Amos Spiazzi – dichiarazioni 05.04.1983 – seconda parte

Ricordo ora che il Kinzer e’ un amico di Peter Sulman, ex militante di destra, passato alla sinistra. Questo Kinzer si spacciava per uno di destra, tuttavia partecipo’ alla manifestazione contro il terrorismo, svoltosi a Verona lo scorso anno nell’ ambito di un gruppo di sinistra che contestava la manifestazione. Avevo raccolto la notizia che nel corso della manifestazione si sarebbe svolto un lancio di oggetti contro le autorita’ e avevo suggerito al Barone di far metter le transenne a distanza adeguata. Cio’ non accadde e no certo per colpa del Barone. Mi resi conto nell’ occasione di quanto inutile fosse preavvertire Barone di possibili episodi criminosi. Per Barone intendo il servizio, non la persona.

– conobbi il Maggi presso la trattoria del Soffiati , durante l’ incontro con l’ avvocato D’Agostino. Lo rividi una seconda volta a Venezia, sempre con il prof avvocato d’ agostino, in occasione di un incontro per la fondazione del centro politico italiano di cui il d’ agostino era fondatore e presidente. Il Cpi e’ di matrice cattolica monarchica e, l’ incontro avvenuto presso la abitazione del prof Zoli o Zolli, aveva lo scopo di verificare la possibilita’ per il Cpi di soppiantare la Dc come partito cattolico con una rapida campagna elettorale. Io e il Maggi fummo presentati al pubblico come le punte di diamante di tale iniziativa.
Resomi conto della assurdita’ degli intenti del Cpi, abbandonai la riunione prima del tempo e il Maggi venne con me questi era stato presentato dal prof avvocato d’ agostino come ex militante di ON e poiche’ cio non mi risultava, annotai il nome di Maggi in una agenda con l’ intento di verificare l’ informazione. Accertai poi che il Maggi aveva fatto parte non del Movimento Politico Ordine Nuovo, ma del Centro Studi ON, Centro Studi che a suo tempo conflui’ nel Msi e che non fu mai perseguito.

– Luis Garcia Rodriguez e’ una persona che mi aveva mandato dall’ estero pubblicazioni dell’ estrema destra. Non l’ avevo mai conosciuto e volevo accertare chi fosse.

– Zani Fabrizio; non ricodo di chi si tratti. E’ persona che comunque che non centra con il professore Zolli del centro politico italiano.

Si da atto che l’ imputato rilascia spontaneamente tale dichiarazione

– Prendo atto che a dire della sv lo Zani e’ un latitante, in tal caso il suo nome mi e’ stato dato da Barone.

– L’ appunto contenuto nella rubrica “centro” riportante alcuni nominativi in lettere greche, lo redassi nel corso di una conversazione con il Barone, avvenuta allorche’ il sequestro del generale Dozier era ancora in atto. Vi sono annotati i nominativi di alcune persone, alcune menzionate dal Barone, altre da me nella mia veste di informatore, sulle quali pareva opportuno fare indagini. Effettivamente, poi Galati Marco detenuto indicato nell’ appunto, costitui’ il primo passo per l’ identificazione degli autori del rapimento. Con l’ indicazione “Mestre due omicidi” forse volevo alludere al fatto che o io o il Barone, supponevamo che taluno degli autori del sequestro si identificasse con l’ autore dell’ omicidio Tagliercio o dell’ omicidio Albanese.

– la rubrica verde di formato grande e’ quella di normale consultazione.

– la rivista “Avanzada” mi viene inviata da circa tre, quattro anni non so da chi.

– Borella Graziano, è il presidente della Fnai, Federazione Nazionale Arditi Italiani; a tale associazione sono affiliato in qualita’ di artigliere controcarro.

– del Bellei ho gia’ detto nel precedente interrogatorio. L’ annotazione cp 2o32 Asuncion, indica la casella postale che e’ stato il primo recapito di Massagrande.

– la rivista Cedade mi viene inviata da persone che non conosco.

– Grilz Almerigo e’ responsabile del Centro Nazionale Audiovisivo di Trieste. So che ha presentato, nelle varie sedi del Msi, reportages sul Libano.

– il Maggi si trova pure nella rubrica verde formato grande, in quanto superati gli accertamenti, lo considero un amico e una brava persona.

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– Miceli e’ il noto generale Miceli con il quale sono tuttora in buoni rapporti.

– Racaniello e’ persona che ho incontrato a Roma nel mio viaggio del 17.07.80 e che mi ha fornito notizie sul conto del Ciccio Mangiameli, come gia’ riferito al giudice di Roma. Durante il viaggio del 17 luglio (000717) incontrai per primo tommaso d’ aprile, il quale e’ stato il mio accompagnatore per tutta la giornata. La Racaniello mi scriveva e mi inviava libri durante il periodo della mia detenzione. Per questo ora, mi sento in dovere di andarla a trovare ogni volta che mi reco a Roma.

– Sulman Peter l’ avevo conosciuto in quanto era stato mio allievo all’ istituto linguistico Vitruvio. Lo conoscevo come un estremista di destra ed allorche’ prese a frequentare Fdg, lo feci allontanare da quell’ ambiente. Il Sulman mi aveva infatti detto di aver subito una perquisizione ed io che mi preoccupo di eventuali provocazioni contro il Fdg, lo feci emarginare. Il Sulman passo’ poi a Democrazia Proletaria.

– il Sulman in realta’ millantava di far parte di quel gruppo Hoffman, ora menzionato dalla sv. Ricordo infatti che aveva un volantino di tale gruppo di cui si dichiarava simpatizzante, ma allorche’ riuscii a farmelo mostrare mi accorsi che era un volantino molto vecchio. Comunque cio’ che veramente mi dette da pensare sul Sulman fu il fatto che la sua perquisizione fu effettuata assieme ad altri due; una nei confronti di un aderente a terza posizione e l’ altra ad un aderente dell’ estrema sinistra.

– Camille Tawil e’ un giornalista libanese, il suo numero telefonico mi fu dato da tale Silvino Gonzato, giornalista del Giornale Nuovo. Ebbi con Camille un contatto telefonico in quanto dovevo invitarlo a Verona per una conferenza organizzata dal Msi e dall’ umi sulla situazione libanese. La conferenza non ebbe poi luogo in quanto il Camille fu poi arrestato.

– L’ annotazione nella pagina 2 luglio dell’ agenda del 1980, ripetuta alla pagina 02.08.80 è erronea. Quanto annotato e’ infatti accaduto solo a quest’ ultima data. Ero andato alle poste alle 10,30 per ritirare i libri delle edizioni “Thule” che avevo ricevuto in deposito e che avrei dovuto distribuire. L’ annotazione delle ore 10,50 si riferisce al fatto che mi recai all’ ufficio anagrafe. Il dr Dalla Chiesa e’ funzionario di tale ufficio. Il cav Rossi e’ una persona che mi invito’ ad una festa che ebbe luogo in un paesino vicino a Verona ed esattamente a Telrossa.

– I ragazzi del Mit cui si fa riferimento alla pagina 21 settembre, sono esponenti del movimento di iniziativa tradizionale che io mi sono adoperato a ricondurre nel Fronte Popolare di Riscossa Monarchica dal quale si erano separati.

– il 26 settembre sono ritornato a Roma. Cercai di incontrarmi con la Racaniello, ma non riuscii a trovarla all’ utenza telefonica indicata con il suo nome. Scopo del mio viaggio era deporre d’ innanzi al dr Summa, GI di Roma, che mi aveva convocato per quella data nell’ ambito del processo perla morte del Mangiameli.

– La stilizzazione della fiamma dei carabinieri che si trova talvolta nelle mie agende sta a indicare i miei incontri con il Barone.

– Il 30 settembre e’ annotato il nome di Lopparino Carlo persona che dalla Germania mi fa telefonate pazzesche di tenore politico ma assolutamente scriteriate inneggianti al nazismo e al fascismo. L’ ultima volta telefono per sollecitarmi a far arruolare suo nipote nella guardia di finanza. Non conosco di persona Lopparino e su di lui ho riferito al Barone. Questo Lopparino mi disse che potevano darmi sue referenze tali Salvarini di Venezia e tale Aldo Perez di Roma. Dichiaro cio’ dopo aver preso visione del foglio 30.09.80 dell’ agenda. Non conosco ne’ Salvarini ne’ l’ Aldo Perez e non ho chiesto loro referenze sul Lopparino, anche perche’ non avrei saputo dove trovarli. Il Lopparino comunque per me è un pazzo.

– non so chi sia leda Minetti; ora che mi ricordo si tratta di un’ amica della Racaniello. La Racaniello mi aveva detto che questa Minetti era la convivente del “Caccola” , cioe’ del Delle Chiaie che avuto un figlio dal Delle Chiaie che era stato recentemente ucciso in carcere. La Racaniello voleva scrivere una lettera di solidarieta’ e di condoglianze alla Leda Minetti e voleva che la firmassi anch’ io.

 

– Ci deve essere un rapporto con il nome dell’ avvocato Cambi Costantino indicato sotto quello della Minetti. Il Perez indicato nella mia agenda verde con a fianco il numero 573730 e’ Perez Giovanni e nulla a che fare col Perez Aldo, menzionato dal Lopparino. Faccio comunque presente che il contenuto della telefonata del Lopparino e i nomi del Salvarini e del Perez li riferii al Barone.

– Non chiesi al Lopparino ulteriori indicazioni sui recapiti del Perez Aldo e del Salvarini, in quanto il Lopparino mi disse che erano ben noti a qualunque fascista.

– L’ annotazione alla data 01.06.81, sta a rammentare che lo Stimamiglio ebbe con me un colloquio nel quale gli chiesi quali nessi potevano esserci tra la P2 e l’ Argentina. A quell’ epoca si diceva, sulla stampa, che vi erano dei collegamenti della P2 in Argentina. Lo Stimamiglio e’ uno esponente dell’ associazione Italia Argentina. Questi mi aveva chiesto nel corso della conversazione di appurare la posizione di Lopez Rega nell’ambito della P2. Ero nelle condizioni di farlo grazie alle mie numerose relazioni.

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– Non ricordo quale sia il senso dell’ appunto relativo all’appunto a tale Vale Giorgio indicato sotto la data del 2 giugno. L’ annotazione di riferisce comunque a questione trattata nel mio rapporto con il Barone.

– Lattanzi Rolando era una persona con recapito a Roma ed abitante in un paesino della Toscana o del Lazio, che si occupava del reclutamento di persone da inviare nel Libano, non so se per la Falange o per l’ Olp. Riferii tale notizia al Barone il quale disse che non era interessato; suppongo che avessero gia’ assunto informazioni per altra via. Non ricordo chi mi abbia forniti le notizie; la fonte dovrebbe essere comunque Tawill Camille per il tramite del Gonzato Silvino. Se cosi’ fosse il Lattanzi sarebbe stato indicato come un arruolatore dell’Olp. I numeri telefonici si si riferiscono alla residenza toscana del Lattanzi. I primi due numeri si riferiscono all’ ufficio il terzo all’ abitazione

– la polvere che mi e’ stata sequestrata è parte di un’ enorme quantitativo di polvere che era stato lasciato a casa mia dai tedeschi nel 1945. Qualcuno dei miei figli dovrebbe averla messa dentro un barattolo; si tratta comunque di sostanza deflagrante degradata. La usavo per facilitare la combustione della legna in giardino.

– Le parti di armi che mi sono state ora sequestrate, appartenevano alla mia collezione e mi riproponevo di riportarle o farle portare, a San Leo non appena ne avessi avuto la opportunità senza dover sbrigare eccessive formalita’ burocratiche. La mia collezione si trova attualmente in una sala della Rocca di San Leo esposta al pubblico. Le parti che ancora si trovano a casa mia avrei dovuto portarle a San Leo, ma per far cio’ avrei dovuto chiedere la autorizzazione per ciascuna provincia che avrei dovuto passare. Tutto cio’ era troppo brigoso e cercare un ufficiale dei cc che facesse per me tale trasporto. Non comunicai alla proloco di San Leo, attuale proprietaria della collezione, che alcune parti d’ arma si trovavano presso la mia abitazione.

– la pistola che mi e’ stata sequestrata era gia’ stata notata nella mia abitazione nel corso di una perquisizione subita nel processo della “Rosa dei venti”.  Fui io a consegnala al giudice insieme ad altre quattro che non erano di mia proprieta’; ma che detenevo per ripararle. Mi pare di ricordare che fu il giudice stesso a dire: “questo e’ un rottame lasciamolo qua” . Fui comunque condannato anche per la detenzione di quel rottame.

– le cartucce sono cartucce a salve calibro 12 che usavo in occasione delle festività natalizie.

– i bossoli che avevo dall’ epoca in cui prestavo servizio attivo. Il nastro per mitragliatrice era parte della mia collezione e la avevo trattenuto per inserirvi cartucce originali e portarlo quindi a San Leo.

– Il documento “dr Prati” e’ un appunto per uso personale che ho redatto quattro mesi prima del sequestro Dozier in occasione di una visita del Soffiati. Era un appunto a mio uso personale che intendevo rivedere.

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