Marco Ballan – dichiarazioni 18.02.1975

Adr: fino al 1961 – 62 ero stato iscritto alla Giovane Italia dalla quale ad un certo punto mi dimisi. Da allora simpatizzai per Avanguardia Nazionale. Peraltro da almeno una decina di anni a questa parte non avevo piu’ partecipato a politica attiva. Quando Avanguardia Nazionale fu fondata anche a Milano, all’ incirca nel 1972 io tenni contatti con la direzione di Roma, piu’ che altro per tenere d’ occhio la situazione dei ragazzi piuttosto giovani che dichiaravano di aderirvi. Fu cosi che nei primi mesi del 1974, dato il tempo trascorso non sono in grado di precisare meglio i tempi, cominciai a raccogliere delle notizie che sulle prime mi lasciarono perplesso con l’ andare del tempo mi allarmarono. Cominciai col notare che fra i ragazzi aderenti ad Avanguardia Nazionale c’ era un certo nervosismo, ma soprattutto che circolava troppo denaro e che i ragazzi avevano mezzi che consentivano lo spostamento anche fuori sede. Assunsi caute informazioni e venni un po’ alla volta ad apprendere che un certo Fumagalli Carlo, ex partigiano, che si faceva anche chiamare Jordan, andava prendendo contatti con i ragazzi di AN ed era dotato di molti mezzi. La cosa mi sembro’ strana, sia perche’ ufficialmente non risultava che il Fumagalli avesse costituito un gruppo politico ben individuato e con dichiarate finalita’ nell’ ambito del gioco politico Nazionale, quindi perche’ non risultava ne’ industriale ne’ dotato di particolari beni o mezzi finanziari, infine perche’ avvicinava proprio ragazzi di Avanguardia Nazionale senza avere preso contatti con la direzione di Roma e neppure con la sede di Milano.

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Il nome di Fumagalli Carlo richiamo’ alla memoria che il medesimo era stato implicato negli anni 1970 1971 in un processo del quale la stampa aveva ampiamente parlato, e ricordai altresi’ che allora era difeso dall’ avv. Degli Occhi Adamo. Preciso a questo punto che io ero in buoni rapporti con l’ avv. Degli Occhi e cio’ anche perche’ entrambi avevamo costituito con altri l’associazione di amicizia di “Italia – sud Vietnam” ed  entrambi ci vedevamo talvolta essendo membri del comitato promotore. Pensai pertanto di chiedere all’ avv. Degli Occhi, il quale mi aveva anche difeso in occasione dell’ indizio di reato per l’ uccisione dell’ agente Marino: intendo subito precisare che in ordine a questo fatto io avevo un alibi solido, per cui fui subito scagionato. Telefonai a Roma a Tilgher che e’ il presidente Nazionale di AN, gli esposi la situazione che si stava verificando in Milano, ed egli decise di venire a Milano in quanto intendeva essere presente al colloquio con l’ avv. Degli Occhi. Per farla breve l’ avv. Degli Occhi ci ricevette ma non ci diede alcuna notizia utile su Fumagalli in quanto taglio’ corto alle nostre richieste e alle nostre preoccupazioni, affermando di avere difeso Fumagalli per il processo del 1970 ma di averlo da allora perso di vista, e di non aver piu’avuti con lui contatti, neppure con altri personaggi del suo giro. In sostanza non ci fu utile in alcun modo. Ricordo che ci intrattenemmo nel suo studio per un periodo piuttosto breve.

Adr: il discorso con l’ avvocato fu molto breve e in pratica basato su affermazioni del genere: e’ inutile che vi rivolgiate a me, io non so niente, io non conosco nessuno, io non ho piu’ avuto contatti con nessuno da molto tempo, io non conosco la situazione, io non posso esservi utili. Cosi’ stando le cose io e Tilgher non insistemmo e ci congedammo. Io e il Tilgher restammo d’ accordo di seguire ancora la situazione e gli eventuali sviluppi, e tuttavia di liberarci subito dei ragazzi che avevano gia’ preso contatti con Fumagalli. Aggiungo inoltre che valutammo che ormai la situazione di Milano appariva inquinata, che poteva prestarsi a situazioni equivoche e compromissorie, per cui decidemmo di chiudere senz’ altro la sede di Milano di Avanguardia Nazionale. Cio’ avvenne qualche giorno dopo la visita all’ avv. Degli Occhi.

Adr: conoscevo bene D’Intino Alessandro, ma la sua posizione ci era sembrata strana e compromessa fin dall’ epoca dell’ attentato alla sede del Psi di Brescia in ordine al quale egli era stato implicato. Conoscevo meno bene Colombo Gianni di Lecco. Dato il tempo trascorso non sono in grado di dire se anche essi mi abbiano parlato di Carlo Fumagalli, non posso escluderlo, ma comunque mi sembra ora evidente che essi sicuramente non mi fornirono informazioni concrete, ma si dovrebbero essere limitati a vari accenni. Escludo comunque che essi fossero in qualche modo piu’ o meno tacito, autorizzati a frequentare Fumagalli per poi riferire ad Avanguardia Nazionale. Preciso anzi che noi, fin da quando era cominciato a correre il nome di Fumagalli, se ben ricordo gia’ dal 731200, avevamo dato ordini agli aderenti di non frequentarlo per nessuna ragione.

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Adr: conoscevo Esposti Giancarlo soltanto di vista, all’ epoca della mia iscrizione alla Giovane Italia e da tempo avevo perso di vista, benche’ le nostre abitazioni erano vicine. Per mio conto lo ritenevo un esaltato.

Adr: conoscevo anche Di Giovanni Mario, ma ignoravo del tutto che anche egli avesse avuto rapporti con Fumagalli. Egli si era espresso come aderente di AN ma da tempo lo avevo perso di vista.

Adr: mi pare di ricordare di avere conosciuto Agnellini Roberto di Brescia nella sede di Avanguardia Nazionale di Milano, in epoca precedente all’ attentato contro la sede del Psi di Brescia. Fu peraltro una conoscenza superficiale. Dopo tali fatti Agnellini fu espulso da Avanguardia Nazionale cosi’ pure il D’Intino.

Non ho altro da dire.

Adr: preciso che io e Tilgher illustrammo all’ avv. Degli Occhi le nostre preoccupazioni sul personaggio Fumagalli, esponendogli quanto avevamo appreso sul suo conto e sui pericoli che a nostro giudizio correvano i ragazzi che egli andava reclutando tra Avanguardia Nazionale e la destra in genere. In sostanza gli facemmo un discorso responsabile, prospettando i pericoli che non solo avrebbe corso Avanguardia Nazionale, ma soprattutto i giovani che entravano in contatto con lui.

Non ho altro da dire.