Trascrizione della lettera a firma Concutelli consegnata al direttore del carcere di Novara

Questo fatto è la logica ed inevitabile conclusione di una lunga e scrupolosa analisi riguardante eventi e comportamenti per quanto estranei al movimento rivoluzionario lo hanno troppo a lungo ostacolato arrecando nocumento, disagio e immeritato discredito.
La tendenza e la disponibilita’ all’ intrigo ed ai giochi di potere, vizio latente di molte organizzazioni extraparlamentari, ha raggiunto dimensioni macroscopiche e preoccupanti all’interno della cerchia dirigente di Avanguardia Nazionale indirizzando in senso iniquo tutta l’ associazione e facendo assumere ad ogni suo atto un significato degradante ed esecrabile. La “tratta del latitante” , carità pelosa praticata per i piu’ bassi fini di asservimento fisico e morale, ha per anni costituito attivita’ abituale dei quadri dirigenti di “AN” : affermazione comprovata dall’ esame dei frutti di un “impegno” quindicennale. Vale Giorgio ha evitato di cadere nella pania del “cameratesco aiuto” che preludeva il ricatto e all’asservimento ad an e, per questo, e’ stato prima perquisito epoi tradito e portato a morte.
Buona parte di responsabilita’ nella vicenda della morte di Vale Giorgio ricade sulle spalle di Palladino Carmine e costituisce di per se’ motivo di condanna: lo costituirebbe anche qualora per assurdo, non apparissero gravi e sufficienti motivi le attribuzioni comportate dal suo ruolo di dirigente in AN. Il movimento rivoluzionario non puo’ passivamente subire la manovra, ossessivamente reiterata, con cui il regime, tramite i suoi organi ed i mass media, tenta di screditare, “in toto” nelle persone dei suoi militanti.

Esiste una proterva volonta’ del “potere” di spacciare come opera del movimento rivoluzionario atti sanguinosi e turpemente impopolari ed esiste, altresi’ , il tentativo di assimilare veri militanti rivoluzionari ed individui squallidi provenienti da un ambiente inquinato e corrotto: ambiente torbido nel quale “servizi” , nazionali ed esteri, possono reclutare e muoversi agevolmente. Il movimento rivoluzionario, rifiutando in tale ripugnante compagnia, rigetta con sdegno il gioco degli equivoci che celala lucida campagna diffamatoria gestita dal “regime” . E’ necessario non soltanto individuare gli agenti provocatori e distruggerli: la credibilita’ politica e la dignita’ rivoluzionaria lo esigono.
Il “potere” , alcuna forma di potere, non rappresenta obbiettivo per il movimento rivoluzionario ed i fini che esso si prefigge possono, e debbono, essere conseguiti per vie dolorose ed onerose ma autonome e non oblique: costi quel che costi. Questo comportamento lineare caratterizza, caratterizzera’ sempre, gli atti del movimento rivoluzionario mostrando, per contrasto l’ ambiguita’ ed il servilismo di che a questi principi non si attiene.

Firmato Concutelli Pierluigi. ­

 

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