Ghiron Gianfranco – dichiarazioni 13.01.1986

All’ epoca dei fatti ero in stretti rapporti di amicizia con l’ allora capitano Mori e con altri ufficiali dei servizi di sicurezza, per i quali anch’ io ho operato col nome di copertura “Crocetta” . Avevo gia’ lavorato per i servizi dalla fine degli anni 1950. Orbene come ho gia’ dichiarato a suo tempo al giudice Arcai, avvenne che l’ avvocato Nicosia, dello studio Taddei, mi disse che c’ era un a persona disponibile a dare informazioni sull’ eversione di destra. Ho appreso poi che l’ avvocato Taddei Rinaldo non era al corrente dell’ iniziativa dei suoi colleghi. Fu dunque il Nicosia a farmi conoscere il Vecchiotti, il quale aveva rapporti in particolare con Nardi Alba e che si disse disponibile a procurare un incontro con Nardi Gianni ed altri del suo gruppo. Col Vecchiotti ebbi molti incontri e molti contatti telefonici finalizzati appunto allo scopo di organizzare questo incontro.

Il Vecchiotti mi disse che Nardi nella sua latitanza era molto vicino al Rognoni ed al Marini e che sarebbe stato possibile incontrare tutte e tre queste persone. Vecchiotti disse che questi avevano interesse a parlare con funzionari dei servizi di sicurezza, ma non preciso’ da cosa fosse determinato questo interesse. Il servizio, per parte sua, era favorevole a questo incontro (…). Il nostro piano prevedeva che il Nardi e i suoi compagni di latitanza avrebbero dovuto incontrarsi con noi a Klagenfurt, o meglio a Klagenfurt avremmo dovuto incontrare una polacca tale driani anka, la quale avrebbe dovuto accompagnarci sul luogo dell’ incontro col Nardi.

Gianni Nardi 2

Era nostra intenzione fare in modo che il Nardi il Marini e il Rognoni venissero poi con noi a campione, anche a costo di portarveli con la forza, in quanto a Campione avrebbero potuto venire arrestati. Il piano ando’ a monte poiche’ trapelo’ la notizia che a Barcellona furono arrestati altri latitanti di destra, fra i quali mi pare lo Stefano e la cosa aveva preoccupato il gruppo di Nardi che temeva un tranello. Piu’ tardi, nel 1977, durante un colloquio fra il capitano Labruna e il colonnello Marzollo, emerse che la responsabilita’ del fallimento dell’ operazione era del Maletti.

Questo venne detto dal capitano Labruna, o meglio il capitano ci diede tutta una serie di elementi dai quali deducemmo con certezza questa conclusione. In particolare il capitano Labruna ci disse che l’ arresto dello Stefano era stato determinato dal Maletti e che il capitano D’Ovidio, che dipendeva dal Maletti, si era recato a Klagenfurt in concomitanza con la nostra iniziativa. Il colloquio fra il capitano Labruna e il colonnello Marzollo nel corso del quale emersero queste circostanze, fu richiesto dal capitano Labruna il quale mi prego’ di mettermi in contatto col colonnello Marzollo, a quell’ epoca comandante della legione di Chieti, al fine di avere con lui una chiarificazione di carattere personale. Fino a quel momento i rapporti fra i due erano stati pessimi. Il Labruna infatti, faceva capo al Maletti, avversario di Marzollo e di Miceli.

– all’ interno del servizio si diceva che l’ inimicizia tra Andreotti e Miceli era stata determinata dal fatto che allorquando Andreotti stava per diventare presidente del consiglio Miceli si fece ricevere da leone, allora presidente della repubblica e gli disse che mai avrebbe dato il nulla osta di sicurezza ad Andreotti in quanto lo riteneva troppo legato, sin dal 1972, al partito comunista. Cio’ puo’ essermi stato detto da Venturi o da Mori o da qualsiasi ufficiale del Sid, con il quale potevo avere rapporti.

– Il Nos e’ un nulla osta di sicurezza rilasciato a funzionari dello stato per avere accesso a notizie concernenti la sicurezza dello stato, viene rilasciato dal capo dei servizi militari in accordo con la Nato.

– Quanto ora affermato era dato per certo nell’ ambito del servizio aggiungo che Maletti fece il noto rapporto sul golpe borghese in quanto aveva l’ ambizione di diventare capo del servizio. La prassi voleva che il vice capo del servizio non venisse nominato responsabile del servizio stesso ed il Maletti tentava di superare questa prassi, che per altro aveva conosciuto una precedente eccezione.

– Il ruolo della Driani Anka era piuttosto misterioso, anche perche’ e’ successivamente risultato, a me personalmente, che la donna faceva parte dei servizi segreti polacchi. Fu il capo della Cia di Roma dell’ epoca a dirmi che la Driani era un agente polacco: mi disse altresi’ che era stata recentemente segnalata in Turchia.

– Ho avuto rapporti col Vecchiotti anche successivamente al tempo delle dichiarazioni da me rese al dr Arcai, ma il Vecchiotti mai mi ha parlato dell’ attentato all’ Italicus e delle persone responsabili di tale delitto. I miei rapporti col Vecchiotti cessarono nel 1981 / 1982 a seguito di una truffa da lui consumata in mio danno.

– sul Nardi l’ Esposti il Marini e Rognoni, non so nulla di piu’ di quanto gia’ dichiarato a suo tempo al dr arcai; naturalmente confermo tutte quelle dichiarazioni.

– a un certo punto, nel tempo in cui il Vecchiotti era latitante; il colonnello Marzollo fece vedere a me e al capitano Mori una fotografia che raffigurava il Vecchiotti assieme ad una ragazza. Il colonnello Marzollo ce la fece vedere probabilmente al fine di farci capire che aveva dei contatti col Vecchiotti o con chi gli ha scattato la foto.

– Io ero l’ unico canale che il Vecchiotti aveva col servizio, e per quanto ne so i rapporti fra lui e il servizio cessarono allorche’ cessarono i suoi rapporti con me. Inoltre il Vecchiotti era molto screditato.

Si da atto che a questo punto e’ presente il dr Murgolo della Digos di Bologna.

– prendo visione della lettera datata 741105 a firma piero allegata al mio interrogatorio del 750727 al GI di Brescia. Questa lettera mi venne inviata dal Vecchiotti, ma io non la presi in considerazione. La feci vedere, cosi’ almeno mi pare di ricordare, al capitano Mori il quale mi disse di disinteressarmene. All’ epoca in cui la ricevetti il nome di Gerli Licio non mi diceva nulla ne’ feci collegamento con Gelli, che comunque a quell’ epoca era poco conosciuto.

Invitato a cercare di chiarire le allusioni che fa il Vecchiotti, dichiaro di non essere in grado di farlo, sia perche’ all’ epoca non presi la lettera in considerazione, sia perche’ ora non ricordo le circostanze a cui si riferisce. Consegnai la lettera al dr arcai in quanto al tempo del mio interrogatorio gia’ si cominciava a parlare pubblicamente del Gelli. Prima di rendere la mia deposizione di Brescia, per ragioni di correttezza chiesi consiglio al colonnello Marzollo il quale consenti’ che rendessi le dichiarazioni in questione. Escludo comunque di avere fatto vedere questa lettera al colonnello Marzollo anche se confermo che quel colonnello Franchi che ivi e’ menzionato si identifica proprio col Marzollo.

– mr Vito e “l’ uomo con la pipa” sono espressioni che evidentemente si riferiscono a Miceli Vito.

vito-miceli2

Non so chi possa essere quel “generale ora nella citta’ di sant’Antonio” . Ho sentito parlare di Nicoli Torquato solo in epoca successiva per avere appreso notizie sul suo conto sulla stampa. Insisto dunque a dire di non essermi affatto preoccupato di questa lettera di Vecchiotti al momento in cui la ricevetti edi non riuscire neppure ora a coglierne il senso.

– il colloquio col Marzollo circa la foto del Vecchiotti era anteriore a questa lettera, come pure e’ anteriore un colloquio che ebbi col Vecchiotti nel corso del quale gli dissi che avevo visto una foto sua nelle mani di Marzollo. La circostanza affermata dal Vecchiotti nella lettera in questione, ch e il colonello Franchi, cioe’ il Marzollo, avrebbe ricevuto la sua foto dal “Gerli” non mi disse nulla. Non collegai insomma “Gerli” al noto Gelli Licio.

– Certamente Vecchiotti ha avuto un incontro personale con Marzollo. Infatti il colonnello Marzollo era tenuto costantemente informato dell’ evolversi del rapporto col Vecchiotti ed una volta, a Roma, volle assistere ad un incontro che io e il capitano Mori avemmo col suddetto Vecchiotti. Ricordo che si presento’ sul luogo dell’ incontro in moto. Per quanto ne so il Vecchiotti e Marzollo non si sono mai piu’ visti.

– ricevo lettura della lettera a firma Piero datata 741101 e della allegata relazione, lettera e relazione che consegnai al GI di Brescia durante l’ interrogatorio del 750722, ore 17,10 . Io fungevo da tramite tra il Vecchiotti e il raggruppamento centro Cs del servizio tuttavia ho mostrato queste lettere solo al capitano Mori, nonostante che quest’ ultimo all’ epoca fosse stato trasferito al nucleo radiomobile dei cc di Napoli.

– Fino all’ estate 1974 il capitano Mori e il capitano Venturi avevano l’incarico di segretari del raggruppamento centro alle dipendenze del colonnello Marzollo.

– L’ originale di queste lettere l’ ho consegnato al GI di Brescia senza trattenerne copia. Escludo di avere dato copie di queste lettere a chicchessia ed escludo di averle fatte vedere a ufficiali del servizio. Escludo inoltre di averne parlato o di averle fatte vedere al colonnello Marzollo. Come ho detto ne parlai solo col capitano Mori al quale mostrai le lettere in questione.

Letto confermato e sottoscritto.­

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