Le dichiarazioni che Tramonte ha reso al GI di Brescia l’08.03.1993

Maurizio TRAMONTE che, come si è visto nella parte della presente memoria relativa alla produzione informativa della fonte TRITONE, aveva avuto un rapporto di collaborazione con il Centro CS del SID di Padova che si era protratto dal novembre del 1972 alla metà del 1975, è stato sentito per la prima volta, dal GI di Brescia che indagava sul secondo filone delle indagine relative alla strage di piazza della Loggia, l’8 marzo 1993.
In quell’occasione TRAMONTE, nativo di Camposampiero (PD) e formalmente residente, all’epoca, a Lozzo Atestino (PD), ha esordito affermando di non essere mai stato a Brescia in vita sua (circostanza più volte ribadita nel corso dell’escussione), riferendo di essersi occupato di politica “sul fronte della destra” frequentando l’ambiente del MSI di Padova da quando era “ragazzino” al 1972, anno in cui, conseguita la maturità, si sarebbe trasferito a Parma per gli studi universitari. Significativa, alla luce delle emergenze che trovano il loro puntuale riscontro nei sopra citati appunti del SID di Padova, appare l’attenzione di TRAMONTE nel negare qualunque contatto con la città di Brescia e nel circoscrivere l’attività politica svolta, sia sotto il profilo qualitativo (l’ambiente del MSI di Padova, con esclusione dunque di qualsiasi contatto con la destra eversiva in generale e con ORDINE NUOVO in particolare) che quantitativo (fino al 1972, con esclusione dei compromettenti contatti successivi).
Rispondendo alle domande del GI di Brescia, TRAMONTE ha ammesso di avere conosciuto Giovanni MELIOLI, di Rovigo, ed Ariosto ZANCHETTA, che considerava come un secondo padre. Ha riferito di avere conosciuto anche Gian Gastone ROMANI (amico dello ZANCHETTA) ed ha ammesso di avere frequentato sia l’albergo che l’abitazione del predetto, ad Abano Terme.
Sulla rilevanza di quest’ultima affermazione si tornerà più avanti, quando verrà affrontato il tema delle riunioni politiche che, ad Abano, si svolgevano presso l’abitazione di ROMANI e della presenza di TRAMONTE a tali riunioni. Per ora è sufficiente rilevare che la dichiarata frequentazione dell’albergo e della casa di Abano Terme di ROMANI è di per sé rappresentativa della falsità di quanto affermato da TRAMONTE con riguardo alla data in cui avrebbe smesso di frequentare i citati ambienti politici (1972), essendo documentalmente emerso che ROMANI si trasferì con la propria famiglia dal Lido di Venezia ad Abano Terme nell’autunno del 1973.
Radicale, in questo primo verbale, è la presa di distanze rispetto alla figura di Carlo Maria MAGGI ed ai contesti, anche geografici, che legavano TRAMONTE alla destra eversiva: “non ho mai sentito prima d’ora il nome di MAGGI Carlo Maria”, “non ho mai avuto a che fare con la città di Ferrara”, “non ebbi mai occasione di sentire strani discorsi e cioè discorsi che riguardassero l’esercizio della violenza fisica con l’impiego di strumenti tipo esplosivi, bombe o anche solo bottiglie Molotov”, “sono sempre stato dentro alla ufficialità della politica missina”, “non ho mai sentito fare da nessuno discorsi di tipo eversivo”. Avendo appreso, nel corso dell’escussione, che il Giudice che lo interrogava era a conoscenza del ruolo che aveva svolto, quale informatore del SID, non manifestava alcuna difficoltà ad ammettere di essere stato contattato dal Servizio e di avere svolto, per “un paio di anni”, l’attività di informatore del Servizio. In concreto, a distanza di tanti anni, riferiva di mantenere il ricordo di due soli episodi che avevano costituito oggetto delle informazioni fornite al SID ed in particolare al M.llo FELLI del Centro CS di Padova, che aveva conosciuto con lo pseudonimo di LUCA.

Il primo episodio riguarda l’incontro che ebbe, presso il bar della stazione ferroviaria di Mestre, con un signore (sulla cinquantina, con accento toscano) che diceva di essere “in grado di interrompere le telecomunicazioni tra l’Italia e l’estero”. Il contatto era stato mediato da un suo conoscente (un frequentatore del partito, della zona di Padova) che aveva incontrato in un locale di Asiago, che gli aveva chiesto se fosse interessato ad incontrare una persona (della quale fornì un recapito telefonico) che aveva la possibilità di fare “operazioni utili alla destra” ed in particolare di “interrompere le telecomunicazioni”.

Tale episodio, a dire di TRAMONTE, era stato relazionato al M.llo FELLI del SID di Padova. Si tornerà più avanti su questo episodio ma è bene precisare subito che tale vicenda non compare in nessuno degli appunti informativi che sono stati acquisiti presso la sede centrale del SISMI (a riprova dell’incompletezza del materiale acquisito).

Il secondo episodio è ancor più significativo e, a differenza del primo, trova un diretto e puntuale riscontro negli appunti informativi che sono stati acquisiti e che costituiscono oggetto dell’analisi sopra svolta. TRAMONTE, senza nessuna specifica sollecitazione da parte del Giudice, ha riferito di un “trasporto di armi di provenienza estera effettuato con un TIR con targa tedesca o olandese”. I due episodi del 16 giugno 1974 (TIR con targa tedesca) e del 23 giugno 1974 (TIR con targa olandese), nel ricordo del dichiarante, vengono dunque a sovrapporsi in un unico episodio, ma non è questo l’aspetto interessante della vicenda.
Significativo è invece il contesto nel quale il dichiarante cerca di relegare l’intera vicenda: “sentii parlare di ciò in un bar posto nelle vicinanze della sede del MSI, il bar <rande-vous>. Ne sentii parlare da un gruppo di ragazzi, sicuramente estremisti di destra della zona di Trento o di Bolzano, i quali si trovavano a Padova per ragioni di studio. Frequentavano l’università. Appresa la notizia, andai poi personalmente a verificare la cosa. Mi diressi verso Sirmione e uscii al casello di Verona centro. Nel piazzale del casello rintracciai il camion di cui sopra e ne rilevai il numero di targa. Dopo di che telefonai a LUCA”.
TRAMONTE, che aveva fornito al M.llo FELLI del SID analitiche indicazioni in ordine ai traffici clandestini che il gruppo di ORDINE NUOVO di Venezia-Mestre aveva svolto tramite i TIR tedeschi ed olandesi, si è trovato nella necessità di dover improvvisare, dinanzi al Giudice che ormai sapeva del rapporto di collaborazione che il dichiarante aveva svolto per il Servizio, una spiegazione che rendesse conto delle conoscenze che aveva riversato al Servizio, senza compromettere il proprio ruolo. Da qui l’improponibile spiegazione di avere appreso una notizia così riservata e destinata ad essere conosciuta dai soli addetti ai lavori, origliando le chiacchiere da bar di non meglio individuati giovani di Trento o Bolzano che frequentavano l’università di Padova.
Sempre rispondendo alle domande del Giudice, TRAMONTE ha riferito di avere conosciuto FRANCESCONI SARTORI Arturo, indicato quale soggetto che, pur frequentando la sede del MSI di Padova, era in disaccordo con la linea ufficiale del partito. Ha riferito altresì di averlo visto quattro o cinque volte in tutto e di essere stato a cena a casa del predetto.
A questo punto dell’escussione, il Giudice ha sottoposto al teste l’appunto informativo del SID del 6 luglio 1974, allegato alla nota n. 4873 dell’8 luglio 1974, dando in particolare lettura dei paragrafi da 1) a 6) e da 7) a 12). I paragrafi da 1) a 6) sono quelli nei quali viene relazionato il contenuto dell’incontro che Carlo Maria MAGGI, unitamente ad altri “due camerati della zona di Venezia”, ebbe con Gian Gastone ROMANI, ad Abano Terme, la sera del 25 maggio 1974, incontro in occasione delquale si parlò in termini espliciti del programma rivoluzionario che ORDINE NUOVO si era prefissato dopo lo scioglimento del novembre del 1973. I paragrafi da 7) a 12) sono quelli nei quali si parla del viaggio che un giovane “mestrino” (indicato quale collaboratore di MAGGI che aveva preso parte alla riunione del 25 maggio 1974) aveva fatto a Brescia e a Salò il 16 giugno 1974 e dell’episodio relativo al TIR con targa tedesca.
TRAMONTE, nel verbale in esame, ha categoricamente escluso di essere la fonte di quelle notizie, negando di avere presenziato alla riunione a casa di ROMANI,ribadendo di non sapere chi fosse il dott. MAGGI e di non essere mai stato a Brescia.
Ha altresì escluso di avere raccontato al M.llo FELLI cose eventualmente apprese da altri e di avere anche solo sentito parlare di quanto relazionato nell’appunto del SID. Quest’ultimo passaggio è estremamente significativo e verrà ripreso nell’esame delle dichiarazioni che TRAMONTE ha reso nel corso del presente dibattimento.

L’unica vicenda nella quale TRAMONTE ha dichiarato di riconoscersi, ma solo “parzialmente”, è quella del TIR. Il dichiarante ha però precisato che l’episodio si era svolto con modalità del tutto diverse da quelle ricavabili dall’appunto informativo, specificando che non aveva visto nessuna cassa e che non aveva assistito ad alcun trasbordo dal TIR all’autovettura del “mestrino”, essendosi limitato a rintracciare il camion ed a rilevarne la targa. Infine ha segnalato che lui, al M.llo FELLI, aveva espressamente riferito di avere appreso di una consegna di “armi” e non, genericamente, di una “cassa” ed ha rilevato che invece, nell’appunto, non si parlava di “armi”.
Tale atteggiamento è rimasto immutato anche dopo che il Giudice ha riferito al teste che il M.llo FELLI, escusso sul punto, aveva confermato di avere redatto l’appunto informativo sulla base delle notizie fornite dal fiduciario.
Per giustificare la discrepanza temporale con le iniziali dichiarazioni (ove aveva riferito di avere frequentato l’ambiente politico solo sino al 1972), TRAMONTE hafinito per ammettere di avere, pur saltuariamente, continuato a frequentare la destra padovana fino al 1975, data del suo trasferimento a Matera.
Anche con riguardo ai paragrafi da 13) a 18) dell’appunto del SID del 6 luglio 1974, quelli che fanno specifico riferimento all’incontro che ROMANI ebbe con l’on. Pino RAUTI a Roma, a fine giugno del 1974 ed ai commenti e progetti che MAGGI e ROMANI manifestarono dopo la strage di piazza della Loggia, il dichiarante ha escluso di essere la fonte delle notizie relazionate dal M.llo FELLI del SID ed ha ulteriormente ribadito di non sapere neppure chi fosse Carlo Maria MAGGI.
L’altro appunto informativo del SID che il Giudice ha sottoposto a TRAMONTE in occasione della citata escussione del marzo 1993 è quello del 23 maggio 1974, allegato alla nota informale e manoscritta che il Magg. BOTTALLO (Capo Centro CS di Padova) trasmise, nella stessa data, al Gen. MALETTI (suo diretto superiore). Si tratta, come si ricorderà, dell’appunto con il quale il fiduciario riferì di essersi incontrato, presso la propria abitazione, con lo “studente dell’Università di Ferrara” che gli aveva proposto di entrare a far parte dell’organizzazione terroristica che era già “presente ed operante” in diverse città dell’Italia del Nord e che era in grado di realizzare “azioni violente”, idonee ad “abbattere il sistema borghese”.
Anche in questo caso TRAMONTE ha preso le distanze dal documento, disconoscendone la paternità, smentendo le dichiarazioni che il M.llo FELLI avevareso al Giudice sul punto ed anzi chiedendo di essere sottoposto ad un confronto con il predetto, criticando altresì il linguaggio utilizzato nell’appunto (che sapeva molto di “fantapolitica”) e da ultimo criticandone la verosimiglianza, nella parte in cui il fiduciario riferisce di non essere riuscito a rilevare il numero di targa dell’autovettura dello studente in quanto “era notte e la vettura era stata parcheggiata ad una certa distanza”.
E’ curioso rilevare, sul punto, che TRAMONTE, nel vano tentativo di allontanare da sé il sospetto, o meglio la certezza, di essere la fonte di quelle notizie, non ha esitato a smentire sé stesso ed a spiegare che non era neppure possibile che lo studente di Ferrara avesse parcheggiato la propria autovettura ad una certa distanza dalla sua abitazione (l’immobile era infatti dotato di un ampio cortile e l’auto, ove fosse stata lasciata lungo la strada di campagna che dava accesso al cortile, avrebbe creato intralcio alla circolazione). La puerile scusa, utilizzata con il M.llo FELLI per non svelare le generalità, evidentemente note, dello studente di Ferrara è stata qui utilizzata (nel diverso contesto creatosi nel 1993, dinanzi al Giudice) a sostegno della pretesa inverosimiglianza delle notizie riportate dal M.llo FELLI nell’appunto. E’ necessario qui anticipare che nei verbali successivi, come è noto, TRAMONTE ha ammesso di avere fornito al M.llo FELLI le notizie di cui ai citati appunti del SID. Ciò ha fatto, pur con diverse angolazioni, fino alle dichiarazioni rese nel corso del presente dibattimento.
Questa prima escussione ha consentito di appurare con certezza l’identità tra Maurizio TRAMONTE e la fonte TRITONE ma si è rivelata quanto mai deludente per le reticenze del dichiarante che ha minimizzato il significato della conoscenza dei numerosi personaggi della destra eversiva citati negli appunti informativi del SID. TRAMONTE ha comunque ammesso di avere avuto rapporti, anche di amicizia, con Gian Gastone ROMANI e di avere frequentato sia l’abitazione del predetto che l’albergo di Abano, ove lo stesso svolgeva la propria attività lavorava. Ha però negato di conoscere e perfino di avere mai sentito nominare Carlo Maria MAGGI.
La reticenza di TRAMONTE e la fase ormai conclusiva dell’istruttoria a carico di BALLAN Marco ed altri, nel cui ambito il dichiarante era stato escusso dal GI di Brescia, non hanno consentito, all’epoca, ulteriori sviluppi .

Memoria pm strage di Brescia

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