Torquato Nicoli dichiarazioni riguardo la fonte “Palinuro”

Il predetto (i cui verbali sono stati integralmente acquisiti), fonte del S.I.D. a partire dall’inizio del 1974 (G.I. MI 29.3.91), ha riconosciuto che la grafia dell’appunto appartiene al ROMAGNOLI e ha ammesso (P.M. di Roma 24.3.97 pag.2) di essere stato lui a fornire parte delle notizie desumibili dall’appunto medesimo. In effetti le sue dichiarazioni consentono di far luce sul senso di quelle indicazioni, a prima vista difficili da decifrare, e di concludere quasi con certezza che PALINURO e Francesco DELFINO siano la medesima persona. In particolare NICOLI il 24.3.97 ha confermato, come segue, il precedente verbale del 18.7.96:

“Richiesto di far conoscere se mi abbia avuto notizie di un tal <Capitano PALINURO> che avrebbe agito in quegli anni, posso dire che il nome non mi è nuovo. Ma io non ho mai conosciuto questa persona. Ho cercato di attingere notizie sul punto per incarico del SID. Seppi così che questo Capitano PALINURO era amico di Kim BORROMEO.
Poiché seppi pure che, mentre Kim BORROMEO era detenuto, la sua donna era in vacanza a Forte dei Marmi, io cercai di avvicinare costei per avere notizie sull’identità di questo Capitano PALINURO. Benché fossi riuscito ad avere contatti con la donna in realtà costei si ritraeva quando tentato di porle domande su questo Capitano. Io non so perché il SID si interessasse, ma questo Sedicente Capitano PALINURO si spacciava come capitano dei Carabinieri in servizio al SID. Io non so che cosa avesse fatto questo sedicente Capitano PALINURO, ma ricordo che si diceva che egli aveva indotto Kim BORROMEO a fare qualche cosa per la quale Kim BORROMEO era finito nei guai con la giustizia mentre lui si era defilato”. Questo sedicente Capitano PALINURO aveva dei contatti con DE MARCHI e con LERCARI. DE MARCHI e LERCARI me lo dissero. DE MARCHI lo indicava come suo tramite con il gruppo di militari di Verona SPIAZZI, NARDELLA in particolare per reperire armi.

Neanche al SID fu mai chiara, per quanto mi risulta, l’identità di questo PALINURO. In quel periodo PIAGGIO aveva messo a disposizione dei capitali tramite LERCARI ed è possibile che molti fossero interessati a beneficiare dei finanziamenti”.
NICOLI ha quindi aggiunto: “Prima DE MARCHI e poi LERCARI mi diedero notizie di PALINURO nel 1973. Sono certo che sin dal 1973 sia DE MARCHI che LERCARI associarono il nome di Kim BORROMEO al Capitano PALINURO attribuendogli la comune funzione di procacciatore di armi a favore del Fronte. Preciso che la cosa mi fu riferita come un progetto e non mi risulta che vi siano effettivamente poi state delle forniture di armi.”

“Sempre da LERCARI appresi che questo PALINURO – nome di copertura – era amico di Kim BORROMEO, non mi fornì ulteriori dettagli. LERCARI non mi disse perché ed in che modo PALINURO avesse messo nei guai Kim BORROMEO. Ho saputo sempre per averlo appreso da DE MARCHI e LERCARI – che PALINURO prese parte a delle riunioni a cui partecipavano anche SPIAZZI e NARDELLA oltre che, naturalmente, DE MARCHI e LERCARI, riunioni aventi lo scopo di progettare un golpe Erano di carattere organizzativo queste riunioni e per verificare le forze disponibili”.
Sottopostogli l’appunto ha dichiarato: “La grafia è di ROMAGNOLI…riconosco in parte notizie che io ho dato al SID…se le cose si ricollegano se si scopre chi ha incastrato Kim BORROMEO si scopre chi è PALINURO”. “Io naturalmente avvicinai la donna di Kim BORROMEO chiesi a lei chi fosse PALINURO ma lei, dopo avermi detto che era quello che aveva incastrato Kim BORROMEO, si ritrasse e rifiutò ogni altro contatto”. La donna in questione è GAVAZZOLI Patrizia.

 

Memoria Pm strage di Brescia pag 999-1001

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