Luigi Falica – dichiarazioni 30.05.1986

Ho incontrato D’Intino e Vivirito, a Milano in occasione della fiera nell’ ambito di una attivita’ di contatto di persone al di fuori del Msi che a quel tempo svolgevo per conto di Massagrande nel contesto dei rapporti fra persone gia’ appartenenti ad Ordine Nuovo. Volevamo cercare la possibilita’ di unificare la miriade di gruppi che esistevano a quel tempo. La mia ditta esponeva alla fiera di Milano ed io mi trovavo la’ per questa ragione. Il D’Intino ed il Vivirito erano i responsabili giovanili di AN e mi incontrarono in tale veste. Nei confronti di D’Intino e di Vivirito ho insomma svolto un sondaggio al fine di verificare la possibilita’ di far confluire la loro organizzazione di appartenenza in una piu’ ampia organizzazione comprensiva di tutti i gruppi di destra. I due mi dissero che avrebbero dovuto parlarne coi loro capi e la cosa non ebbe seguito anche perche’ poco tempo dopo venni arrestato. Gia’ nel 1970 vi era stata una frattura fra Delle Chiaie da un lato e Graziani e Massagrande dall’ altro. Questi ultimi, contrariamente dal primo, infatti, non erano favorevoli ai progetti del principe Borghese e cio’ determino’ una rottura al vertice tra Ordine Nuovo e AN. Contattai D’Intino e Vivirito come militanti di AN nel tentativo di superare tal frattura. I due nel corso del colloquio parlavano di una situazione bresciana a loro giudizio molto valida che solo successivamente indentificai nel Mar di Fumagalli.

– Non ho mai conosciuto Rognoni Giancarlo. Ho sentito nominare Cagnoni Marco, ma non ricordo se l’ ho conosciuto.

– Ho conosciuto Comi Umberto, ma escludo che mi abbia mai chiesto di trovare degli appartenenti a Bologna per dei camerati di Milano.

– Ordine nuovo come organizzazione nazionale in realta’ non e’ mai esistita. C’ erano molte persone che si identificavano nel pensiero di Graziani ma non c’ era una struttura nazionale. Esistevano dei gruppi locali quale ad esempio quello di Verona che facevano capo a Massagrande . Graziani aveva il suo gruppo a Roma e, per quanto ne so , Pugliese era il suo portaborse .

– Iniziai la mia attivita’ politica dopo lo scioglimento di on in precedenza avevo soltanto fondato il circolo del Retaggio ed avevo partecipato alla campagna elettorale di tale Villani. Ritengo di avere delle capacita’ manageriali e intendevo metterle a disposizione di quel progetto di unificazione dei diversi gruppi di cui ho parlato prima. Naturalmente per fare attivita’ politica occorrevano dei finanziamenti e, dopo che le iniziative giudiziarie rivolte contro la rosa dei venti avevano bloccato la possibilita’ di ottenere finanziamenti da Piaggio, cercai di studiare la possibilita’ di sviluppare un discorso economico gia’ iniziato da Massagrande con la Grecia dei colonnelli. Punto di riferimento del Massagrande al governo greco era il ministro Joannidis, cio’ almeno a suo dire. Aveva anche rapporti con il gruppo 4 agosto e con Plevris Kostas. Al tempo assieme al Massagrande ed a Falzari Caterino, si pensava di fare un villaggio turistico in Grecia.

– nulla so di traffici di armi tra la Grecia e Verona.

– a Perugia capo di ordine nuovo era da prima Smantelli, cui subentro’ Gubbini. Ho conosciuto entrambi i fratelli Castori ed Euro partecipo’ alla riunione di Cattolica. Di Perugia ho conosciuto anche Cozi. Questi lavorava a Perugia come funzionario di un’ assicurazione ma la sua residenza era a Roma. Il Cozi venne al circolo del Retaggio assieme al Graziani ad un incontro cui partecipò anche Massagrande.

– Come ho gia’ detto ho fondato il circolo del Retaggio questo circolo si sciolse a seguito dei dissidi interni. Vi erano persone che volevano un mutamento di indirizzo e, in particolare alcuni tentavano un avvicinamento alla massoneria cui mi opposi fermamente. L’ ammiraglio Birindelli era stato invitato a fare delle conferenze ed io non approvai queste iniziative. Lo scopo originario del circolo del Retaggio era quello di raccogliere delle persone socialmente qualificate e di esercitare una pressione ed un condizionamento sull’ apparato del Msi locale. Gli attivisti quali il Poli ed il Bartoli frequentavano solo occasionalmente il circolo ed erano malvisti dai soci.

– Pur essendo stato socio dell’ aereoclub di Bologna, non ho mai conosciuto il generale Ghinazzi, il quale era l’ uomo di Birindelli a Bologna. A dire del Cogolli fu il generale Ghinazzi a portare Birindelli nell’ ambiente bolognese. Il Ghinazzi e il Birindelli , sempre a seconda del Cogolli, alla stessa loggia.

– Fui a vendere l’ aereo di Massagrande. Questo si trovava a Bologna per delle riparazioni, ma vi fu portato soltanto dal nuovo proprietario o comunque dopo la vendita.

– Il Poli il Bartoli, il Bono e una decina di altri ragazzi si erano staccati dal Msi e desideravano entrare in Ordine Nuovo. Stavano vagliando la situazione e non parteciparono mai alle attivita’ di ON . Costoro erano soltanto in rapporti personali con me . Usciti dal Msi questi ragazzi pensavano di entrare in ON per mezzo di Bezicheri e di Donini. Nello stesso periodo di tempo aveva richiesto a Graziani quale atteggiamento dovevo assumere nei confronti del Bezicheri e del Donini che si atteggiavano ad appartenenti ad ON. Per quanto ne sapevo a Bologna, di on vi era soltanto il Balistreri. Bezicheri voleva costituire un suo piccolo gruppo, come ha sempre fatto. Io non volevo avere rapporti politici col Bezicheri. Il Massagrande infatti in precedenza mi aveva detto che Bezicheri non era autorizzato a costituire a bologna un gruppo di ON.
Cio’ produsse la reazione del Bezicheri il quale mise in giro la voce che fossi un informatore dei servizi. Cio’ l’ho saputo dopo tre anni.

– a proposito del volantino di rivendicazione dell’ Italicus redatto dal Bono, mi feci rilasciare da quest’ ultimo una dichiarazione scritta nella quale spiegava come erano andate le cose. Questa dichiarazione me la feci fare allorche’ ci trovammo in carcere a Bologna. Secondo il Bono l’ ispiratore della rivendica era stato il Donini, il quale aveva inoltre messo in contatto il Bono con un maresciallo della questura di Bologna . Il Bono affermava che il Donini gli aveva fatto credere di lavorare per la questura e l’ aveva fatto assistere a delle telefonate con questo maresciallo. Per quanto ricordo la rivendica del Bono dell’ Italicus avvenne a dire del Bono stesso, nel contesto di questo rapporto col Donini.

– ho conosciuto Zani soltanto dopo la sua scarcerazione dopo il processo per Ordine Nero. Ho visto Zani solo poche volte. Ricordo che un’ occasione mi chiese se volevo sapere chi erano stati gli autori dell’ attentato di via Arnaud . Gli dissi che non mi interessava saperlo e mi limitai a chiedergli se vi era implicato qualche bolognese. Zani rispose di no. Successivamente ebbi con lo Zani una lite molto violenta conseguente alla diversa valutazione che si dava di Affatigato Marco. Lo Zani influenzato dal Tuti , sosteneva che l’Affatigato fosse un’ infame ed io non ero affatto d’ accordo su tale valutazione.

– Venendo a parlare della riunione di Cattolica , faccio presente che lo scopo primario di quell’incontro era discutere l’ iniziativa che volevamo sviluppare in Grecia con l’ istituzione di un villaggio turistico .

– Escludo che alla riunione fosse presente Signorelli, perlomeno non lo ricordo. I miei rapporti col Signorelli iniziarono alla fine del 1975. Prendo atto che risultano in atti affermazioni in senso contrario , ma insisto a dire di non ricordare che Signorelli fosse a Cattolica. Cagnoni Marco apparteneva al gruppo de La Fenice e non c’ era percio’ motivo che partecipasse a una riunione di ordinovisti quale quella di Cattolica. Secondo me infatti ne’ il rognoni ne’ il suo gruppo possono considerarsi parte di ON. Fra Massagrande e Rognoni vi era un netto contrasto che si compose momentaneamente soltanto allorche’ entrambi si incontrarono in Spagna.

– A Cattolica c’ erano Graziani , Bezicheri, Castori Euro, Fioratti, Zamboni e gente di Verona. Vennero alla riunione anche persone che non erano direttamente interessate al suo oggetto ma che avevano necessità di incontrarsi con Graziani. Il Bezicheri fu invitato da Graziani contro il mio parere. Ricordo che fu convocato per telefono direttamente da Graziani. Castori Euro venne a cattolica soltanto per parlare con Bezicheri e con Graziani di una vicenda giudiziaria. Ricordo che tra i presenti vi erano anche Francia ed altri di Torino. Non ricordo che vi fossero persone di Genova.

– Escludo di aver perso parte ad una riunione di ordinovisti che ella mi dice avvenuta a villa Collemandina. Nego inoltre di aver mandato a questa riunione qualche mio emissario.

– Mi sono spesso recato a Roma per lavoro e per incontrare Graziani. Sono stato a Roma anche dopo la riunione di Cattolica ma escludo di aver partecipato a riunioni a Tivoli o a Frascati.

– Prendo visione della copia di due lettere inviatemi da Cesare Ferri. Mi ero dato da fare per organizzare un comitato di difesa di persone di destra inquisite nei diversi processi da questo comitato avevo escluso Bezicheri. Ferri invece era difeso da questo avvocato ed io me ne ero lamentato. Le lettere attendono a questa questione. Faccio presente, comunque, di non avere mai conosciuto personalmente Ferri Cesare.

– Interrogato in merito al gruppo di ON di Arezzo, ricordo che questo fu acquisito all’ organizzazione dal Massagrande verso la fine del 1973 o inizio del 1974. Il Masszagrande si mise in contatto col Batani allorche’ questi era in contrasto con l’ avvocato Ghinelli. A seguito del Batani passo’ ad ON tutto il Fronte della Gioventu’ di Arezzo. Alle ore 20.20 l’ interrogatorio di Falica Luigi viene sospeso.

Letto confermato sottoscritto.­

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