Roberto Palladino – Dichiarazioni 07.03.1983

Sono il fratello di Palladino Carmine ucciso nel super carcere di Novara. Con mio fratello abbiamo avuto sempre dei rapporti abbastanza stretti essendo una famiglia unita. Avevamo anche in comune rapporti di lavoro in quanto entrambi eravamo diplomati in ragioneria ed avevamo costituito una societa’ in via Satrico nr 7 Roma in cui mio fratello Carmine inizio’ a lavorare l’ 801000.

La societa’ Odal (la sas fu costituita nel 1979); amministratore di detta societa’ ero io socio accomandatario era Citti Piero e accomandatario mio fratello Carmine. Tale societa’ si occupava di consulenza contabile. All’ inizio in tale societa’ operavano solamente io e Citti Piero, successivamente il Citti ando’ via a causa di alcune divergenze e subentro’ nel lavoro la moglie di Carmine Cappa Maria Amore. La sede della societa’ e’ stata sempre in via Satrico nr 7.

– e’ vero che tra gli scopi primari di tale societa’ vi e’ anche la gestione e la organizzazione del conto terzi del patrimonio mobiliari e immobiliari ma in uno statuto vengono elencati una miriade di scopi sociali; anche occasionali, di fatto ci siamo occupati solamente di contabilita’. Successivamente nel gennaio 1980 (800100) e’ stata costituitala societa’ Odal prima sas in Anguillara Sabazia amministratore era mio fratello Carmine, soci erano: Tilgher Adriano in quanto assicuratore, Luzzi Elena, titolare dell’ appartamento di Anguillara Sabazia che avrebbe dovuto svolgere funzioni di segreteria per occuparsi dell’ ufficio in quanto residente nella stessa Anguillara. All’ epoca della presunta riunione indicata dal super teste Ciolini nella sede della societa’ o dal prima, la sede sociale era in Anguillara Sabazia via Maurizio Morris nr 36, e non in via Satrico nr 7.

– e’ vero che all’ epoca in via Satrico n. 7 vi era la sede della societa’ denominata Odal csa ma non ritengo che il Ciolini potesse sapere tale particolare. Mio fratello ha effettivamente conosciuto Ciolini Elio nel marzo dell’ 1981 (810300) durante un suo viaggio di affari in Bolivia, gli e’ stato presentato da Delle Chiaie Stefano ed e’ probabilmente in tale occasione che ha saputo dell’ esistenza dell’ Odal prima. Non mi risulta ne’ mai mio fratello mi ha detto che vi sia stata alcuna riunione presso l’ ufficio delle sue societa’ per progettare ed organizzare la strage di Bologna.

– per quanto concerne le motivazioni dell’ uccisione di mio fratello ritengo che lo stesso sia stato ucciso perche’ appartenente ad avanguardia nazionale. I giovani dei Nar e di Terza Posizione ritengono che noi cosiddetti vecchi attivisti abbiamo abbandonato il confronto politico ed abbiamo “calato le braghe” , in particolare tale accusa viene rivolta dai Nar e da terza posizione nei confronti di AN che e” stata sciolta nel 1976. In linea subordinata posso pensare che siano stati i servizi segreti a commissionare l’ uccisione di mio fratello per consentire al giudice gentile di spiccare i mandati di cattura sulla strage. Infatti stando alle dichiarazioni dello stesso Ciolini alla riunione organizzata svoltasi a roma avrebbe partecipato oltre a mio fratello, Giorgi Maurizio che al momento dei fatti di Bologna si trovava in Argentina attualmente detenuto, e Pagliai Luigi, Delle Chiaie Stefano entrambi latitanti; un francese tale Danet irreperibile e poi risultato detenuto in Francia; un tedesco Fiebelrkorn irreperibile e poi costituitosi in Germania ed un altro tedesco tale Hoffman nei confronti del quale non e’ stato emesso alcun mandato di cattura detenuto in Germania. Tali persone all’ epoca dei fatti erano tutti irreperibili tranne il Giorgi che comunque aveva un’ alibi; sarebbe stato comodo pertanto far risalire tutte le responsabilità su mio fratello e sulle altre persone irreperibili.

Per quanto concerne le dichiarazioni di Concutelli che avrebbe dichiarato che avrebbe ucciso mio fratello per vendicare la morte di vale Giorgio intendo precisare che ne’ io ne’ mio fratello conoscevamo il Vale ne’ sapevamo dove lo stesso si potesse trovare, pertanto non corrisponde certamente a verita’ che il vero movente dell’ uccisione di mio fratello fosse di aver rivelato il nascondiglio dello stesso Vale. Potrebbe essere un movente ufficiale adottato dal Concutelli per dare una giustificazione all’ omicidio di mio fratello davanti al suo mondo.

L’ ufficio rende edotto il teste che da risultanze agli atti e dalle dichiarazioni di una persona risulterebbe che vi siano stati dei contatti tra lo stesso Vale e i fratelli Palladino.
– smentisco categoricamente tali affermazioni, non conoscevo il Vale, non ho avuto alcun rapporto con lo stesso, non credo che neanche mio fratello conoscesse il Vale.
– mio fratello avendo frequentato per lungo tempo le piazze quando era attivista di AN giovanile era in grado di difendersi da eventuali aggressioni. Non ritengo che una sola persona possa aver materialmente ucciso mio fratello, credo che l’ uccisione debba essere avvenuta da parte di piu’ persone.

Letto confermato sottoscritto.­

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