Paolo Bianchi – dichiarazioni 05.09.1981

Preciso che Signorelli Paolo non rivestiva ufficialmente la carica di responsabile del circolo De La Rochelle, ma lo era di fatto. Tutti gli iscritti sapevano della sua posizione dirigenziale. Il Signorelli svolgeva una duplice funzione: una di carattere pubblico, aperta agli iscritti a tutti i simpatizzanti e anche agli estranei, che si manifestava in dibattiti e conferenze politiche, religiose ed ideologiche sui temi di attualità; l’ altra funzione consisteva nella preparazione della lotta armata, attraverso una serie di iniziative che andavano dalla partecipazione ai campi paramilitari in via di creazione, al comportamento da tenere rispetto al nemico che era rappresentato dallo stato borghese ed in particolare dai carabinieri e magistratura. Si impartivano vere e proprie lezioni sull’ uso delle armi, sugli scontri armati, sulla guerriglia urbana, sulla necessità dell’ autofinanziamento. Nel contempo, sempre a livello occulto, i dirigenti dei circoli culturali cercavano di stabilire contatti con organizzazioni o con governi stranieri per averne un aiuto sul piano finanziario, politico e militare, in cambio di una collaborazione della stessa natura offerta da noi sia in Italia che all’ estero. Si riuscì a stabilire dei solidi rapporti con i servizi segreti spagnoli fin dal 1969. Molti terroristi Italiani trovarono ospitalita’ in Spagna con il benestare del governo spagnolo. Tra questi ci furono Delle Chiaie Stefano, Graziani Clemente, Massagrande Elio, Pomar Eliodoro, Giorgi ed altri.

Ritornando all’ attivita’ svolta dai circoli culturali, preciso che questi non registrarono uno sviluppo politico per quanto concerne l’ aspetto legale, ma ebbero un notevole peso nella diffusione della lotta armata, poiche’ favorirono una serie di imprese criminose compiute in varie parti d’ Italia. Ci furono attentati a strutture statali e ad organizzazioni di sinistra, attentati ai treni (Italicus) , ect.

Nel circolo culturale De La Rochelle emerse quale dirigente e organizzatore, Calore Sergio, che divenne il braccio destro di Signorelli Paolo. Egli acquisì una notevole esperienza e competenza nel campo degli esplosivi e in misura minore in materia di armi. Dopo il mio arresto, si verificarono alcuni fatti particolarmente gravi ad opera della organizzazione ordine nuovo, alcuni attuati dopo la fusione di tale organizzazione con Avanguardia Nazionale. Tra tali fatti posso parlare dei seguenti:

1) rapina al ministero del lavoro, che fu commesso nel 1975 1976 ad opera di Concutelli, Rovella Francesco di Catania ed altri che non conosco.
2) sequestro Mariano a Taranto, cui parteciparono Signorelli Paolo, l’ avvocato Miglio Mario, Concutelli, un deputato gia’ del MSI passato nelle file di Democrazia Nazionale. Della partecipazione di Signorelli e Miglio seppi nell’ ambiente di Ordine Nuovo da persone di cui non intendo fare i nomi. Signorelli fu l’ organizzatore del rapimento. Ricevette il danaro del riscatto, di cui una parte era destinata ai latitanti italiani in Spagna. I soldi furono rinvenuti in parte a Genova a casa della persona a cui erano stati affidati.
3) l’omicidio Occorsio. Questo avvenne dopo la fusione tra Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale. Premetto che la prova di tale fusione si ravvisa anche nel fatto che in via Sartorio furono arrestati elementi delle due organizzazioni e cioè Tilgher Adriano, Vinciguerra Vincenzo, Crescenzi Giulio, Di Luia Bruno di Avanguardia Nazionale e Guidi Graziano di Ordine Nuovo.

Il massimo livello dell’ organizzazione era composto da un gruppo di persone residenti in spagna con poteri di decisione e di organizzazione. I compiti esecutivi venivano svolti esclusivamente dal responsabile del settore militare che, dal 1975 e fino a poco prima dell’ omicidio di Occorsio, fu Signorelli Paolo.

SIGNORELLI

Costui, secondo quanto appresi dopo la mia scarcerazione (novembre 1976), avrebbe dovuto uccidere Occorsio gia’ quattro mesi prima dell’ omicidio stesso. L’omicidio fu preparato in Corsica da Calore, Signorelli, Papa Claudia, i fratelli Saverio e Sandro Sparapani, Rovella Francesco, Di Bella Leone, Concutelli Pier Luigi, Ferro Gianfranco, Pugliese Peppino (il cui fratello lavorava al ministero dello spettacolo), Cozi Barbera Piccoli. Le armi per l’ uccisione furono portate a Roma dalla Corsica (ove erano pervenute dalla Spagna) da Rovella Francesco che le depositò alla stazione Termini al deposito bagagli. Tra le armi c’era un Ingram modello 10 proveniente dai servizi segreti spagnoli. Nell’ impresa fu usata una Renault con targa francese di provenienza furtiva (nel furto e nelle contraffazione dei documenti era implicato Sparapani Saverio) , che e’ stata trovata dalla polizia dopo l’arresto di Concutelli nei pressi di via dei Foraggi. Ferro guido’ la motocicletta Guzzi 850 che fece da staffetta. Concutelli fu colui che sparò, mentre gli altri erano in attesa nelle vicinanze. Ignoro i compiti specifici di ciascuno di essi.  La maggior parte di tali notizie mi furono riferite nel corso di riunioni che ebbi con Concutelli, Calore e lo stesso Signorelli che rivendicava a suo merito l’ organizzazione dell’ attentato contro Occorsio. Incontrai Signorelli in un bar di piazza Quadrata, al primo piano. Eravamo solo io e lui. Il Signorelli mi parlo’ anche della necessità di eliminare politicamente dall’organizzazione Concutelli Pier Luigi, che lo aveva soppiantato. Seppi anche che gli autori dell’omicidio avevano atteso il giorno in cui non c’era la scorta, per evitare di coinvolgere nel fatto persone ritenute estranee al comportamento di Occorsio considerato un inquisitore e persecutore politico. La decisione di escludere la scorta fu presa anche per distinguere dai terroristi rossi che nell’ omicidio Coco aveva coinvolto anche gli uomini della scorta.

omicidio-giudice-occorsio

Tra i dirigenti dell’ organizzazione (nata dalla fusione tra ordine nuovo e avanguardia nazionale) che decise l’ esecuzione di Occorsio e tutte le azioni successive alla fusione, posso indicare Delle Chiaie Stefano, Graziani Clemente, Massagrande Elio, Pomar Eliodoro e Tilgher Adriano, che era ed e’ braccio destro di Delle Chiaie Stefano. Il Concutelli mi racconto’ con cinismo che aveva ucciso Occorsio avvicinandosi a lui con un mitra in pugno e ridendo. Disse che le pallottole erano a carica dirompente e perforante per l’ eventualita’ che ci fosse un vetro blindato. Durante l’azione erano presenti oltre al Concutelli e al Ferro, anche il Calore ed un’ altra persona di cui non ho saputo il nome.

Devo far presente che pochi giorni prima dell’ omicidio Occorsio, ebbi in colloquio con Calore e Tisei nel carcere di Regina Coeli. Costoro mi dissero che l’ organizzazione era perfettamente funzionante, essendosi autofinanziata attraverso le rapine, e ben fornita di armi e munizioni. Essi dissero che era imminente una azione esclusivamente politica eclatante di cui avrei saputo attraverso gli organi di informazione. Faccio presente che ordine nuovo in passato non aveva mai rivendicato azioni di autofinanziamento come rapine e sequestri, ma solo azioni politiche. Dopo alcuni giorni 760710 seppi che c’ era stato l’omicidio Occorsio ed immediatamente collegai la visita di Calore alla esecuzione del magistrato. Dell’omicidio Occorsio possono essere considerati responsabili anche Arcangeli Giorgio e Miglio Mario, i quali facevano parte dell’organizzazione a livello locale, il secondo quale appartenente a Ordine Nuovo. Dall’insieme dei discorsi fatti con Concutelli, Calore, Sparapani Saverio, Rossi Mario, Arcangeli e Tisei Aldo, poco prima dell’ arresto di Concutelli capii che anche l’ avvocato arcangeli era corresponsabile dell’omicidio Occorsio. L’ avvocato arcangeli anzi reclamava l’ ammissione ad ordine nuovo proprio grazie al suo contributo all’ omicidio Occorsio. Arcangeli aderi’ alla decisione di sopprimere Occorsio senza partecipare minimamente all’ operazione. L’ avvocato arcangeli ha sempre esaltato l’ uccisione di Occorsio, definendolo “boia” persecutore politico in mala fede. Egli criticò gli elementi di avanguardia nazionale come degli incapaci militarmente, non avendo mai attuato alcuna operazione politica di rilievo, come quella relativa all’ uccisione di Occorsio. Arcangeli esaltava l’ omicidio sostenendo che Occorsio era un boia, un inquisitore che teneva dentro le persone solo per le sue idee e non perche’ colpevoli di fatti specifici. Ho partecipato a due riunioni a casa dell’ avvocato arcangeli con l’ intervento di Concutelli, Calore Sergio, Rossi Mario, Ferorelli Gianni che rappresentava Vallanzasca. In queste riunioni non furono trattati problemi legali di difesa di camerati, poiche’ i temi discussi riguardavano l’ espansione dell’ organizzazione attraverso contatti con elementi della banda Vallanzasca e con Bergamelli Albert, nonche’ i programmi futuri politici e criminosi come i sequestri, le rapine e i furti per autofinanziamento.

Fu l’ avvocato Arcangeli a stabilire contatti tra Vallanzasca ed esponenti della nostra organizzazione. L’ avvocato vitale paolo rappresentava gli interessi di Bergamelli. Gli obiettivi da raggiungere erano i seguenti: dare ospitalita’ a roma alla banda Vallanzasca braccata dalla polizia e dalla banda rivale di Turatello a Milano, fornendo ad essa alloggi e armi. In cambio Vallanzasca avrebbe preso parte ad una serie di sequestri il cui ricavato doveva essere diviso tra la sua banda e la nostra organizzazione. Vallanzasca mi diede circa 12000000 provenienti dal sequestro trapani, che io consegnai a Concutelli per alcune spese organizzative. Tra gli altri obiettivi da raggiungere, la nostra organizzazione si impegno’ a realizzare l’ evasione di Bergamelli Albert, con la collaborazione di elementi della banda Vallanzasca. Cio’ per aderire ad una richiesta che era stata fatta in modo pressante dallo avvocato vitale paolo, il quale ci disse che l’ azione doveva essere compiuta durante il trasferimento di Bergamelli dal carcere di Viterbo a quello di Civitavecchia. Il Vitale disse che poteva godere dell’ appoggio di un funzionario del ministero di Grazia e Giustizia – Ufficio III – , al quale aveva promesso un compenso di 10000000. In seguito a causa dell’ arresto mio, di Concutelli e Vallanzasca, il piano salto’ . Come del resto anche gli altri obiettivi che ci eravamo proposti fallirono. Il giorno dell’arresto mio in via XX settembre, ero partito insieme a Ferrarelli e al Cochis, dallo studio dell’ avvocato arcangeli che conosceva bene l’ identita’ e le altre attivita’ reali del Cochis, all’ epoca latitante. Il Cochis, che era il braccio destro di Vallanzasca, avrebbe dovuto attuare un piano operativo concreto l’ accordo tra la nostra organizzazione e quella di Vallanzasca. L’ avvocato Arcangeli e l’ avvocato vitale erano i promotori di tali iniziative. Vallanzasca, il giorno del mio arresto, gia’ si trovava a Roma a mia insaputa. Cio’ seppi in carcere dallo stesso Vallanzasca il quale mi disse al braccio G13 di Rebibbia, che egli sapeva perfettamente chi l’ aveva fatto arrestare e che avrebbe avuto la certezza da un capitano dei carabinieri di Milano, al quale egli in cambio intendeva confessare un sequestro di persona. Vallanzasca mi disse che si trattava del dr Mottola che sarebbe stato sicuramente ucciso.

Letto confermato e sottoscritto.­

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