Mario Mori – dichiarazioni 22.7.1975

Adr: fu se ben ricordo nei giorni immediatamente successivi al conflitto a fuoco di Pian di Rascino, ove venne ucciso il noto Esposti Giancarlo, e le cui vicende unite a quelle di Nardi Gianni venivano riferite dalla stampa, che mio fratello Alberto, mi informo’ che certo Ghiron Gianfranco era in grado di fornire notizie e procurare contatti per giungere alla cattura di Nardi Gianni e di altri personaggi a lui legati.
Fu cosi’ che mio fratello mi fece conoscere il Ghiron e costui a sua volta mi mise in contatto con un certo sedicente Piero, il quale, per essere nativo di Ascoli piceno, mi riferi’ in una serie di incontri che ebbi con lui diverse notizie relative a Esposti Giancarlo, a Nardi Gianni e altri personaggi. In particolare mi riferi’ di essere buon amico ed estimatore di Nardi Gianni; che Nardi Gianni era stato da lui ultimamente incontrato nel carcere di Fermo, ma senza voler entrare in ulteriori dettagli; che il Nardi in tutte queste vicende eversive e benche’ altri, come Esposti Giancarlo ed altri personaggi facessero capo a lui in realta’ era piuttosto isolato nell’ ambito di una concezione particolare di vita eroica; Che nel gruppo facente capo a Nardi Gianni l’ uomo raziocinante e conduttore era in realta’ tale Marini Piergiorgio, mentre Nardi Gianni era piu’ che altro una bandiera e l’ uomo di facciata; nel 731200 Nardi Gianni era scappato dall’ Italia, tranquillamente in vagone letto attraverso la frontiera di Ventimiglia; che, in relazione alla sparatoria di Pian del Rascino Esposti Giancarlo aveva sparato per coprire la fuga di un’ altra persona, ma senza precisare chi fosse; che il Marini Piergiorgio era fidanzato della sorella di Nardi Gianni, Alba; che egli stesso era al corrente che Esposti era in possesso di una cartina del frusinate ove erano segnati posti di blocco dei carabinieri e della PS e che tale cartina avrebbe dovuto trovarsi fra le carte dello stesso per dimostrare di aver visto tale carta, ricostitui’ un tracciato della zona del frusinate ove nella cartina dovevano essere segnati i posti di blocco, subito dopo pero’ distruggemmo il disegno; che in una certa occasione egli stesso era stato all’ estero per fare entrare in Italia una macchina di Esposti Giancarlo, servendosi in tale occasione di una patente falsa intestata a Benito: ricordo soltanto che il cognome cominciava con la lettera M ma non ricordo il cognome intero; che Esposti Giancarlo e tale Angeli Angelo erano stati strumentalizzati dall’ on Servello di Milano l’ uno contro l’ altro, non ricordo piu’ in quali circostanze; che egli stesso era in procinto di avere un incontro con Nardi Gianni nel principato di Andorra, ove il Nardi doveva giungere dalla Spagna; che Esposti Giancarlo aveva in corso un traffico di armi che faceva passare dalla Svizzera attraverso Luino, e che in tale traffico era interessato un certo Frei Heinz, nominativo che io sentii per la prima volta fare dal sedicente Piero, il quale precisava altresi’ che il nominato Frei era interessato al traffico d’ armi non solo con Esposti ma anche con altri; che Esposti Giancarlo era collegato anche con un certo Colombo dal quale aveva ricevuto un assegno di lire 600000: preciso che io ne’ per ragioni di servizio ne’ attraverso la stampa avevo sentito il nome di tale Colombo; soltanto tempo pensai che si trattasse di colombo Gianni del quale lessi le vicende dopo il suo arresto; che Esposti Giancarlo era stato a trovare Marini Giorgio immediatamente prima di recarsi a Pian di Rascino, da altra localita’ ove prima si trovava, ma che egli non mi preciso’. Preciso che queste notizie mi venivano date dal sedicente Piero nei primissimi incontri, quando io ero ancora piuttosto perplesso sul suo conto e sulla bonta’ delle notizie. Feci caso tuttavia che col progredire del tempo, tali notizie trovavano riscontro o in informazioni di servizio e sulla stampa. Cio’ era in un certo senso naturale per il fatto che egli indubbiamente conosceva il Nardi e doveva aver avuto sicuramente rapporti in quegli ultimi tempi sia col Nardi che col Marini.

Mi viene ora in mente che mi disse anche che conosceva l’ avvocato del Nardi tale Bean e Dean, non ricordo bene il termine esatto. A seguito di tali contatti il sedicente Piero si offri’ per farmi incontrare in una zona del lago di costanza Nardi Gianni, Marini Piergiorgio e Nardi Alba. Tale incontro faceva perno su una certa cittadina polacca, che trovavasi in vacanza a Roma, di nome Dirani An o Anka, ora non ricordo bene, la quale avrebbe dovuto conoscere per prima Ghiron Gianfranco, in quanto la medesima avrebbe poi rincontrato il Ghiron e me a Klagenfurt, donde ci avrebbe accompagnati in una zona dove esso Piero ci avrebbe atteso per poi condurci all’ incontro con Nardi Gianni e gli altri.
Io a questo punto informai i miei superiori i quali chiesero consiglio al procuratore della repubblica di Roma, Siotto Elio, ricevendone la risposta che un incontro del genere da parte degli ufficiali dell’ arma poteva avvenire solo come privati cittadini, e comunque fuori dall’ Italia, altrimenti incombeva l’ obbligo dell’ arresto del Nardi.
Vennero messi a punto i dettagli dell’ incontro e il Ghiron, controllato a distanza da me si incontro’, non ricordo ora in quale albergo con la Dirani An o Anka, che accompagno’ alla stazione Termini. L’ incontro tuttavia non fu effettuato perche’ se ben ricordo il giorno stesso fissato per la nostra partenza venne arrestato in spagna Bruno Stefano insieme con altri, e il sedicente Piero ci informo’ che Nardi Gianni aveva appunto annullato l’incontro subodorando che si trattasse di una trappola.

Adr: ricordo che a suo tempo facemmo ricerche sulla Dirani, e risulto’ soltanto che presso la questura esisteva una sola schedina di un suo soggiorno a Roma e che era una cittadina polacca. Mi pare di ricordare che quando si salutarono alla stazione la Dirani aveva dato al Ghiron il proprio numero di telefono di Varsavia. Per quel po’ che io fui in grado di vederla, controllandoli a distanza all’ insaputa dello stesso Ghiron si trattava di una donna di circa 30 – 35 anni, bionda, bella e appariscente, alta circa fra m 1,75 – 1,77.

Adr: ad un certo punto peraltro fu preso in considerazione il fatto che in questi incontri il sedicente Piero usava troppe cautele, per cui io, ricordandomi del suo accenno alla ripresa dei contatti con Nardi Gianni nel carcere di Fermo, feci accertamenti e realizzai che dal quel carcere erano evasi tali Vecchiotti Amedeo detto Memo, insieme con tale Lascialfari. Preciso a questo punto che talvolta il sedicente Piero si era presentato in compagnia di un soggetto piuttosto alto e corpulento sui 45 anni, di nome Sarti Luciano, e che talvolta avevo sentito che costui chiamava il sedicente Piero col nome di Memo. Mi fu cosi’ facile realizzare che il sedicente Piero non era altro che l’ evaso dal carcere di Fermo. Ricollegando i fatti la circostanza trovo’ la conferma nel fatto che proprio mio fratello Alberto, tempo prima aveva arrestato il nominato Lascialfari. A questo punto il Ghiron, messo da me sull’ avviso, cerco’ di combinare gli incontri con l’ ormai noto Vecchiotti in modo da consentirci di catturarlo. Senonche’ al Ghiron scappo’ un accenno alla reale identita’ del sedicente Piero e da allora il medesimo sfuggi’ ad ogni incontro ma tenne i contatti soltanto con telefonate o con missive che faceva recapitare ogni volta con estrema cautela.
In una di queste telefonate o missive ricordo che il Vecchiotti riferiva di avere identificato in me il maggiore dei carabinieri Venturi e io gli spiegai questo fatto perche’ in realta’ ero stato in casa del maggiore Venturi ed evidentemente per un qualche caso fortuito il Vecchiotti mi aveva visto e percio’ aveva ritenuto che io fossi il maggiore Venturi.
Ricordo che riuscimmo anche a fotografarlo quando cominciammo ad avere i primi dubbi, fotografia che poi venne consegnata al nucleo investigativo di Roma. Io stesso controllai che la segnaletica del Vecchiotti nel carcere di Fermo e mi resi conto che i dati apparivano diversi da quelli del Vecchiotti quale si presentava come sedicente Piero.

Adr: la signora Mezzina, sorella del Vecchiotti, fu da me conosciuta e incontrata una sola volta dopo che il Vecchiotti curava di non farsi piu’ rintracciare. Mi venne presentata dal Ghiron a mezzo di tale di nome Marozzi, che io vidi una sola volta o due. La signora Mezzina mi rivelo’ di conoscere bene Nardi Gianni facendo anche capire di essere a lui legata sentimentalmente.
Era tuttavia disposta a collaborare alla sua cattura ma, poiche’ si trovava in estremo bisogno, esigeva di ottenere prima una specie di taglia. Ricordo fra l’ altro che essa mi rivelo’ che con Nardi Gianni si incontrava in una specie di villa sulla via Tiburtina esistente al di fuori sia della citta’ di Roma che della citta’ di Frosinone, entrambe congiunte da tale via; inoltre si era incontrata con lui in una casa che mi disse di possedere a Trieste. Si dimostrava inoltre preoccupata che non tanto il marito, ma quanto il fratello Memo venisse a sapere che essa si incontrava con Nardi Gianni.

Adr: i miei contatti con Vecchiotti Amedeo detto Memo ex sedicente Piero avvennero esattamente dai primissimi giorni del 740600 alla fine di luglio dello stesso anno. Da allora non ebbi piu’ alcun contatto ne’ con l’ uno ne’ con l’ altro.

Adr: il Vecchiotti non mi parlo’ mai del cognato maggiore Mezzina, della cui esistenza io appresi soltanto dal Ghiron e piu’ precisamente dopo che il Vecchiotti, sedicente Piero, era stato identificato come il latitante Vecchiotti. Non ho altro da dire.

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