Verbale di confronto fra Alessandro D’Intino e Marco Ballan 11.6.1986

Sono presenti il pm dr Mancuso, il dr Murgolo e agente Ruggeri della Digos di Bologna. Si da’ atto che il confronto tra i suddetti si e’ svolto nel modo seguente:

Ballan: come ho gia’ chiarito nei precedenti interrogatori il qui presente D’Intino era certo piu’ addentro di me nelle vicende dei gruppi che si muovevano a Milano nel 1974. Egli inoltre frequentava molto piu’ di me i giovani vicino a Avanguardia Nazionale. Lo invito pertanto a fornire ogni possibile chiarimento sulle vicende di quel tempo e a chiarire quale fosse all’ epoca la mia posizione rispetto Avanguardia e rispetto agli altri gruppi. Affermo che la sede di Avanguardia di Milano era gestita dal D’Intino e dal Vivirito. Affermo che ho sempre consigliato ai ragazzi di Avanguardia la prudenza e che temevo provocazioni e contaminazioni con altri gruppi a mio giudizio ambigui quale la fenice di rognoni. Affermo di essere stato estraneo al rapporto intrattenuto da D’Intino e Vivirito con Esposti e Fumagalli.

D’Intino: ricordo che effettivamente il Ballan era un “immobilista” mi riporto ai verbali da me resi nel processo per il Mar e faccio presente che non c’ era nessun rapporto di tipo politico non solo fra l’ Esposti ed il Ballan, ma neppure fra l’ Esposti e me. Avevo conosciuto Fumagalli attraverso kim Borromeo e stabilii con lui un rapporto finalizzato unicamente all’ acquisizione di armi che ci sarebbero servite per autodifesa negli scontri con i giovani di diverse ed opposte fazioni politiche. Preciso nel senso che eravamo frequentemente oggetto di agguati e che percio’ dovevamo difenderci. Non ho mai parlato a Ballan di questi miei rapporti col Fumagalli perche’ temevo che me li avrebbe impediti. Io, invece, intendevo andare avanti comunque, anche contro l’ opinione di Ballan, nel mio intento di acquisizione di armi. Il Fumagalli non ci forni’ nulla anzi mi sottopose la richiesta di un ingentissima partita di armi, anche molto sofisticate. Si tratta dell’ elenco rinvenuto a Pian di Rascino. Tale richiesta mi diede la certezza che fossimo nella imminenza di un colpo di stato. Io girai la richiesta del Fumagalli a Esposti, il quale sosteneva di avere relazioni tali da consentirgli di procurare queste armi.

d'intino

-sono le ore 17,30 e sopraggiunge il pm dr Mancuso -.

Ballan: come ho gia’ detto nei miei precedenti interrogatori sono del tutto estraneo all’ organizzazione stragista contro la quale si procede. Non solo, insisto a dire che per il mio atteggiamento prudente si era creata una incomprensione fra me ed i militanti di Avanguardia.

D’Intino: nulla so di un’ organizzazione stragista operante nel 1974 avente Milano come principale centro di propulsione. In una mia ricostruzione logica fatta a posteriori ho ritenuto che la strage di Brescia e quella dell’ italicus debbano considerarsi come due parti di una stessa tenaglia nel contesto del progetto di un imminente colpo di stato. Ripeto pero’ che queste due stragi secondo la mia valutazione dovevano servire ad innescare una durissima repressione e ad impedire percio’ qualsiasi effettivo rivolgimento di tipo rivoluzionario. Ovviamente, infatti, avrebbero mobilitato in senso antifascista l’ opinione pubblica. Rettifico inoltre la verbalizzazione facendo presente che a mio giudizio le stragi andavano contro quel progetto golpista portato avanti ad esempio dal Fumagalli. Queste mie valutazioni provengono soprattutto da conversazioni avute in carcere con Giannettini durante un periodo di comune detenzione. Sulla strage di Brescia e dell’ Italicus non ho mai saputo nulla di preciso, nemmeno nel periodo in cui sono stato in carcere per Ordine Nero.L’ esplosivo che era detenuto dall’ Esposti a Pian di Rascino doveva servire, nelle nostre intenzioni, in una situazione nel cui contesto farne uso non sarebbe stato piu’ reato. Questo materiale sarebbe servito nel contesto dello scontro fra miliziani neofascisti di supporto a forze golpiste e le forze lealiste che ritenevamo si sarebbero opposte al colpo di stato.
Tutto cio’ l’ ho appreso dall’ Esposti, il quale tuttavia non mi ha fatto discorsi su specifiche ipotesi di attentati. L’ esplosivo, l’ Esposti l’ aveva portato con se da Milano e non so dove l’ abbia procurato. A tale quantitativo proveniente da Milano, si aggiunse poi l’ esplosivo che prelevammo al castello di Manfredi. Io partii da Milano portando con me unicamente un mab 38 canna lunga che avevo acquisito da persona diversa dal Fumagalli e che ora non intendo nominare.
Adr: non ricordo che io, il Vivirito, l’ Esposti e il Danieletti avessimo il Ballan in un bar di Milano immediatamente prima della nostra partenza per l’ Italia centrale.

Ballan: a conferma di quanto gia’ dichiarato, ricordo di avere incontrato il D’Intino e il Vivirito in un bar di Milano vicino a casa mia. Nell’ occasione c’ era la Land Rover parcheggiata li’ vicino sul marciapiede vicino al cartellone di un cinema. Non ricordo invece di aver visto l’ Esposti ed escludo comunque che lui un colloquio riservato.
Ballan: invito il D’Intino a chiarire quale fosse la posizione di Zani e di Pedrini rispetto ad Avanguardia Nazionale.

D’Intino: Zani aveva effettivamente frequentato per un certo periodo di tempo l’ ambiente di Avanguardia. Se ne allontano’ nel dicembre del 1973 a seguito di un diverbio con me che gli avevo contestato di essere un infiltrato in Avanguardia per conto del Msi. Lo Zani aveva un rapporto personale di amicizia con Ferri, il quale invece non e’ mai stato di Avanguardia. Anche il Pedrini era vicino ad Avanguardia nazionale. Pedrini era un ragazzo come tanti altri che frequentava la sede di Avanguardia.

Ballan: per quanto risulta a me Pedrini non era di Avanguardia. Era legato all’ ambiente di San Babila. Nulla sapevo di un suo rapporto con Azzi. I disordini in cui perse la vita l’ agente Marino furono oggetto del mio interessamento e potei appurare che le bombe dovevano essere usate contro la casa dello studente. L’ Msi voleva che avvenissero dei disordini, ma dato che si verifico’ la morte dell’ agente marino scarico’ tutto sui gruppi extraparlamentari.
D’ altra parte Azzi e il gruppo della fenice per quel che mi risulteranno interni al Msi partito del quale il Rognoni rivesti’ una carica di livello regionale. Il Rognoni faceva capo a Rauti, che era capo della sua corrente e per quanto ne so, aveva rapporti col Signorelli.

Ballan: invito ora D’Intino a chiarire quale siano stati i suoi rapporti con Falica.

D’Intino: col Falica ebbi un solo incontro, nel 1974, in occasione della fiera di Milano. Fu il Vivirito a prendere contatti con Falica ed a promuovere l’ incontro che riguardo’ la possibilita’ di utilizzare la testata Anno Zero anche in favore di Avanguardia nazionale. Non ricordo se ho parlato o meno con Ballan di questo incontro.

Ballan: sono certo che non me ne hai parlato perche’ in caso contrario ti avrei sconsigliato di frequentare falica. Al tempo in cui sarebbe avvenuto l’ incontro per D’Intino e Vivirito, non avevano piu’ frequenti rapporti con me.

D’Intino: col Tilgher ho parlato soltanto nel 1972 allorche’ venne aperta la sede di Brescia. Non ricordo di avere avuto incontri con lui a Milano in periodi successivi.

Ballan: ribadisco che nel febbraio marzo 1974 Tilgher, sollecitato da me, venne a Milano, credo con altre due persone di Roma, ed ebbe un incontro con me, il D’Intino e il Vivirito. Oggetto di questo incontro furono i rapporti fra questi ultimi due e Jordan, persona che poi accertammo essere il Carlo Fumagalli. Ricordo che io il Tilgher chiedemmo a D’Intino e Vivirito come fosse possibile rintracciare questo Jordan e che i due si rifiutarono di darci indicazioni in proposito.

D’Intino: ora che il Ballan ne ha parlato ricordo questo incontro.

Prendo atto che all’ ufficio risulta incomprensibile il motivo per cui io non ne abbia parlato a suo tempo nel corso dell’interrogatorio e mi venga in mente soltanto adesso. Cio’ che mi ha illuminato la memoria e’ la circostanza menzionata dal Ballan che assieme al Tilgher c’ erano anche altri due romani (…). Faccio presente di avere gia’ detto in precedenza che non volevo svelare al Ballan i miei rapporti col Fumagalli poiche’ altrimenti il Ballan mi avrebbe osteggiato in quell’ attivita’ di acquisizione di armi che intendevo portare avanti.

Ballan: in merito alla cosiddetta provocazione di Camerino del 1972, ricordo che la tesi del Delle Chiaie, esposta nel corso di una intervista, mi venne confermata nell’ ambiente di Avanguardia e in particolare dal Tilgher. Ricordo che Paglia Guido negli anni 1968 – 1970 era di Avanguardia e so che aveva rapporti con Labruna. Egli infatti fu il tramite tra Labruna, Giorgi e Delle Chiaie. Di cio’ mi hanno parlato Tilgher adriano ed altri dell’ ambiente di Roma.

D’Intino: nulla so in merito a tale fatto.

-si da’ atto che alle ore 19.45 si allontana il pm, il dr Murgolo e l’ agente Ruggeri.

Ballan: allorche’ dopo i fatti di Pian di Rascino subii una perquisizione ritenni che il D’Intino mi avesse indicato come presente col gruppo Esposti in tale localita’ in luogo di Vivirito al fine di coprire quest’ ultimo.

D’Intino: allorche’ intervennero i carabinieri a Pian di Rascino, sotto la minaccia delle armi, sollecitato a dire chi conoscessi a Milano, feci il nome di Ballan, ma non lo misi in alcun modo in collegamento con l’ Esposti.

-a questo punto il Ballan spontaneamente aggiunge: ora che il D’Intino me lo ha ricordato, faccio presente che uno dei responsabili di Lotta di Popolo di Milano, quello sposato con una giapponese, e’ Prudenza Gianni. Comunque non c’ erano rapporti fra Avanguardia Nazionale e Lotta di Popolo.

L.c.s. ­

 

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