresentava il contatto con il Sisde, anzi con i servizi. Io non sapevo chi fosse questo dr Prati anche se il Soffiati me lo aveva descritto in maniera tale da rendere le sue vicende assai simili alle mie.

– Sapevo tuttavia che il Soffiati nel descrivermi le vicende del dr Prati diceva il falso, in quanto non esiste nessun ufficiale del Sios “E” cui sia occorsa una vicenda analoga alla mia. Qualcosa di simile è accaduto invece ad un ufficiale del Sid, carabinieri, tale Pignatelli, che pero’ sulla base di informazioni da me assunte dopo il colloquio col Soffiati non poteva assolutamente identificarsi con il dr Prati.
Compresi allora che questo dr Prati era una invenzione del Soffiati il quale accompagnando questa falsa referenza, voleva con il mio tramite, inserirsi o reinserirsi, come diceva lui, nei servizi o possibilmente nella Cia. Le frasi da “gli viene detto …. ” fino a ” …. Nulla di nulla” si riferiscono al primo colloquio che ho avuto con il Barone che mi riferiva l’ opinione dei suoi superiori a livello di capo – centro. Io ritenevo che il Barone fosse del sismi anche se questi non mi aveva detto esplicitamente a quale servizio appartenesse.

– Non capisco il senso della frase che pure ammetto di avere scritto in piena coscienza “…. Viene convocato a un ufficiale superiore del Sios e poi dal generale J …. Sugli interrogatori e trattamento” .
Riconosco tuttavia di avere fatto una relazione per il generale Jucci sul processo e sul trattamento ricevuto in carcere. A rettifica di quanto detto, preciso che il “generale J” non sta’ per generale Jucci, bensi’ per il capo del Sios in carica nel 1977, persona della quale non conosco il nome. Il generale Jucci era andato in riposo mentre ero in stato di detenzione ed io non ero venuto a saperlo. Non corrisponde a verita’ il fatto che mi venissero chieste relazioni sull’ interrogatorio o trattamento nel periodo in cui mi trovavo detenuto. Vero e’ , invece, che una siffatta relazione mi venne chiesta quando uscii dal carcere.

– le frasi da “viene ribadito ….” fino a “…. Alla riabilitazione totale” si riferiscono a mie richieste formulate esclusivamente al Barone. Questi mi disse che poteva impegnarsi per quanto attiene al consenso che proseguissi nell’ insegnamento, ma che il resto i suoi superiori non potevano impegnarsi.

– La frase “tale promessa …. sezione legale” si riferisce ad una promessa di generica benevolenza nei miei confronti non collegata in alcun modo alla mia attivita’ per i servizi. Non ricordo il nome del generale F che comunque era all’ epoca il superiore del tenente colonnello Rossi, capo ufficio del primo reparto SME.

– L’ impegno a cui mi riferisco nella proposizione successiva: “…. Si impegna …. Di qualunque entita’ ” lo assunsi con il Barone il quale parlava a nome dei suoi superiori, cioe’ del maggiore dei cc “F” e del colonnello della GDF “G” , persone delle quali non so nulla se non i nomi di copertura, che forse a suo tempo mi vennero detti dal Barone e che ora non ricordo.

– col Barone parlavo anche di metodologie organizzative, nel senso che gli illustravo quelle del Sios.

– originariamente, nelle mie intenzioni, la mia collaborazione come informatore avrebbe dovuto essere eccezionale e limitarsi a quanto detto nell’ appunto. In realta’ si sviluppo’ nel senso indicato dal Barone nella sua deposizione.

– non ricordo i particolari di quella che indico op nr 1. Non ricordo quale fosse il nome della fonte che nell’ appunto riferisco buona; ma mi riferisco al Soffiati. Non ricordo per quale ragione scissi la frase: “sembra che ne siano a conoscenza il Sisde e il sevizio segreto francese” .

– tutto quanto scritto con riferimento alla operazione nr 1 è privo di attendibilità. In realta’ si accenna pero’ a fatti distinti realmente accaduti che nello scritto appaiono sovrapporsi l’ uno all’ altro. Un primo fatto consiste nella notizia da me acquisita da una fonte che non sono in grado di precisare e che non si identifica nel Soffiati Marcello, che un grosso quantitativo di esplosivo avrebbe dovuto entrare in Italia. Tale notizia la passai al Barone. Un secondo fatto mi venne riferito invece dal Soffiati e riguardava un traffico di armi, e non gia’ di esplosivo, traffico di cui il Soffiati era a conoscenza e che era riuscito a sventare con l’ arresto dello “spallone” .
Un terzo fatto consiste nella circostanza che l’ Affatigato aveva trattenuto rapporti, a dire del Soffiati, con gli iraniani che l’ Affatigato era sotto il controllo del Soffiati il quale vigilava che non facesse attentati contro le forze americane in Francia. Fu il Soffiati a dirmi che l’ Affatigato era un informatore del Sisde e che aveva consentito la cattura del Tuti. Il Barone, cui riferii la circostanza nego’ che l’ Affatigato fosse al servizio del Sisde.

– fu il Soffiati Marcello a dirmi che a Nizza era stato pedinato da agenti segreti.

– il dr Prati di cui alla terza riga pagina 2 dell’ appunto, non si identifica con me, ma è il dr Prati di cui mi parlava il Soffiati nei suoi contatti con i servizi.

– redassi questo appunto nel tentativo di comprendere fino in fondo cosa stesse architettando il Soffiati. Sono in infatti convinto che il Soffiati, realmente collegato a qualche servizio, sia andato oltre l’incarico demandatogli e abbia combinato qualche grosso pasticcio.
Ricordandosi che al tempo del suo primo processo fui l’ unico ad assumersi le sue responsabilita’ , temo che abbia voluto agganciarsi a me, inventando la storia del dr Prati, nel quale potevo confondermi o meglio identificarmi, per avere la mia copertura e scaricare su di me le sue malefatte.

– Non mi identifico con il dottore di cui si parla sotto la dicitura “op nr 1” . Sono io invece il “dottore” cui mi riferisco sotto la dicitura “appendice” e che, stando al tenore dello scritto, ha presieduto per un po’ l’ Olf. – Il Barone mi disse della necessità di controllare il traffico di esplosivo che gia’ era stato segnalato tra Francia e Iran. C’ era il timore che passasse attraverso la destra italiana, in particolare attraverso qualche ambiente estremista; allorche’ si apprese dalla stampa che il viaggio effettuato dal Durand per l’Italia, il Barone mi chiese se potevo contattarlo. Rifiutai.
Pero’ in concomitanza del viaggio italiano del Durand ebbi la possibilita’ di accedere alla carica di presidente dell’ Olf. Carica che accettai anche in quanto la ritenni utile per controllare eventuali attivita’ illecite di infiltrati in ambienti di destra. Rettifico e preciso che all’ epoca ora indicata, ho preso degli appunti che ho poi sistemato nello scrittoio in questione, cioe’ come gia’ detto quattro mesi prima del sequestro Dozier, in occasione della venuta del Soffiati a casa mia.

– Il Barone mi aveva chiesto di fare accertamenti sui Nar e in particolare su quello che costui indicava come capo dei Nar cioe’ Chicco Furlotti. Fu il Barone che mi fece espressamente il nome di chicco Furlotti e cio’ avvenne anteriormente al mio viaggio a Roma e cioe’ anteriormente al 17.07.80. Precisamente me lo chiese il 10 luglio, come rilevo dalla consultazione della mia agenda del 1980. In occasione dell’ incontro avvenuto alle ore 19, il Barone mi diede due biglietti per l’ arena di Verona. Successivamente mi recai a Roma e li contattando la Racaniello e altri, come gia’ riferito al dottor summa, appresi che il Furlotti non centrava nulla con i Nar, che esistevano quattro formazioni dei Nar dei quali ne era rimasta solo una che veniva manovrata in maniera molto pericolosa da un tale “Ciccio”, persona della quale i miei informatori mi fornirono soltanto una accurata descrizione fisica e notizie sulla sua pericolosità e provenienza palermitana. Riferii tutto questo al Barone e, per avvalorare le notizie che avevo ricevuto, che ritenevo attendibili e che vedevo prese in scarsa considerazione dissi al Barone, mentendo, di aver incontrato personalmente questo “Ciccio” alla stazione metropolitana di Ostia. Avevo saputo, infatti, che il Mangiameli gravitava nella zona di Ostia.

– il Barone mi aveva dato altresi’ incarico di accertare se sussisteva ancora una residua attivita’ dei Nar e se avevano intenzione di colpire un picchetto dei carabinieri in occasione di qualche cerimonia.

– Con l’ espressione: “..le morti dei giudici di Bologna..” intendo riferirmi: ….mi sembra che avessero sparato ad uno o due giudici a Roma…. Non mi ricordo…. Interrogato dal pm se tali episodi fossero da addebitare ai Nar, risponde….effettivamente dalla stampa appresi che questi gruppi avevano rivendicato gli omicidi e gli attentati di questi giudici di Roma. Escludo nel modo piu’ assoluto che volessi riferirmi alle morti su cui indagavano i giudici di Bologna e cioe’ alla strage di Bologna, che peraltro all’epoca del mio colloquio col Barone, non era ancora avvenuta. Peraltro mai il Barone mi chiese di interessarmi alla strage di Bologna.

strage-bologna

– mai ho saputo che i Nar abbiano rivendicato tale strage.

– Prendo atto che ha chiusura dell’intervista da me rilasciata il giornalista Nicoteri, riferisce tale circostanza. Preciso che per rivendicazioni intendo notizie ufficiali, non gia’ semplici attribuzioni giornalistiche.

– Sono consapevole che la mia intervista puo’ avere indirettamente contribuito all’ omicidio del Mangiameli, non credo e comunque sarebbe stato del tutto involontario. Comunque, se cosi’ fosse non ci piango sopra. Il Mangiameli mi era stato descritto come capace di qualsiasi cosa e come un provocatore. Per Terza Posizione era inammissibile ammettere che un proprio capo era un infiltrato e preferi’ quindi farne un martire. Questa è una mia spiegazione.

– Non so chi siano gli esecutori dell’omicidio Mangiameli, in un primo momento si penso’ che fosse stata la mala, cio’ fu riferito ad alcuni giornali. Fino a questo momento ho ignorato che per tale fatto sono imputati Fioravanti ed altri.

– Secondo me il Barone nega di avermi dato l’elenco dei Nar in quanto potrebbe essere stata una sua iniziativa non consentita dai suoi superiori. Puo’ essere che abbia agito in tal senso per tutelare le sue fonti.

– puo’ essere che il Barone mi attribuisca tutte le notizie da lui raccolte sul Soffiati al fine di tutelare altre sue fonti.

– Dopo che consentii a collaborare con i servizi il presidente della scuola non ricevette piu’ pressioni relativa alla mia posizione di insegnante, che in precedenza era stata messa in discussione si da atto che al presente processo verbale vengono allegati due fogli vergati a mano dall’imputato.

– recentemente ho fatto uscire su “Candido” di Pisano’, due articoli in cui spiego il mio punto di vista sulle cause della mia condanna, preciso che non sono articoli sotto pseudonimo, ma sono firmati dal Pisano’ che riferisce di aver parlato con una persona ben informata.

Letto confermato sottoscritto

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