Sergio Calore – dichiarazioni 30.11.1984

-Prendo atto che vengo esaminato ai sensi dell’ art 348 bis cpp.

Si da atto che e’ presente il pm di Roma dr Macchia Alberto per ragioni di connessione probatoria.

– Prendo atto che la sv mi esamina in merito a quanto posso essere in grado di riferire circa armi ed esplosivo rinvenuti in una valigetta sequestrata a Bologna nel 810100. Nel prendere visione della composizione degli esplosivi posso far presente quanto segue secondo l’ esperienza che ho in proposito. Per quanto riguarda l’ esplosivo di provenienza civile, si tratta di un materiale di comune uso nelle cave e quindi facilmente reperibile. Per quanto riguarda invece T4 Compound B di cui alla perizia che mi e’ stata mostrata, posso dire che esplosivo analogo ci fu fornito da Fachini Massimiliano nella primavera del 1979 e fu usato negli attentati del Mrp; se non sbaglio fu usato come detonatore secondario per l’ attentato al carcere di Regina Coeli. Per quanto possa dire per scienza diretta, a noi esplosivo di tipo militare e’ provenuto solo dal veneto e cioe’ solo da Fachini, Raho e Cavallini. Prendo atto altresi’ che all’ interno della stessa valigetta e’ stato rinvenuto un mitra Mab 38/44 e destinato all’ armamento delle truppe tedesche nel secondo conflitto mondiale. Di Mab di tipo modificato ne ho visto 4 – 5: uno proveniva dalla Toscana e cioe’ da Catola e Lamberti ed aveva il calcio del mp 40 in sostituzione di quello originale in legno.

Questo mitra venne tolto ai fratelli Castori nella primavera del 1977, subito dopo la tentata rapina di Ponte San Giovanni: di queste vicende ne ho gia’ parlato nel procedimento per il quale sono stato rinviato a giudizio dal GI di Roma dr Napolitano. Gli altri tre o quattro mab modificati provenivano da Fachini: delle modifiche ricordo che esse consistevano nella applicazione mediante saldatura a punti, di una impugnatura in lamiera piegata posta a ridosso della guardia del grilletto. I calcioli erano di due tipi: un tipo ribaltabile, fabbricato sul modello dell’ mp 40, mentre un altro tipo di calciolo era fisso; una delle estremita’ era saldata sulla impugnatura l’ altra non ricordo dove.

Almeno uno aveva la canna segata. Erano infine tutti privi di  manicotto di raffreddamento tanto che io credevo che quel modello ne fosse privo. Il tipo di modifiche di cui ho parlato non richiedeva particolari attrezzature: comunque in veneto, Fachini disponeva della possibilita’ di fabbricare armi o parti di armi. Fatto sta che nel corso del 1977, dopo l’ arresto di Concutelli, Fachini mi propose di predisporre nella zona di Tivoli, l’ attrezzatura necessaria alla cementazione dell’ acciaio lavorato in veneto, dato che aveva intenzione di ricostituire in Italia la struttura organizzativa che aveva contribuito alla fabbricazione clandestina di pistole mitragliatrici in spagna. Ricordo ancora che in quel periodo Fachini porto’ in veneto uno sten perche’ doveva essere riparato tornando per un attimo all’ esplosivo posso ancora dire una circostanza che credo di non aver mai riferito. Premesso che il T4 e’ una sostanza difficilmente reperibile anche per chi abbia occasione di frequentare polveriere militari, ritengo che nel caso l’ ordigno collocato alla stazione di Bologna contenesse come quello rinvenuto nella valigia, tale sostanza, e nel caso in cui tale sostanza fosse stata addizionata con l’ aggiunta di polvere di alluminio o di termite (circostanza quest’ ultima, secondo me verosimile dato che ricordo che in occasione dell’ attentato di Bologna, i giornali parlarono di un vagone posto sui binari in corrispondenza del luogo della esplosione, il quale era ricoperto di polvere rossa che ritengo compatibile con un processo di ossidazione per l’ appunto dovuto agli additivi di cui ho detto) la tecnica esecutiva dell’ attentato sarebbe analoga sotto il profilo di confezionamento dell’ ordigno a quelle esposte in occasioni distinte, da Fachini per quanto riguarda l’ alluminio, ed a Dantini per quanto concerne la termite. Mi ha dato anche da pensare il fatto che la sigla usata per l’ attentato contro Palazzo Marino a Milano (secondo quanto ho letto sui giornali) presenta delle somiglianze con quella con il quale fu rivendicato l’ omicidio di Pecorelli. Inoltre mi ha dato anche da pensare il fatto che l’ attentato contro palazzo Marino sia stato compiuto collocando l’ ordigno a bordo di una autovettura e cioe’ in modo uguale e quello utilizzato nel corso degli attentati del Mrp, non risultandomi peraltro, che tecniche analoghe siano state utilizzate in altre circostanze. E’ singolare ancora, la sostanziale coincidenza cronologica tra la strage di Bologna e l’ attentato a Palazzo Marino.

– tra le due tecniche provenienti da Fachini e Dantini non vi e’ inconciliabilità sul piano soggettivo; anzi, dal punto di vista politico gli stessi trovavano un comune referente nella persona di Freda ed hanno entrambi avuto un ruolo che è quello di cui ho ampiamente detto in altra sede processuale nella iniziativa Costruiamo l’Azione. Alle riunioni di Costruiamo l’Azione partecipava anche il professore Semerari e ricordo che, nel corso del sequestro Moro, Semerari affermo’ di essere stato contattato dal ministro degli interni per far parte dello staff di supporto alle indagini. Semerari disse di aver rifiutato questo incarico ma ci disse che da quanto aveva appreso da un suo collega che di tale staff faceva parte (fece riferimenti tali da renderci evidente che si trattava del professore Ferracuti Franco) che si riteneva che alla elaborazione dei documenti prodotti dalle BR in quel periodo, avesse in qualche modo contribuito Basso Lelio.

Freda

Noi riportammo tale notizia su uno dei fogli d’ ordine di Ordine Nuovo. Cio’ che mi colpi’ fu il fatto che la stessa indicazione anche se in maniera non del tutto esplicita, fu fornita nello stesso periodo dal settimanale op di Pecorelli Mino. Come ho gia’ riferito al GI di Roma dr Monastero, la nostra interpretazione sul settimanale OP era che questa testata fosse funzionale alla lotta tra due ali dei servizi di sicurezza.

Si da atto che il presente verbale viene redatto in duplice originale uno dei quali viene rimesso al pm di Roma.

Letto, confermato e sottoscritto.

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