Paolo Bianchi – dichiarazioni 11.11.1981 – prima parte

Ho chiesto di essere esaminato perche’ come gia’ esposto in precedente interrogatorio reso al Pm Imposimato e al G.I. Napoletano di Roma, intendo rivelare circostanze che ritengo utili alla giustizia con la maggiore urgenza possibile dato il pericolo che mi incombe e l’ incerta mia sorte di detenuto. Alla fine del settembre scorso ho avuto modo di frequentare a Regina Coeli certo Scorza Pancrazio, a me gia’ noto. Lo Scorza entrato in confidenza con me e dopo lunghe conversazioni nel corso delle quali egli si e’ andato convincendo che era politicamente sano assumere atteggiamento che, sconfessano un certo passato, riconsiderasse con occhio nuovo le vicende da noi vissute pervenendo alla conclusione che proprio per maturazione politica era opportuno e necessario collaborare con la giustizia.

Mi rivelo’ quanto segue: dopo avermi reso noto che era detenuto per varie imputazioni e cioe’ per associazione sovversiva e banda armata nonche’ per essere stato implicato nella fuga di Freda Giorgio. In un periodo che si aggira sulla primavera – estate del 1980, certamente antecedente comunque l’ attentato alla stazione ferroviaria di Bologna dell’ 2 agosto 1980, lo Scorza effettuo’ un viaggio in Ungheria con un personaggio siciliano, di cui mi fece anche il nome ma che io non ricordo, e una volta giunti in quella citta’ il siciliano, persona molto importante nell’ ambito di traffici mafiosi, di armi di stupefacenti ed esportazione illegale di valuta nei paesi dell’ est europeo nonche’ molto vicino ad ambienti dell’ estrema destra sia siciliani che Romani ed in particolare nella zona di Pomezia, Nettuno ed Anzio, si incontro’ con alcuni Italiani e un’ altra persona di nazionalita’ francese o americana per discutere dei traffici di valuta per la Polonia e per altri affari del genere; nel corso dell’ incontro si affermo’ dal gruppo anche la necessita’ che si verificasse un “botto” a Bologna.
Quando poi avvenne l’ attentato dell’ 800802, lo Scorza sulla base della sua esperienza lo collego’ all’ incontro di Budapest, egli era sicuro del fatto suo tanto da essere letteralmente terrorizzato dall’ ipotesi che la notizia trapelasse e si disse disposto a rivelare qualsiasi delitto, come in effetti ha poi fatto almeno in parte nei suoi interrogatori, ma non la vicenda di Budapest, tanto che ci accordammo di non rivelare a nessuno tale vicenda. Tra gli altri particolari ricordo sempre per relazione dello Scorza che il siciliano, appellato sempre senza alcun titolo per nome e cognome dimostrava circa 35 – 40 anni, viaggiava con una Mercedes e, se ben ricordo, per andare a Budapest transito’ per Trieste.
Lo Scorza e il siciliano si trattennero a Budapest circa due mesi. In epoca successiva che non posso pero’ precisare, lo Scorza fu sequestrato da tre siciliani e si rese conto che intendevano eliminarlo come testimone pericoloso della vicenda vissuta in Ungheria, ma fu salvato dall’ intervento del siciliano col quale era stato a Budapest. Nel corso del soggiorno a Budapest, il siciliano e lo Scorza seppero che era transitato per quel paese anche il turco Agka, autore dell’attentato al papa; questi era stato anche in Germania.

Successivamente lo Scorza apprese che Agka aveva incontrato in  Italia il Signorelli paolo e che quest’ ultimo era molto legato al boss siciliano che si era recato a Budapest. Sempre a proposito di quest’ ultimo ricordo adesso che aveva la sua residenza a Palermo ma era solito soggiornare anche altrove. Sempre lo Scorza parlando degli Italiani incontrati a Budapest mi riferi’ che costoro appartenevano alla destra politica e che egli non li aveva mai visti prima ne’ ne conosceva i nomi; che erano gli organizzatori di tutti i traffici illeciti nell’ Europa dell’ est ed in particolare in Ungheria e che sembravano godere della tolleranza della polizia ungherese.

Tornando al Signorelli come ho gia’ riferito negli interrogatori resi ai magistrati Romani dinanzi menzionati nonche’ al pm Vigna di Firenze, in sintesi posso dire quanto segue: per mia esperienza diretta. Nel 1975 il Signorelli venne espulso dal Msi perche’ usava il partito al fine di coltivare attivita’ eversive e divenne scopertamente il responsabile dell’ organizzazione militare di Ordine Nuovo, movimento coinvolto nella uccisione del giudice Occorsio e in altri delitti; tale funzione gli fu però, prima del delitto Occorsio, usurpata dal Concutelli. Con lo sfaldamento di ordine nuovo il Signorelli creo’ una struttura nuova nella impostazione politica e strategica articolata nelle comunita’ organiche di popolo e Costruiamo l’ Azione (di cui il Movimento Rivoluzionario Popolare era il braccio armato) ;

Freda

La caratteristica piu’ saliente di tale struttura consisteva nella ricerca di contatti con l’ estremismo di sinistra in conformita’ con le idee espresse da Freda, che sin dal 1968 concepi’ la unione di tutti i rivoluzionari per disintegrare il sistema (cfr opuscolo del Freda “La disintegrazione del sistema” Ed. AR) . In concreto i movimenti organizzati da Signorelli ed in particolare l’ Mrp ebbero contatti con elementi della sinistra come Mariani, Busato Fausto e l’ avvocato Di Giovanni. Nel 1978 il Signorelli maturo’ la evoluzione dei movimenti da lui organizzati nel senso della lotta armata e della destabilizzazione. La evoluzione sfocio’ in una serie di attentati come quelli al consiglio superiore della magistratura, alla Farnesina, al carcere di Regina Coeli e al Campidoglio. In tale attivita’ uno dei collaboratori piu’ stretti del Signorelli era Calore Sergio il cui ruolo principale era di preparare sotto il profilo tecnico gli attentati dinamitardi (fu a bella posta per mezzo di conoscenze negli ambienti militari fatto specializzare nell’ esercito per iniziativa di Signorelli che conosceva un ufficiale come artificiere) e di parteciparvi. Altro ruolo invece aveva il professor Semerari Aldo, questi, oltre a partecipare al vertice organizzativo e operativo al tempo degli attentati di cui sopra dei vari movimenti quali le comunita’ organiche di popolo, la Mrp e costruiamo l’ azione, era la figura di spicco come ideologo e per le conoscenze che aveva nel mondo giudiziario e politico. Inoltre egli, profittando del suo lavoro di perito psichiatra, assicuro’ i contatti dei movimenti eversivi di destra con i grossi personaggi della mafia, della camorra e della delinquenza comune in genere. Tra gli altri Cutolo, Vallanzasca (dal quale fui invitato al matrimonio) Bergamelli (che mi confido’ personalmente i suoi contatti con il Semerari, Berenguer Jacques il suo clan dei marsigliesi, Giuseppucci Franco detto “il Negro” (uno dei capi della organizzazione romana per la importazione dalla turchia di morfina base e per i sequestri di persona) .

Franco_Giuseppucci

Per tale attivita’ il Semerari ricevette un messaggio scritto col quale lo si avvertiva del grave pericolo che gli incombeva. In particolare, sul conto del Semerari posso citare come episodi della sua attivita’ eversiva diverse riunioni politiche e organizzative anche sotto il profilo militare tenute nella sua Villa di Poggio Mirteto con l’ intervento del Signorelli, del Calore, di De Felice Alfredo, di Neri Maurizio talvolta Scorza Pancrazio ed altri. Il Semerari come perito d’ ufficio favoriva i camerati impegnati e grossi delinquenti facendoli risultare infermi di mente.

Inoltre si prestava alla corruzione, ho saputo tra gli altri casi di un sequestro di persona in Argentina; egli fu arrestato in Italia nel 1979 e pago’ a Semerari perito d’ ufficio 50 milioni di lire per una diagnosi di infermita’ mentale. Ho appreso tale fatto direttamente dal Carlos Alberto e dall’ avvocato Arcangeli. Sui fatti e le persone di cui ho sin’ ora parlato mi riservo di redigere un memoriale piu’ ricco e circostanziato e soprattutto organico nei riferimenti tra le varie persone.

Vengono chieste al testimone le eventuali notizie in suo possesso sui seguenti nominativi iscritti nelle agende sequestrate a Semerari:

Rubrica tascabile di colore rosso contrassegnata col nr 3;
Mei telefono 3270958 – 3275357:
– potrebbe trattarsi di tale Mei, legato ad Avanguardia Nazionale, autore di una rapina a Barcellona, il cui bottino di oltre un miliardo fu rinvenuto a Roma in una Land Rover, nel periodo 1979 – 1980.

Nistri Silvia telefono 855739;
-si tratta della madre di Nistri Roberto, di cui parlero’ in seguito.

Agenda anno 1976 di colore amaranto siglata col nr 22 dall’ ufficiale di PG operante:
Fiorenza telefono 8872185;
– potrebbe trattarsi di certo Fiorenza di estrazione mafiosa, trafficante di stupefacenti (eroina) arrestato per l’ articolo 75 della legge nr 685.
Ho conosciuto Fiorenza durante la mia detenzione.

Mariani telefono 5575784;
– potrebbe trattarsi di Mariani Bruno, membro di Autonomia, tratto in arresto per l’omicidio Leandri, per associazione sovversiva e banda armata, militante nell’ area di Autonomia.

Crescenzi Gina telefono 5860070;
– potrebbe essere il recapito telefonico di Crescenzi Giulio, dirigente di avanguardia nazionale, arrestato in via Sartorio in Roma, mentre era insieme a Delle Chiaie Stefano (che riusci’ a fuggire) . Per il dirottamento di un aereo fokker nel 1975 e per la strage di Peteano fu arrestato un certo Vinciguerra, anch’ egli in via Sartorio, mentre era insieme al Crescenzi.

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