Francia Salvatore – dichiarazioni 29.05.1982

– È sempre stato obiettivo di Delle Chiaie Stefano quello di fondere Avanguardia Nazionale con Ordine Nuovo. Le sue richieste furono sempre respinte perche’ c’era una diffusa ostilita’ da parte di tutto l’ ambiente di ON nei confronti del Delle Chiaie in quanto non era chiaro il suo ruolo e la metodologia da lui utilizzata; in particolare non si condividevano i metodi violenti e si sospettava di suoi contatti con l’ ufficio affari riservati cioe’ con D’Amato Federico Umberto. Ma a livello di base possono esservi stati contatti tra avanguardisti e ordinovisti. Io a Torino ho sempre cercato, e credo di esserci riuscito, di tenere lontano gli avanguardisti. Dopo lo scioglimento di ordine nuovo, Delle Chiaie mise in giro la voce che si era verificata l’ unificazione. Ne venni a conoscenza verso la fine del 1975.

-i tentativi di unificazione di ON e AN furono oggetto di una riunione ad Ostia in un appartamento di una persona che non conoscevo. Partecipammo io, Graziani, Massagrande per ON per AN vi era Delle Chiaie Stefano e che vedevo per la prima volta, ed altre sei o sette persone di an che non conoscevo. Non so se vi fosse Tilgher, che non ho mai conosciuto, non c’era Signorelli. Credo che a questa riunione si riferisca chi ha parlato della riunione di Frascati, di cui ho vagamente sentito parlare dai giornali. Questa riunione avvenne verso la prima meta’ del 1973. Prendo atto che Pecoriello paolo ebbe a dichiarare che anche nel corso di una riunione tenutasi a Lucca presso Tomei Mauro, si parlo’ dello stesso argomento (…). Tomei Mauro l’ ho conosciuto nel corso di un incontro avvenuto a Perugia. Nei confronti del Tomei vi era una iniziativa per la sua espulsione perche’ si era appropriato di fondi affidatigli per la costituzione di una palestra per arti marziali.

– il documento sulla guerriglia che mi viene attribuito nel processo di Torino, non mi appartiene e non so indicare da chi provenisse.

– noi di ON abbiamo proceduto ad una analisi di quanto è avvenuto negli anni passati ed abbiamo potuto rilevare che Delle Chiaie Stefano aveva infiltrato i propri uomini in vari gruppi al fine di realizzare i suoi propositi, che probabilmente erano ignoti agli stessi elementi che egli strumentalizzava. Elementi di AN infatti si erano infiltrati nel Mar di Fumagalli nel Fronte Nazionale, inoltre molti degli imputati del processo di Ordine Nero tenutosi a Bologna, erano di Avanguardia Nazionale. A quanto mi risulta Ordine Nero, come organizzazione, non e’ mai esistita: qualcuno deve aver innestato un processo di provocazione che e sfociato in attentati siglati con quella sigla.

– di Tuti Mario nessuno aveva mai saputo nulla.

– prendo visione dell’ agenda sequestrata a Donati luca nella parte in cui si fa il mio nome e vi sono riferimenti a somme di danaro che gli sarebbero state portate dal Cauchi. A tal proposito posso dire che nell’autunno del 1974 a Barcellona fui avvicinato a Cauchi augusto che si presento’ come persona appartenente ad ordine nuovo. Io mi insospettii anche perche’ aveva asserito di avere la tessera di ON, mentre sapevo bene che tessere di on non ve ne erano.Telefonai a Graziani che non seppe dirmi nulla del Cauchi. Mantenni con lui dei rapporti molto formali. (…) Lo vidi solo tre o quattro volte, sempre da solo, non sapevo con chi fosse in contatto. Solo successivamente venni a sapere che si era unito a Delle Chiaie. Lo incontrai poi solo una volta su un autobus a Madrid dopo la carcerazione, essendo stato arrestato per dollari falsi. Non ho mai fornito denaro a Cauchi o al Donati.

– prendo visione delle foto a pagina nr 19 de L’Espresso del 24.11.74. La foto che vi appare e’ quella di Zaffoni Francesco.

terrorista

Io a Barcellona frequentavo l’ ufficio di Royuela Alberto, utilizzando la macchina da scrivere ed il telefono per le esigenze commerciali, mentre lo Zaffoni era dipendente del Royuela. Ebbi piu’ di una lite con Alberto. Costui aveva fatto parte della “guardia di Franco” , ma a mio parere aveva uno scarso peso. Ricordo che una delle liti si riferisce al fatto che aveva messo in giro la voce falsa che stava organizzando una riunione di tutti i fuoriusciti italiani. In quella occasione, in primo tempo, ribadi’ che era vera l’iniziativa e successivamente ammise che non era vero. Da allora, avendomi egli accusato di sfruttare il suo telefono, non ci vedemmo piu’. Conobbi il portoghese Carvalho, era un amico di Royuela. Il Carvalho disse che era stato allontanato dalle FFAA portoghesi perche’ infermo di mente. Era il tempo del processo Violante, che criticai, conversando con lui. Poiche’ ci rinfacciò di non avere neanche il coraggio di ammazzare il giudice, disse che sarebbe stato capace di farlo lui. Io gli ribattei che non avrebbe fatto neanche in tempo ad arrivare a Savona. Dopo qualche giorno fu costretto a scappare da Barcellona perche’ la polizia lo ricercava per delle rapine.
Trovatosi in Italia senza soldi mise in piedi la notizia pubblicata da L’Espresso, per vendicarsi di noi, pensando forse che Royuela avesse riferito alla polizia della sua presenza a Barcellona. Il Carvalho aveva le 5 fotografie per averle sottratte da un cassetto della scrivania di Royuela. (…) Io non ho visto la foto di Zaffoni che appare su L’Espresso ma sapevo che l’ aveva data a Royuela. Comunque riconosco lo Zaffoni, che portava gli occhiali da vista.

Letto confermato sottoscritto.