Mario Santoni – dichiarazioni 06.10.1992

L’ indagine che mi porto’ ad acquisire notizie su Gelli ebbe inizio, come ho gia’ detto al GI di Venezia e al GI di Milano, a seguito di un contatto con un cittadino cambogiano, tale Romoluc, il quale era in rapporto con tale “Filippo”. Svolsi accertamenti di mia iniziativa su questo Filippo. A Roma appresi che aveva alloggiato presso l’ hotel Excelsior e presso l’ hotel President. Dalla centralinista di questo ultimo albergo appresi che Filippo in realta’ si chiamava Gelli.

Rilevai inoltre che presso i due alberghi aveva presentato due diversi documenti, presso il President una patente rilasciata a Pistoia recante il nr 22276 e presso l’ Excelsior una patente sempre rilasciata a Pistoia con nr 22326. Dico cio’ dopo avere consultato autorizzato da loro giudici alcuni appunti che ho portato con me. Dopo questi accertamenti preliminari, sulla base dei quali risulto’ inoltre che il Filippo si faceva passare per uno dei capi del servizio segreto, riferi’ al mio superiore cioe’ al col Marzollo e su sua autorizzazione nell’aprile ‘74 mi recai ad Arezzo e a Pistoia per svolgere ulteriori indagini su Gelli. Ero accompagnato dal maresciallo Noviello Luigi. Giunto ad Arezzo mi recai al gruppo a far firmare i fogli di viaggio. Qui incontrai il col Tuminello, ma non fidandomi troppo di lui non gli dissi quale era lo scopo della missione. Come ho gia’ detto nelle precedenti deposizioni successivamente il Tuminello telefono’ al gen Maletti, dicendo che un ufficiale del servizio si era recato ad Arezzo ed era diretto verso Pistoia. Questa telefonata produsse la dura reazione di Maletti della quale ho gia’ parlato. Recatomi a Pistoia ebbi un colloquio con il maresciallo Rossi il quale mi fece anche consultare numerosi atti relativi a Gelli. Il maresciallo Rossi inoltre mi fece conoscere una persona che solo in seguito ho saputo essere l’ avv Degli Innocenti. Questi mi diede numerose informazioni su Gelli. Richiesto da lei dr grassi confermo che fra l’ altro mi disse che il Gelli frequentava il centro cs di firenze dove partecipava a delle riunioni.

Fu l’ avv Degli Innocenti a dirmi che in una di queste occasioni Gelli era stato notato accedere al centro da tale Stilli Ottorino. Sotto al centro Cs di Firenze c’ era la sede del partito social democratico, frequentato dallo Stilli. Dico questo sempre consultando miei vecchi appunti e rapporti. Adr: nell’ indagine che ho svolto su Gelli non ho preso contatto con il centro Cs di Firenze. Non l’ ho fatto in quanto volevo avere il merito esclusivo della indagine che stavo conducendo sul Romoluc che all’ inizio era il soggetto che maggiormente aveva attratto la mia attenzione. Riferivo invece costantemente al col Marzollo che mai prima del colloquio con il gen Maletti mi ha ostacolato nelle indagini. Preciso anzi che pur dopo la reazione del Maletti, che come detto mi impedi’ di andare oltre, il col Marzollo mi ordino’ di mettere il mio rapporto in archivio nella pratica del Gelli.

Come ho gia’ detto tale rapporto sembrava scomparso e ricomparve soltanto quando dissi al col Cogliandro che ne avevo conservata una copia. In quella occasione ebbi modo di esaminare il fascicolo intestato a Gelli custodito presso il raggruppamento centri e potei constatare, oltre alla scomparsa del rapporto, il fatto che l’ indice era stato completamente rifatto e riscritto tutto con unica calligrafia, cosa estremamente strana in quanto di regola ci sono diversi archivisti che provvedono alla redazione dell’ indice. Questo indice inoltre era scritto tutto con la stessa penna.

Adr: chiestomi se il Gelli mi sia mai stato indicato con il nome di Gerli, ricordo di aver letto qualcosa del genere. Mi pare di ricordare che nel 1981 o 1980 la divisione comunico’ che tale gerli era una spia dell’ Ungheria.

Adr: per quanto ne so il col Marzollo non aveva mai sentito parlare del Gelli prima della mia indagine.

Adr: non ho mai parlato della mia indagine su Gelli col gen Viviani. Ripeto che ho riferito soltanto al col Marzollo.

Il GI di Milano chiede al teste se gli risulta che anche il magg Consalvo Giuseppe all’ epoca si facesse chiamare Filippo e cioe’ lo stesso pseudonimo frequentemente usato dal Gelli e se siano risultati contatti fra il Consalvo e persone calabresi. In merito e rifacendomi agli appunti che esibisco all’ ufficio posso dire che dalla pagina 5 del mio appunto originato dal viaggio a Pistoia risulta che anche Consalvo talvolta si faceva chiamare Filippo e da un altro appunto in data 740313 che pure esibisco, risultano telefonate dall’ hotel Savoia fra il Consalvo ed elementi calabresi. Il comportamento di Consalvo attiro’ un po’ la nostra attenzione e fu riportato nell’ appunto 13.03.74 del cs5 che ho appena citato in quanto era un po’ strano che un maggiore di polizia che risiedeva a Roma andasse e venisse da un albergo di lusso della capitale affittando camere e telefonando.

L’ appunto 740313 e’ siglato c/f, sigla che corrisponde ad un maresciallo dei cc che svolgeva attivita’ informativa negli alberghi di Roma piu’ importanti. Si da’ atto che l’ ufficio acquisisce in copia l’ appunto intitolato “Gelli Licio di Ettore e di Gori Maria nato a Pistoia il 21.04.19” composto da sei pagine, appunto personale del col Santoni, nonche’ copia dell’ appunto 13.03.74 di una pagina concernente gli accertamenti all’ hotel Savoia.

Consulto il testo dell’ appunto del centro cs 5 del 26.10.81. La sequenza temporale indicata in tale appunto e’ esatta ed in tal senso rettifico le mie precedenti dichiarazioni in tal senso evidentemente dovute al lungo tempo trascorso dai fatti. In realta’ l’ operazione Romoluc si protrasse complessivamente dal 1972 al 1974.

Adr: allorquando il Degli Innocenti mi disse che Gelli frequentava il centro Cs di Firenze, dava quella situazione come ancora in atto.

Si da’ atto che alle 17,15 interviene il pm dr Mancuso.

Tornando all’ incontro con Serpieri di cui ho parlato al GI di Milano il 920915 e che si svolse insieme al mllo Tanzilli posso confermare, come ho gia’ avuto occasione di dire in mie precedenti deposizioni che il Serpieri, in mia presenza, non fece nomi di persone straniere e non ci parlo’ di tali Guerin Serac e Leroy Robert. Poiche’ l’ ufficio mi chiede se io sia al corrente dell’ esistenza di un fascicolo intestato a Serpieri presso il nostro raggruppamento posso dire quasi con certezza che all’ epoca esisteva un fascicoletto a suo nome con qualche riferimento alla sua militanza in Europa Civilta’ e forse qualche riferimento a notizie fornite circa cittadini stranieri in quanto quello era il settore ove si era reso utile. Se non sbaglio lavorava o aveva collegamenti con l’ aeroporto e questo facilitava i suoi contatti con persone straniere o comunque in transito. Concludendo sul punto posso ribadire che certamente il magg Caraolo non fu l’ estensore dell’ appunto con le notizie piu’ complete. Era il mio superiore diretto e avevo con lui confidenza e quando tornai dalla licenza certamente me lo avrebbe detto.

Adr: ho conosciuto il col Mannucci Benincasa, che e’ succeduto al col Viezzer presso il centro di Firenze. Il Mannucci era legatissimo al gen Maletti. Il Maletti chiamava spesso il Mannucci a Roma e si fidava molto di lui. Oltre al gen Maletti, anche il cap Labruna protesto’ vivacemente con me per la mia indagine su Gelli. Mi fece nero sostenendo che avevo invaso una sua zona di competenza dove aveva delle fonti. Anche il centro Cs di Firenze si preoccupo’ per la mia indagine. Dico questo perche’ dipendenti di quel centro avvicinarono personale dipendente da me per sapere cosa fossi andato a fare in Toscana.

Dei rapporti del Gelli con il centro cs di Firenze, come ho gia’ detto mi parlo’ l’ avv Degli Innocenti, ma anche il mllo Rossi ne era a conoscenza. Questi aveva la possibilita’ di controllare il territorio attraverso i suoi numerosi informatori. Poiche’ il GI di Milano mi chiede se io conoscessi un mio collega ufficiale a nome Morandi, posso dire che c’ e’ un collega che e’ stato un certo periodo degli anni ‘70 nel reparto D e poi al centro di Firenze.

L.c.s.

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