Amos Spiazzi – dichiarazioni 05.04.1983 – prima parte

Il documento “Il Decalogo del Legionario” del quale prendo ora visione, risale al 1970 circa. E’ uno scritto che mi venne gia’ contestato nel precedente processo. Lo scritto agli atti e’ identico e contemporaneo ad altri che mi vennero allora sequestrati. Era il decalogo della regia marina per la X Flottiglia Mas volevo rielaborarlo e renderlo attuale ad uso delle pattuglie di confine in servizio alla frontiera jugoslava. Inoltre e’ uno scritto che mi piace perche’ fatto bene e mi interessava perche’ sono un cultore di filosofia della milizia, cioe’ della filosofia dell’ uomo in armi. Non ha nulla a che fare con scritti di Codreanu, che peraltro mi sono noti.

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–  nessuno mi aveva richiesto di elaborare un codice di comportamento per le pattuglie di frontiera.

– con riferimento alle rubriche, recanti rispettivamente l’ intestazione: “destra” “sinistra” e “centro” dichiaro che esso contengono nominativi di estremisti o persone che sospettavo di estremismo, appunto di destra di sinistra e di centro. A mio avviso esiste un estremismo di centro. Le persone menzionate nelle agende, ad esempio, costituiscono un ipotetico pericolo per le istituzioni e per la destra legale. Ecco perche’ indagavo su di loro o ne annotavo i nominativi per evitarle. In particolare la rubrica “destra” contiene i nominativi anche di provocatori, che avrei segnalato alla destra legale, qualora avesse tentato delle infiltrazioni. Per destra legale intendo l’ Unione Monarchica Italiana e l’ Msi la rubrica “sinistra” contiene nominativi di persone sulle quali indagavo o avevo indagato, ritenendole appartenenti ad aree estremistiche della sinistra.Mano a mano che concludevo le indagini su ciascuno di costoro, ne riferivo gli esiti al maresciallo Barone. Le crocette indicate a fianco di taluno dei nominativi, indicano il grado di attendibilità dei sospetti a carico di ciascuno. Una sola croce indica un grado di sospetto elevato, tre un grado di sospetto scarso.
Molti dei nominativi mi sono stati segnalati dal Barone, altri mi erano gia’ noti, altri li ho raccolti negli ambienti piu’ disparati. Ad esempio il Biddau lo conobbi in carcere a Padova e successivamente prese contatto con me: dai discorsi che mi fece mi e’ parso che fosse un fiancheggiatore delle BR. Il suo nominativo lo segnalai al Barone.

– io non ricordo chi mi abbia fornito i nominativi di Bonatelli e Puntaloro.

–  tranne Roberto e’ una persona che da piu’ fonti mi e’ stata indicata come pericolosa. La notazione sul suo nominativo risale all’ epoca del sequestro Dozier. Il Barone mi chiese di raccogliere notizie su tale fatto criminoso.

–  le targhe annotate sulla rubrica “centro” si riferiscono tutte ad autovetture dei servizi, della polizia o dei carabinieri o di altri non identificati, che mi hanno pedinato nel corso di questi ultimi 5 anni. Prendo atto che il Barone esclude che io sia stato pedinato dal servizio cui egli appartiene. Convengo anch’ io che il Barone non potesse essere a conoscenza di pedinamenti operati nei miei confronti. Sono stato pedinato un paio di volte da macchine della polizia, da una macchina dei carabinieri.

– credevo che il Barone fosse del sismi e ritenevo che fosse il Sisde a farmi pedinare.

– nel documento “il dr Prati” indico Barone con il titolo di Barone, in quanto l’ appuntato Barone si era a suo tempo presentato da me come ufficiale dell’ arma dei carabinieri. Tale qualifica l’ aveva vantata anche innanzi al professore Quiroli di Poggio Rusco, persona questa ultima, che mi fece conoscere il Barone. Cio’ e’ avvenuto alla fine del 1978, in concomitanza del periodo in cui mia moglie venne operata dal professore Quiroli.

– confermo e ribadisco che l’ appuntato Barone e’ stato il mio unico referente all’ interno dei servizi.

– il Soffiati era una mia fonte informativa quando io ero un ufficiale all’ ufficio “I” del Sios, cioe’ fino al 31.12.73.

– escludo di aver avuto “sotto controllo” il Soffiati in epoca recente e di avere segnalato al Barone fatti riguardanti il Soffiati ulteriori rispetto a quelli che riferii riguardo al traffico d’ armi ed a Affatigato Marco. Nulla ho riferito al Barone relativamente a rapporti fra Soffiati, la sorella di ventura e Affatigato Marco. Nulla riferii al Barone circa i movimenti della moglie del Massagrande e il suo arrivo in Italia.

– Nella rubrica “destra” sono contenuti i nominativi di persone di area extraparlamentare nonche’ di persone che mi interessavano sotto il profilo dei loro orientamenti all’interno dell’ area monarchica. Ne segnalavo i nominativi al Barone solo se li ritenevo pericolosi.

– Il nome di Cagnoni Marco, si trova annotato su un biglietto lasciatomi da Massagrande Sandra circa un anno e mezzo fa, nel corso del suo ultimo viaggio in Italia. Il nominativo e’ annotato con una calligrafia a me conosciuta. Sul retro del biglietto si trova un indirizzo spagnolo che era stato un recapito di Massagrande Sandra e che poteva venire di nuovo da lei utilizzato. Non diedi tale recapito a Barone. Massagrande e’ un mio carissimo amico. Non ricordo a chi si riferiscono i numeri telefonici che ella dice italiani, annotati sul biglietto. L’ indirizzo Campo Cervera, e’ quello della Massagrande Sandra in Paraguay.

– Bellazzi Luigi e’ un consigliere comunale di Verona espulso dall’ Msi circa sei mesi fa per le sue posizioni estremistiche. A mio giudizio avrebbe potuto organizzare attivita’ illecite e dannose al partito.

– Bizzarri Claudio e’ un cognato di Massagrande, uno di quelli che mi accusarono al processo, aveva militato in Ordine Nuovo. Me lo annotato come persona da evitare.

– Dal Cortivo Giovanni e’ un sergente del IX gruppo artiglieria che è stato costretto a dimettersi perche’ iscritto al Msi. Appurai che si trattava di un bravissimo ragazzo che era stato discriminato per la sua ideologia politica. Anzi era un simpatizzante del Msi.

– D’Onofrio Rene’ era una persona che continuava a frequentare gli ambienti del Msi per avendo rapporti con l’ estremismo di sinistra. E’ uno dei fondatori unitamente a tale Chignola, di un movimento denominato Prout, in ordine al quale fui richiesto dal Barone di indagare.

– il De Ciglia e’ persona che mi e’ stata segnalata dal Barone perche’ cercassi di saperne qualcosa attraverso tale Giuseppe Garibaldi. Giuseppe Garibaldi e’ un tizio che mi si presento’ subito dopo la intervista all’ espresso, dichiarando di essere estremista di destra, militante di Terza Posizione. Mi diede il suo indirizzo di Padova, dicendomi che mi voleva vendere delle pubblicazioni. Ritenni pericoloso frequentarlo e accettare l’ incarico del Barone perche’ anch’ io potevo passare per un militante di Terza posizione. Questo Giuseppe Garibaldi e ‘il figlio di un primario di Parma e vive a Padova con la madre. E’ persona ben nota al Barone.

– questo Giuseppe Garibaldi venne a trovarmi il giorno dopo che il dr Di Stasio, mi aveva fatti vedere il volantino diffuso da terza posizione dopo la mia intervista all’ espresso e relativo al Ciccio Mangiameli. E’ per questo che ebbi paura di Giuseppe Garibaldi.

– Guerin e’ il direttore della “sentinella d’ Italia” . Era annotato sulla mia agenda in quanto volevo controllare il suo grado di pericolosità . Era una persona a posto. L’ ho controllato su mia esclusiva iniziativa.

–  il Soffiati e’ una persona che crede di aiutare la giustizia facendo carte false. E’ notorio che si sia presentato ad attivita’ proprie di provocatore, compiute nella medesima sua logica, a fin di bene. Non posso riferire episodi specifici perche’ non ho le prove. Potete comunque chiederne notizia al dr Di Stasio. Ad esempio e lo dico in via del tutto teorica, sarebbe il tipo da metter della polvere o dei ferri nella macchina di una persona sospettata dalla polizia ove non vi siano prove a suo carico.

– escluderei che mi abbia voluto colpirmi direttamente, non posso escludere tuttavia che sia rimasto coinvolto in qualche pasticcio per essere andato oltre le direttive ricevute da coloro che lo manovrano e che, per salvarsi, mi abbia a sua volta coinvolto.

– Escludo che il Barone fosse in contatto con il Soffiati poiche’ fu lo stesso Barone a dirmi che aveva un altro contatto senza specificarmi se con il Sisde o il sismi, aggiungendo tra l’ altro che il Soffiati era noto perche’ faceva di testa sua.

– non ricordo chi fosse la persona di nome Kinzer che nella mia rubrica qualifico con il nome di spia.

– persone qualificate, che comunque ora non ricordo mi hanno concordemente riferito nel corso dell’ ultima festa tricolore di Desenzano che quel Lanfranco indicato come ex presidente del Fuan di Padova nella mia agenda appartiene agli elenchi della P2 essendo anti massonico mi sono annotato il suo nome per non avere contatti.

 

A questo punto, alle ore 14 il GI dispone che l’ interrogatorio venga sospeso e riprenda alle ore 15.

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