Matteo Lex – dichiarazioni 03.10.1981

Nell’ autunno dell’ 1980 dopo l’ intervista concessa da Gelli Licio a Costanzo Maurizio e pubblicata dal Corriere della Sera si ebbe all’ albergo Astoria di Livorno una riunione alla quale parteciparono per quanto ricordi con sicurezza il generale Poggiolini, il direttore e un vice direttore di banca, il dr avvocato Minervini Sergio e un ufficiale americano della base di Camp Darby oltre il dr colonello Della Fazia Bruno; alla riunione partecipo’ anche, in quanto membro della P2, il gestore dell’albergo. Nel corso della riunione sopravvenne certo Rossetti il quale disse di essere l’ inviato e rappresentante di Gelli Licio. Il Rossetti proveniva da Genova ed era reduce da una battuta di caccia e da i discorsi fatti in seguito compresi che si interessava di apparecchi di radiologia e di tac. La riunione era stata promossa propria per chiarire ad opera del rossetti il significato della intervista di Gelli al corriere della sera. Il Rossetti esordi’ spiegando che certamente il Gelli non avrebbe mai rilasciato la detta intervista se avesse potuto immaginare gli eventi che di li a poco erano occorsi e che si stavano vivendo in quel periodo; disse anche che egli aveva manovrato nell’ ambiente politico di Genova a livello di giunte, fra l’ altro inoltre tenne a precisare il carattere eccezionale della riunione, ci assicuro’ sulla nostra copertura  in quanto vi erano personaggi nella loggia il cui nome non sarebbe mai emerso e ci rivelo’ che tutti i nostri nomi di aderenti alla P2 erano depositati in codice al Pentagono.

Nel corso della stessa riunione il Della Fazia mi accenno’ al convivio che era stato tenuto alcune sere prima nei pressi di Tirrenia. A tale riunione era stato invitato anche io dallo stesso Della Fazia che mi aveva assicurato l’ intervento di Gelli ma non avevo potuto intervenire per ragioni di lavoro. A quanto mi disse il Della Fazia a detta riunione avevano partecipato parecchie persone tra le quali il giunchiglia ma non il Gelli. Questo ultimo invece, sempre secondo Della Fazia, aveva partecipato, non so quanto tempo prima, sempre nella zona di Tirrenia, ad una riunione piu’ ristretta in cui erano intervenuti il Rossetti il Della Fazia e l’ ammiraglio Alfano gia’ docente all’ accademia della marina di Livorno e attualmente libero professionista in quella citta’ .

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Dopo la riunione all’ Astoria incontrai il Gelli in quanto ritenevo che potesse aiutarmi per frequentare un corso di specializzazione negli stati uniti. Il Gelli dopo qualche tempo mi procuro’ il numero telefonico di Philip Guarino del quale mi aveva gia’ parlato per il tramite della sua segreteria Venturi Carla. Avvenne cosi’ che recatomi a Washington, mi presentai al Guarino e lo frequentai assiduamente per tutta la durata del mio soggiorno; egli prese cosi’ a trattarmi confidenzialmente, mi chiese notizie di Gelli e mi mostro’ della corrispondenza dello stesso Gelli in cui il Gelli parlava del Sindona; in tali lettere fra l’ altro il Gelli si doleva che il Sindona non avesse seguito i consigli suoi e di altri amici Italiani; ricordo che, accennando al Sindona, il Gelli citava un proverbio cinese secondo il quale spira il vento le canne si devono piegare. Il Guarino mi confido’ anche che era molto amico di Sindona, che lo avevo visitato in carcere e che aveva profuso per la sua difesa 1000000 o 2000000 di dollari. Sempre a proposito del Gelli il Guarino rifacendosi al periodo della investitura di Reagan mi racconto’ che aveva ricevuto una telefonata da Giulio che aveva poi spiegato di essere Andreotti Giulio, di chiamare dal suo ufficio e di avere con se il Gelli. Nel periodo che sono stato a Washington ho partecipato ad una festa organizzata da Guarino alla quale intervennero tra le altre personalita’ il generale Miceli, l’ onorevole Galloni della Dc, il vescovo di Albano Laziale. A tale riunione avrebbero dovuto intervenire anche Andreotti e il sottosegretario bandiera ma non intervennero in quanto nello stesso periodo si trovava in Italia il segretario di stato americano Haig. Il Guarino mi disse infine che nel 1976 era stato in Italia e aveva tenuto dei comizi per la Democrazia Cristiana.

Prima di allontanarsi a domanda dell’ ufficio il teste risponde:
– conservo tuttora normali rapporti con Guarino Philip in quanto tuttora interessato alle mie prospettive di specializzazione negli Stati Uniti. Dimetto a tale proposito una cartolina ricevuta recentemente dal Guarino e da Nannini Elio.

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