Marco Affatigato – dichiarazioni 26.03.1983

Prendo visione del documento sequestrato a Spiazzi Amos iniziante con le parole “dr Prati … ” . Con riferimento al traffico di esplosivo nel quale avrei dovuto fare da basista ad un palestinese dichiaro che ritengo che in realta’ si tratti di quel traffico d’armi da me organizzato con Soffiati del quale ho gia parlato nel precedente interrogatorio. Non vi sono mai stati traffici di esplosivo cui abbia preso parte assieme al Soffiati. Ritengo che quanto scritto in proposito nel movimento sia da addebitare ad una versione un po’ enfatica di Soffiati Marcello. L’ acquisto di armi avrebbe dovuto aver luogo in libano e puo’ darsi che sia per questo il Soffiati abbia parlato di un palestinese. Non risponde a verita’ che io sia un informatore del Sisde. Non ho mai fatto l’ informatore per i servizi italiani.

spiazzi

Non mi risulta la circostanza che a Bardonecchia sia stato arrestato un francese con un passaporto a nome Dupont. Dal tenore del documento questo “Dupont” potrebbe essere l’ ispettore Durand, persona questa che mi risulta legata ai cosi’ detti gruppi dannunziani. Faccio presente comunque che il Durand venne in Italia, per quanto ne so solo nel luglio del 1980 (800700) . Con riferimento ai gruppi Dannunziani posso dire che questi faceva parte un tale Donini di Bologna nonche’ tale Federico Gori di Roma. Non sono sicuro del nome di battesimo. Mi fu data facolta’ di costituire a Nizza un circolo dannunziano presso la sede universitaria. A tal fine ebbi contatti con il suddetto Gori. Si tratto’ di contatti solo epistolari e telefonici.

Nulla so della sigla Olf che ella mi dice stare per Organizzazione per la Liberazione di Liume. Mi risulta invece che i gruppi Dannunziani avevano rapporti con gli ustascia. A Perpignani ebbe luogo una riunione di questi gruppi Dannunziani cui vi prese parte anche Delle Chiaie Stefano in questa riunione fu costituito il governo dello stato libero di Fiume. Non ricordo chi altri prese parte a tale riunione ne’ chi me la riferi’. Avvenne comunque tra il 1975 ed il 1978. Ricordo poi che vi fu nel 1974, anzi fra il 1973 ed il 1974, una riunione a Padova cui presero parte tali Rinani, Tonin (o un nome simile trattasi di persona di media statura, corporatura robusta, allora di circa30 o 35 anni), e Nessenzia Oscar di Padova. Io stesso ero presente a quella riunione nella quale si parlo’ dell’ acquisto del passaggio a titolo gratuito di armi che avrebbero dovuto esserci consegnati dagli ustascia. I partecipanti a questa riunione non avevano nulla a che fare con i gruppi Dannunziani almeno per quello che ne so. L’ incontro ebbe luogo in una pizzeria nei pressi del quartiere “Arcella” . Ricordo in particolare che il Rinani disse una frase che non avrebbe dovuto pronunciare per segretezza, e per questo ricevette uno schiaffo dal Tonin al quale appariva essere gerarchicamente subordinato. Nell’ occasione pernottai nell’ abitazione del Nessenzia che all’ epoca conviveva con una ragazza della quale non ricordo il nome. Nulla so di eventuali rapporti tra gli ustascia e Soffiati all’ epoca il Nessenzia frequentava il gruppo Lamberti di Pisa.

Proseguendo la lettura del documento vedo che si parla di Delle Chiaie. Il Mangiameli mi risulta fosse subordinato al Signorelli mi risulta altresi’ che quest’ ultimo era in rapporti con Delle Chiaie. Il gruppo di Soffiati Marcello mi diede l’ incarico di rintracciare il Delle Chiaie il quale era ritenuto responsabile dell’ arresto in spagna del Pozzan per il quale avrebbe ricevuto il compenso di lire 50000000. Interrogato nel corso di altro procedimento ho gia’ precisato che mi attivai per rintracciare Delle Chiaie e scoprii che si trovava a Parigi sotto il nome Jean Mark ed individuai infine il suo contatto a Milano nella persona di tale Ballan Marco. Riferii tutto cio’ al Soffiati il quale poi mi riferi’ di aver fatto “interrogare” Ballan da persona del suo giro. Il Soffiati mi disse che l’ interrogatorio non aveva dato esito. Il Soffiati mi aveva fatto capire che era suo intendimento uccidere Delle Chiaie perche’ aveva fatto arrestare Pozzan.

– E’ notorio come lo Spiazzi fosse in buoni rapporti con il Graziani ed il Massagrande. Quanto ai rapporti tra Massagrande e Delle Chiaie, mi risulta che i due si spartirono, unitamente a tale Spaggiari Alberto il provento di una rapina compiuta in danno della Cassa di Risparmio di Nizza nel 1976 o 1977. Preciso che non si tratto’ di una rapina bensi’ di un furto eseguito con la lancia termica e che fu organizzato dallo Spaggiari per finanziare l’ estrema destra . Il Massagrande ed il Delle Chiaie entrarono in conflitto in quanto quest’ ultimo accuso’ il primo di aver sfruttato a fini personali il provento della rapina. Il Massagrande infatti se ne era andato in Paraguay con i lingotti consegnategli.

– Nulla so del progetto di uccidere un magistrato e la sua scorta.

– Verso il 1970 a Verona vi fu un attentato andato a vuoto alla FFSS e nell’ occasione venne trovata una valigia piena di esplosivo. Vi e’ sull’episodio un rapporto del Ministero dell’interno. Le modalita’ di questo attentato mi hanno ricordato quello di esecuzione della strage di Bologna. Anche a Verona infatti fu lasciata una valigia piena di esplosivo in una sala d’ aspetto.

– Gia’ nel 1970 vi erano dei rapporti tra i “Mar” di Fumagalli ed ufficiali americani, che avrebbero dato il loro nulla osta al programma “Mar” e cio’ risulta dagli attentati del processo a carico di Fumagalli svoltosi a Brescia.

fumagalli

– Nel 1970 esisteva a Verona un circolo denominato Movimento Nazionale Opinione Pubblica comprendenti ufficiali e sottufficiali dell’ esercito al quale apparteneva anche lo Spiazzi.

– Il Nessenzia penso sia in grado di fornire informazioni sul Rinani.

– Dal 1967 in poi Freda porta avanti il discorso della disintegrazione del sistema anche attraverso l’ uso di stragi al fine di instaurare un clima di guerra civile e consentire in tal modo l’ intervento delle forze armate. L’ ispirazione veniva tratta dal colpo di stato dei colonnelli in Grecia. Si tentava di creare lo stesso clima in Italia. Sulla base di ammissione del Graziani risalenti al periodo della nostra comune latitanza posso ora dichiarare che Graziani attribuiva al Freda la strage di piazza Fontana. In relazione all’ attentato al treno in cui rimase ferito Azzi Nico il Graziani attribuiva intenti stragistici anche al Signorelli il quale avrebbe avuto in comune con Freda la teoria stragistica. La strategia di Freda coinvolse il gruppo padovano, quello milanese ed infine quello romano del Signorelli con il quale il Freda aveva stretto rapporto. A dire del Graziani l’ attentato del Nico Azzi rientrava nella linea stragistica del “professore” cioe’ del Signorelli, cio’ anche perche’ all’ attentato partecipo’ anche Rognoni Giancarlo che era in stretto contatto con Signorelli. Tutto cio’ mi e’ stato riferito dal Graziani. A livello di vertice la strategia stragistica era portata avanti dal Freda, dal Signorelli e da Delle Chiaie.

– Non so se Massagrande abbia partecipato a tale linea, se cio’ e’ avvenuto e comunque successo dopo la sua fuga dall’ Italia.

– Prendo visione del documento “decalogo del legionario” . In proposito posso solo dire che e’ chiaramente ispirato al decalogo del legionario “Codreanu Cornelio” .

– Quanto al documento Mfa da me redatto mi riporto alle dichiarazioni gia’ rese nel precedente interrogatorio. Devo solo aggiungere che il Soffiati lo pretendeva finito per l’ 800700 il Soffiati sapeva bene qual’ e’ il mio stile nel redigere documenti e non aveva bisogno di darmi molte indicazioni. Il mio documento comunque non era altro che una minuta che avrebbe dovuto essere esaminato dal Soffiati e dalle persone che erano dietro di lui.

– Fu il Soffiati a darmi verbalmente una traccia per il documento cio’ avvenne durante uno dei nostri incontri. Nel documento dovevo dare per scontato l’ esistenza di Mfa e della sua struttura nonche’ della localizzazione che avrebbero appoggiato. Le indicazioni del Soffiati si riferivano alla linea politica del movimento, alla struttura interna, all’ appoggio di organizzazione nazionali ed esterni ed infine una presa del potere da parte del Mfa.

– Il Soffiati e’ sostanzialmente un golpista. So che e’ in ottimi rapporti con lo Spiazzi. Non so quali riferimenti abbia all’interno delle FFAA. Il Latini potra’ fornire notizie sui convincimenti golpisti del Soffiati e sulla sua collaborazione coi servizi segreti.

– Il Soffiati aveva delle simpatie massoniche. Tra l’ altro tento’ di iscriversi alla massoneria tramite suo padre. Questi apparteneva ad una loggia massonica in cui erano confluiti alcuni dirigenti della Rsi. Credo che fosse la loggia di Ravenna della massoneria di Piazza del Gesu’ .